28 settembre 2011

Siamo...quello che mangiamo....

La notizia è quantomeno inquietante, ma se vi sentite leggeri come... l'insalatina che avete mangiato a pranzo? C'è un motivo: secondo un team di ricercatori cinesi alcuni frammenti dell' RNA dei vegetali che ingeriamo entrano nel nostro flusso sanguigno e regolano l'espressione di alcuni geni. Come dire: il minestrone o il cous-cous con le verdure che ci piacciono tanto diventano fisicamente parte di noi. Chen-Yu Zhang dell'Università di Nanjing, in Cina, e i suoi colleghi avrebbero trovato tracce di MicroRNA, o MRNA, vegetale nei tessuti di alcune persone che si erano cibate di quelle piante. L'MRNA ha un ruolo fondamentale nella genetica perchè si lega a specifiche sequenze di RNA messaggero (fondamentale nel processo di sintesi delle proteine) "spegnendo" aluni geni. Zhang è riuscito a isolare spezzoni di MRNA186a presente nel riso e abbondamentemente consumato dalla popolazione cinese. In alcuni esperimenti condotti sui topi questa molecola si è dimostrata in grado di inibire la capacità del fegato di filtrare l' LDL, meglio noto come colesterolo cattivo. Questo studio evidenzia un meccanismo di interazione tra noi e il cibo completamente nuovo che potrebbe avere importanti implicazioni sul fronte medico e terapeutico per la comprensione e la cura di malattie fino ad oggi poco conosciute. Io ieri ho mangiato fagioli e salsiccia...sarò più fagiolo o salsiccia ? Buona Giornata Roberto

27 settembre 2011

Ecco le 5 domande che fanno litigare...

