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07 agosto 2012
Waal Street scommette contro l'euro.
Le banche di Wall Street si preparano a una possibile rottura dell'area euro con la potenziale uscita di un paese. Gli istituti stanno chiedendo alle controparti e ai creditori di rivedere i contratti oppure trovare un'altra banca con cui fare affari.
L'INDISCREZIONE - Lo riporta il Financial Times, sottolineando che ricorrendo a strategie di copertura, come i credit default swap, le banche americane stanno riducendo la loro esposizione netta nei Paesi in difficoltà ma sono anche impegnate ad assicurarsi che se un Paese lasciasse l'area euro non si troverebbero a ricevere pagamenti in valute come dracma o peseta. JPMorgan, Bank of America, Citigroup, Morgan Stanley e Goldman Sachs hanno ridotto la loro esposizione, che varia dai 5,4 miliardi di dollari di Morgan Stanley agli oltre 20 miliardi di dollari di JPMorgan.
I NUMERI - I dati emergono dall'analisi dei bilanci del secondo trimestre 2012, resi noti dagli stessi istituti di credito. JP Morgan avrebbe aumentato la percentuale di bond assicurati dal 52% al 61%. Più significativo il dato di Credit Suisse, la cui percentuale di bond coperti da cds è volata dal 69% al 90%, mentre resta meno rilevante il passaggio dal 60% al 62% di titoli di Stato assicurati dalla concorrente Ubs.
01 agosto 2012
E con gli scontrini fiscali come la mettiamo ?
Il 38% dei controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali è risultato irregolare: in sostanza più di un soggetto su tre degli oltre 20mila controllati ha evaso il fisco. Sono i dati della Guardia di Finanza relativi ai controlli effettuati nei primi sette mesi del 2012 in diverse città e località di vacanza.
I DATI - I risultati sono il frutto di un'azione mirata della Guardia di Finanza, che dall'inizio dell'anno ha avviato una serie di controlli di massa in tutta Italia: da Cortina a Capri, da Courmayeur a Milano e Roma, da Napoli a Palermo e alla riviera romagnola. In particolare, i controlli sull'emissione di scontrini e ricevute fiscali hanno interessato 20.634 soggetti: di questi 7.849 - il 38% appunto - sono risultati irregolari. Nel corso delle verifiche, inoltre, sono stati scoperti 1.166 lavoratori in nero, con 24 datori di lavoro completamente inesistenti per il fisco e dunque evasori totali. Per quanto riguarda invece la lotta alla contraffazione e alla pirateria, gli uomini delle Fiamme Gialle dall'inizio dell'anno hanno sequestrato oltre 4 milioni di prodotti falsi, denunciando 264 persone.
LE CASE-VACANZA - Sempre con riferimento al periodo estivo, l'azione di controllo è indirizzata alle case vacanza, spesso affittate in nero da parte di proprietari che intascano migliaia di euro in contanti, rigorosamente «esentasse». Un fenomeno, quello delle locazioni in nero, su cui i finanzieri hanno incentrato l'attenzione non solo nelle località turistiche, poichè il problema interessa fortemente anche le città universitarie. Oltre 10.000 questionari sono già stati spediti a studenti fuori sede; rispondere correttamente conviene non solo per contribuire alla lotta all'evasione fiscale, ma anche per tutelare gli studenti stessi da ingiuste speculazioni sui prezzi.
I DISTRIBUTORI - Centinaia di finanzieri, inoltre, sono impegnati a scongiurare spiacevoli sorprese agli automobilisti durante l'esodo a ridosso dei weekend da bollino nero. Tre le finalità degli interventi presso le stazioni di servizio: riscontrare l'effettivo quantitativo dei carburanti erogati, la loro qualità e la corrispondenza tra il prezzo indicato e quello effettivamente applicato. I risultati non hanno tardato ad arrivare. Nell'ultimo week end, infatti, sono stati controllati 1.300 distributori di carburante e rilevate 201 irregolaritá. Nei casi più gravi, 14 gestori sono stati denunciati alle competenti Procure della Repubblica con il sequestro di 75 tra colonnine e pistole erogatrici ed oltre 10.000 litri di carburante. Altri 85 gestori sono stati sanzionati per violazione della disciplina sui prezzi o per la rimozione dei sigilli che assicurano la corretta taratura degli impianti, mentre in altri 104 casi è stata avviata la procedura per la revisione degli erogatori.
24 luglio 2012
Buste paga al palo da 10 anni...
Dall'inizio del nuovo millennio la busta paga dei dipendenti è praticamente ferma. Dal 2000 al 2010 le retribuzioni medie reali nette sono aumentate solo di 29 euro, passando da 1.410 a 1.439 euro (+2%). È quanto emerge dalle tabelle contenute nella relazione annuale di Bankitalia elaborate dall'Adnkronos. Risultati su cui pesa, ovviamente, la crisi economica e gli interventi che hanno toccato in particolare gli statali. Su cui, per il momento, sembra scampato il pericolo di un taglio delle tredicesime.
AUMENTA GAP TRA NORD E SUD - Dai dati emerge inoltre che il gap tra centro-nord e sud-isole non arresta la sua corsa: l'incremento è stato del 2,5% contro lo 0,7%. In termini reali al centro-nord si è passati da 1.466 euro del 2000 a 1.503 euro del 2010, con un aumento di 64 euro; mentre nel mezzogiorno le retribuzioni passano da 1.267 euro a 1.276 euro, con una crescita di soli 9 euro. Rispetto alla media nazionale le retribuzioni si attestano a un +4% per i lavoratori del centro-nord e -10,1% per quelli di sud e isole, mentre 10 anni dopo di arriva a +4,4% e -11,3%.
