12 luglio 2012

La particella di Dio una bugia.

MILANO - Il bosone di Higgs scoperto al Cern è un «impostore»? Se lo chiede e in qualche modo cerca di sostenerlo Ian Low fisico teorico delle alte energie della Northwestern University e dell’Argonne National Laboratory. In pratica – dice Low – il bosone potrebbe essere sembrato quello che non è, cioè un’altra particella. Il bosone non si rileva direttamente ma scoprendo le particelle in cui decade come ad esempio due fotoni e le particelle W e Z zero (quelle scoperte da Carlo Rubbia). SUPERACCELERATORE - Ciò che si è fatto al Cern con il super acceleratore Lhc è stato appunto trovare le particelle decadute al livello di energia di 126 GeV, secondo quanto previsto dalla teoria del Modello Standard di cui il bosone è l’ultimo tassello. Ma chi ci dice che a provocare questi decadimenti previsti sia davvero il fatidico bosone ? afferma Low. Potrebbe trattarsi di un altro tipo di particella e non il bosone a lungo cercato, vale a dire un “impostore” che produce gli stessi effetti calcolati dalla teoria. Domanda legittima, soprattutto per un teorico che deve spaziare con la mente e immaginare l’impossibile. Per dare sostanza alla sua visione diversa l’americano, come un bravo avvocato d’accusa che usa le carte difensive presentate dall’accusato per dimostrarne la colpa, utilizza i segnali anomali raccolti in due casi nei decadimenti per ipotizzare che si tratti di una particelle differente. LE PROVE - Fabiola Gianotti e Joe Incandela a capo degli esperimenti Atlas e Cms hanno spiegato il 4 luglio nella loro presentazione dei risultati che semmai la questione è più ampia e interessante rispetto alla stessa teoria. E non hanno escluso per niente che ci si trovi davanti a realtà differenti e che il soggetto catturato sia soltanto il primo bosone di Higgs, il più piccolo di una famiglia di cinque componenti con caratteristiche variegate. Quindi, che altre particelle entrino in gioco non l’hanno escluso gli stessi scopritori, aggiungendo che siamo solo all’inizio di un’indagine che riserverà altre sorprese e prospettive; in altre parole una nuova fisica. Ci sembra che dietro l’ipotesi si nasconda un articolato pensiero che mira a ridimensionare la scoperta del Cern la quale brucia tremendamente agli americani. Tanto che il giorno prima dell’annuncio a Ginevra organizzavano una conferenza stampa al Fermilab di Chicago per dire che con il loro vecchio acceleratore Tevatron, c’erano arrivati però vicino, prima degli europei. Ma l’avevano solo intuito, non catturato.

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