Prima di porre una domanda al nostro interlocutore - specie se questi è il nostro fidanzato o la nostra fidanzata - forse dovremmo prima valutare gli effetti che questa potrebbe avere. Ecco i cinque interrogativi più pericolosi da porre alla vostra dolce metà. 1. "Ma come? Non hai ricevuto il mio sms?" Non serve un genio per comprendere che lanciare questo interrogativo nel bel mezzo di una conversazione con il vostro partner equivale più o meno a lanciare una bomba a mano in battaglia. L'unica logica e più probabile conseguenza è la guerra. Se vi trovate invece nella disgraziata situazione di dover rispondere a questa domanda, avete circa 10 secondi per mettervi in salvo con una risposta sagace tra cui vi raccomandiamo di escludere a priori il pericolosissimo "Quale?". Il vero significato di questa domanda è: "Perché non rispondi più alle mie domande? Prima eri una persona diversa, mi mandavi un sacco di messaggini tutto il giorno. Ma ora, oh no, sei troppo occupato/a con i tuoi amici/le tue amiche e il tuo nuovissimo iPad per prenderti la briga di prestare attenzione alle cose che ti scrivo. Mi metti sempre in secondo piano!". Il punto è che spesso tutto ciò che fa il vostro partner mira solo a una risposta: "Ti amo". E ovviamente a un aumento del numero di trilli da sms sul proprio cellulare. 2. "Ti è piaciuto?" Nessun partner vi dirà mai la sincera verità su una vostra performance e questa domanda sorge solitamente perché ci si sente insicuri. Potreste tentare di ottenere dei feedback in altri modi oppure, se vi trovate nella posizione di dover rispondere, fate dei generici complimenti e siate preparati a sentirvi peggio davanti a un loro semplice e raggiante "Grazie". La cosa migliore da fare in entrambi i casi è stare calmi e pensare che la vostra performance sia stata semplicemente incredibile - e che non ve lo stanno dicendo semplicemente perché hanno perso la forza di parlare. 3. "Facciamo a metà?" Questa domanda prelude a una situazione che non finisce mai bene. Se è una donna a chiederlo, il vero significato di questa frase è "Mi ami ancora? No, perché parlare costa poco, ho bisogno che tu mi dimostri il tuo amore anche con la tua carta di credito". Se è un uomo a formulare la domanda, il suo senso implicito si potrebbe tradurre più o meno con "Wow, hai preso peso tesoro, non finanzierò ancora l'aumento di questi fianchi". Alcuni pensano che fare a turno per pagare il conto durante gli appuntamenti galanti con la stessa persona sia meno mortificante che dividere per due. Oppure si può pensare di scegliere luoghi di appuntamento meno costosi, un picnic per cui avete preparato i piatti preferiti del vostro partner, ad esempio vi costerà molto meno di una cena. 4. "Conosci quella ragazza (o quel ragazzo)?" Se è lei a farvi la domanda, e voi non conoscete la ragazza in questione, si crea un problema. Se avete speso gli ultimi cinque minuti a spogliarla con gli occhi come se la vostra dolce metà non esistesse, potreste ritrovarvi al centro di un vero pasticcio con la vostra partner intenta ad affilare le armi per farvi a fettine. Per la serie: "Quando avrò finito con te, mi implorerai di rimuovere i tuoi bulbi oculari in modo da non mancarmi di rispetto mai più. Sempre che tu sia ancora capace di parlare". Se invece è lui a porvi questa domanda, riprendetevi: l'unico modo per uscire indenni da questa situazione è essere padrone di se stesse. Mantenere la dignità deve essere sempre il vostro mantra. Così nessuno potrà mai imputarvi nessuna colpa. Se non vi piacete e avete paura che il vostro/la vostra partner possa trovare qualcun altro, mettetevi alla prova. Non per trattenerlo/a, ma per migliorarvi. Prendetevi cura di voi stessi, esercitatevi, indossate i vostri abiti migliori. Consideratevi sempre una ghiotta preda! Se da uomini ricevete questa domanda, c'è solo una risposta da dare: "Chi, quella bruttona?". Poi controllate di avere ancora tutti i vostri arti. Se li avete, avete schivato il colpo così bene che vi ricorderete a tal punto di questo errore da non non commetterlo mai più. Gli scienziati dicono che ci sono delle ragioni biologiche per cui gli uomini sbirciano le ragazze, qualcosa che ha vagamente a che fare con la capacità di usare la vista periferica e che ovviamente coinvolge l'istinto di sopravvivenza, ma vi raccomandiamo di non citare mai queste teorie, ma di tenere sempre gli occhi ben fissi sulla ragazza che è accanto a voi. 5. "Come vedi il nostro futuro?" Ecco il vero segno dell'apocalisse amorosa. Di solito è una domanda che le donne fanno agli uomini, ponendoli in una posizione di assoluta sudditanza. Fare questa domanda significa "Sei al posto di guida e potresti influenzare il mio futuro". Se avete voglia di fare questa domanda, ponetevi una data di scadenza: una volta superata, sarete libere di parlare. Dopo solo tre settimane, quando appena ci si conosce, questa domanda è totalmente fuoriluogo. Inoltre, un tale interrogativo implica una totale assenza di comunicazione nella coppia. Il futuro, come argomento di conversazione, dovrebbe essere affrontato spontaneamente man mano che ci si avvicina l'un l'altro, non deve essere tirato in ballo continuamente e in modo del tutto gratuito. E soprattutto questa domanda dice che lo scopo della vostra coppia, di voi due seduti a cena davanti a un petto d'anatra o mentre passeggiate in un parco è solo uno: il matrimonio. Seguito ovviamente da bambini e il bisogno di sapere che durerà per sempre. Tutto ciò, grazie a questa domanda, sembrerà più importante della persona che vi sta davanti. "Eccoci, le senti le lancette che corrono? Se non hai intenzione di dichiararti, posso sempre ricominciare a guardarmi intorno!". Tutto ciò non è lusinghiero per nessuno. Meglio chiedersi almeno se siete proprio sicuri che sia quella la persona con cui volete davvero trascorrere tutta la vita. Qual è la sua visione politica? Cosa vuole fare dopo la pensione? Andrà mai da un medico per il problema del russare? Queste sono le cose che contano davvero. Buona Giornata Roberto

23 settembre 2011

Cattive abitudini o comportamenti "Naturalizzati" ?