LA CRISI - I grafici mostrano anche gli effetti negativi che la crisi ha avuto sulle retribuzioni; secondo le rilevazioni condotte con cadenza biennale emerge che nel 2006 le retribuzioni medie arrivavano a 1.489 euro, due anni dopo (con l'inizio della crisi) erano scese a 1.442 euro, e nel 2010 la situazione era ulteriormente peggiorata, arrivando a 1.439 euro. La riduzione in termini reali, in quattro anni, è stata mediamente di 50 euro (-3,3%). In generale la crisi ha influito sulle buste paga di tutti i lavoratori dello stivale: nel centro-nord del paese la riduzione è stata di 46 euro (-2,9%), mentre nel sud e isole il taglio è stato di 56 euro (-4,2%).
UOMINI E DONNE - Le differenze restano notevoli anche tra i due sessi; con gli uomini che sono passati da 1.539 euro a 1.586 euro (+47 euro), e le donne, che partivano da 1.220 euro e sono arrivate e 1.253 euro (+35 euro). Tra il 2008 e il 2010 le retribuzioni reali mensili pro capite dei lavoratori a tempo pieno, al netto di imposte e contributi sociali, spiega Bankitalia, sono cresciute dello 0,8% (2% per le donne). Nello stesso periodo la quota dei lavoratori a bassa retribuzione è salita di tre decimi di punto percentuale, al 9,4%.
PART-TIME - Palazzo Koch spiega che, proprio a causa dell'espansione del part-time, le retribuzioni nette medie per il totale dei lavoratori dipendenti sono diminuite dello 0,2%, riflettendo esclusivamente il calo del mezzogiorno.
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20 luglio 2012
Napolitano:"tutti uniti per la crisi" ma i politici ?
[Esplora il significato del termine: «Per evitare che la crisi degeneri siamo tutti chiamati» a «sacrifici».È l’appello dell Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato per la Tavola rotonda «I costi delle disuguaglianze sociali: come evitare che la crisi economica si tramuti in crisi sociale», organizzata dall’Associazione «Diritti in cammino», di cui è presidente Mara Carfagna. «RISORSE COMPRESSE E VECCHI PRIVILEGI» -«Non è più accettabile -prosegue Napolitano- che preziose risorse e capacità umane restino compresse da vecchi privilegi, da protezionismi a senso unico, da assurde discriminazioni. Queste disuguaglianze, infatti non rappresentano solo una negazione dei nostri valori costituzionali, ma incidono negativamente anche sulla capacitá di sviluppo del paese». «SACRIFICI PER L’ISTRUZIONE E LA RICERCA»- È perciò necessario -ha sottolineato il Capo dello Stato- che i sacrifici a cui siamo tutti chiamati per evitare che la crisi economica degeneri e produca ulteriori, insostenibili tensioni e ingiustizie devono tradursi in investimenti nella formazione e qualificazione del capitale umano e nell’innovazione, attraverso le leve dell’istruzione e della ricerca». CASINI - Sul tema dei sacrifici è intervenuto anche il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine di un incontro con i giovani di Confindustria. «Questa mattina ho incontrato Monti, con il quale siamo d’accordo che non ci sarà bisogno di nuove manovre. Il Paese ha già fatto i compiti a casa, non si possono chiedere agli italiani sacrifici supplementari. Ora dobbiamo concentrarci sulle iniziative europee e sulla creazione degli Stati Uniti d’Europa. Ieri era un sogno, oggi può diventare realtà. In Europa c’è bisogno di una risposta più efficiente, non vogliamo che gli amici tedeschi paghino i nostri debiti».] «Per evitare che la crisi degeneri siamo tutti chiamati» a «sacrifici».È l'appello dell Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, in un messaggio inviato per la Tavola rotonda «I costi delle disuguaglianze sociali: come evitare che la crisi economica si tramuti in crisi sociale», organizzata dall'Associazione «Diritti in cammino», di cui è presidente Mara Carfagna.
«RISORSE COMPRESSE E VECCHI PRIVILEGI» -«Non è più accettabile -prosegue Napolitano- che preziose risorse e capacità umane restino compresse da vecchi privilegi, da protezionismi a senso unico, da assurde discriminazioni. Queste disuguaglianze, infatti non rappresentano solo una negazione dei nostri valori costituzionali, ma incidono negativamente anche sulla capacitá di sviluppo del paese».
«SACRIFICI PER L'ISTRUZIONE E LA RICERCA»- È perciò necessario -ha sottolineato il Capo dello Stato- che i sacrifici a cui siamo tutti chiamati per evitare che la crisi economica degeneri e produca ulteriori, insostenibili tensioni e ingiustizie devono tradursi in investimenti nella formazione e qualificazione del capitale umano e nell'innovazione, attraverso le leve dell'istruzione e della ricerca».
CASINI - Sul tema dei sacrifici è intervenuto anche il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine di un incontro con i giovani di Confindustria. «Questa mattina ho incontrato Monti, con il quale siamo d'accordo che non ci sarà bisogno di nuove manovre. Il Paese ha già fatto i compiti a casa, non si possono chiedere agli italiani sacrifici supplementari. Ora dobbiamo concentrarci sulle iniziative europee e sulla creazione degli Stati Uniti d'Europa. Ieri era un sogno, oggi può diventare realtà. In Europa c'è bisogno di una risposta più efficiente, non vogliamo che gli amici tedeschi paghino i nostri debiti».
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