Ci Guardiamo allo specchio ? Vogliamo pensarci su ? Le cattive abitudini sono quei comportamenti “naturalizzati”, che con il tempo e con la disattenzione possono addirittura peggiorare. Dalla più innocua, quella di mordicchiarsi le unghie, a quella più fastidiosa, soprattutto se si convive, cioè quella di accumulare i panni sporchi in un cassetto, magari insieme alla biancheria pulita. Sono davvero tante le cattive abitudini dei nostri uomini che proprio non sopportiamo e che ci fanno pensare, ormai rassegnate, che i ‘maschi’ siano totalmente inguaribili. Forse non lo sai, ma tutti questi dieci comportamenti irritanti che possono ledere, inconsapevolmente, le relazione interpersonali, possono essere corretti ed esorcizzati, se consapevolmente combattuti. 1 – Barba e capelli nel lavandino Rimasugli di barba appena fatta e ritagli di capelli: ogni volta che i nostri uomini si cimentano con il rasoio elettrico, il lavandino del bagno si presenta come un campo di battaglia. Utilizzare il bagno subito dopo di loro risulta, per molte donne, irritante e insopportabile. Per salvaguardare il giusto equilibrio di esigenze della coppia, se non si ha la possibilità di avere due bagni separati, è bene responsabilizzare l’uomo: fai in modo che trovi detersivo e spugnetta a bordo lavandino o pretendi che utilizzi la carta dei vecchi giornali per prevenire il “danno”. 2 – Gli asciugamani sul letto All’uomo piacciono particolarmente asciugamani e accappatoi. Dopo una bella doccia, preceduta magari da una salutare sessione in palestra, i nostri uomini amano rilassarsi, ancora avvolti nell’accappatoio bagnato, sul letto o, peggio, sono soliti abbandonare salviette e asciugamani sul divano, i cui cuscini finiscono per raccogliere tutta l’umidità. Per ovviare a questa tentazione prova a tenere sul terrazzo della camera da letto uno stendino sempre pronto ad accogliere gli asciugamani bagnati. 3 – Sacchetti e pacchetti vuoti Sacchetti di patatine vuoti e pacchetti di sigarette accartocciati troneggiano su mensole e tavoli di cucina e soggiorno degli appartamenti dei vostri uomini. Talvolta capita persino di imbattersi in “reperti” datati, risalenti persino a molto tempo prima che avesse inizio la vostra storia. Il lato positivo di questo fastidiosissimo difetto è quello che, molto spesso, è possibile trovare proprio quello scontrino di garanzia che pensavi avesse buttato via! L’ordine prima di tutto: se il tuo lui non sembra sentire ragioni, responsabilizzalo alla raccolta differenziata. Se il compito di ‘gestire’ i rifiuti è suo, non avrà più scuse. 4 – Usare molte tazze L’uomo necessita una nuova tazza ogni qualvolta senta la necessità di versarsi un nuovo bicchiere di caffè, acqua, latte… Sembra impossibile ma l’uomo, spessissimo, rifiuta di utilizzare la stessa tazza che ha già usato in precedenza! Probabilmente questa cattiva abitudine verrà “guarita” solo da un improvviso guasto della lavastoviglie. Costretto a fare i piatti a mano, stanne certa, il tuo lui cambierà sicuramente atteggiamento. 5 – Selettività dell’ascolto L’udito maschile è così strutturato: ascolta tutto quello che non vorresti sentisse e non ascolta una sola parola di ciò che gli stai dicendo. Questa selettività è, in altre parole, la sua arma di difesa più grande, o la giustificazione principale di tutte le sue dimenticanze. Per le cose importanti fai una lista dei compiti della settimana e appendila al frigorifero. Messo bianco su nero, non avrà più scuse. Per tutte le altre cose cerca di adottare una comunicazione diversa, più improntata sulla gestualità e sul contatto: tenergli la mano o accarezzarlo mentre gli racconti qualcosa risveglierà i ricordi e le sensazioni che, altrimenti, non andrebbero registrate. 6 – Il bucato sporco Per quante pile di bucato sporco si formino sul pavimento della camera, non dubitate del fatto che il vostro partner non alzerà un dito per rimuoverle e riporle nel cesto della biancheria! Un metodo un po’ “duro” per farlo ravvedere in poco tempo è quello di accumulare tutta la biancheria lasciata in giro per casa nella sua metà del letto. In poco tempo, stanne certa, il cesto della biancheria sarà nuovamente pieno! 7 – Le occhiate innocenti Non si tratta di un atto consapevole, ma di una caratteristica prettamente maschile. L’occhiata innocente alla giovane passante appariscente è un gesto automatico, giustificabile, forse, ma sicuramente fastidioso per la partner. Invece di farglielo inutilmente notare, mettendo il muso, prova a lanciarti, in sua compagnia, in commenti d’apprezzamento di questo o quel tipo notato mentre siete insieme. Capirà subito, e cercherà di trattenere i suoi impulsi, almeno in tua compagnia. 8 – Il telecomando Il telecomando non si tocca, il controllo della programmazione TV è una specie di prova che gli consente di esercitare un diritto innato. L’uomo percepisce davvero il controllo solo quando il telecomando è al suo fianco! Invece di lanciarti in una disperata gara a chi occupa per primo il divano, pianifica la programmazione TV anticipatamente e “prenota” la tua scelta, nei limiti della disponibilità, con un po’ d’anticipo. La preferenza del programma da seguire, per quella determinata serata, regalerà, di conseguenza, la prerogativa del telecomando. 9 – Fumare in casa Tra tutte, questa è l’abitudine più fastidiosa e pericolosa per la salute del partner e per quella della famiglia intera. Il compromesso del terrazzo (tassativamente anche d’inverno) è assolutamente d’obbligo. 10 – Immaturità nelle relazioni L’uomo si rivela particolarmente socievole con il suo gruppo personale di amici o con chiunque egli voglia risultare simpatico e divertente. Si tratta di una scelta del tutto personale, la stessa che spesso lo rende intrattabile con altri. L’uomo, rispetto alla donna, è spesso immaturo nel contesto delle relazioni personali e questo comportamento lo prova completamente. Più che un elenco di mancanze e cattivi comportamenti, prova l’esatto opposto: spiegargli quello che avresti preteso da lui, come si sarebbe potuto comportare, portandogli magari qualche esempio di conoscenti o di fidanzati di amiche. Il suo spirito competitivo lo farà senz’altro modificare il suo comportamento. Più che comportamenti "naturalizzati" ci vorrebbe il battipanni !!! Buona Giornata Roberto

16 settembre 2011

La crisi che aguzza l'ingegno

La crisi aguzza l'ingegno. E per qualcuno può addirittura aprire occasioni nuove, forse addirittura insperate. Come nel caso di Maritza Egas, trentenne di Stezzano (in provincia di Bergamo) a cui le due ore di impiego giornaliero come "donna delle pulizie" non bastavano più. Così, insieme con il marito Daniele e due colleghe, ha realizzato un'idea tanto semplice quanto efficace: stirare in modo professionale con ritiro e consegna a domicilio. «La vera novità - dice Daniele, che nel frattempo ha lasciato il suo vecchio lavoro per buttarsi in questa impresa - è proprio questa e sempre in questa logica è nato il soprannome "Casalinghe disperate". Disperate, infatti erano mia moglie e le sue amiche ormai senza lavoro: ma disperate sono anche tutte quelle persone che, invece, un lavoro ce l'hanno ma spesso non hanno neanche il tempo di portare i propri indumenti in stireria o non amano che una persona estranea entri in casa loro per farlo». Niente a che vedere, dunque, con le protagoniste dell'omonima serie televisiva, in cui le protagoniste non hanno sicuramente molta confidenza con il ferro da stiro. Questa è una storia di tenacia e intuito che per ora ha funzionato a meraviglia. I tempi di consegna del bucato stirato sono ottimi: in due giorni è assicurata e del trasporto si occupa Daniele che, tra l'altro, al momento veste i panni di centralinista, rispondendo ai clienti che chiamano su un cellulare, diventato dalla fine di luglio piuttosto "caldo". Al momento le donne che si occupano di stirare, dai trenta ai cinquant'anni, sono tendenzialmente quattro; ma la situazione è in continua evoluzione. «Noi vogliamo essere trasparenti, a partire dal prezzo: per questo motivo abbiamo deciso che il compenso viene calcolato a peso e non a ore: la durata dello stiro, infatti, è piuttosto opinabile tanto da lasciare molte incertezze e, a volte, anche insoddisfazione, nel cliente. Così, invece, non si scappa: un chilo di biancheria costa 3 euro, ogni camicia 2 euro. Ritiro e consegna, nelle zone limitrofe a Stezzano fino a Bergamo, sono incluse». Quando Daniele si presenta a casa dei clienti porta con sé una bilancia portatile: «Così pesiamo subito tutto e facciamo un preventivo che alla fine non riserva brutte sorprese a nessuno». I risultati intanto stanno arrivando: i primi clienti che si sono rivolti alle "Casalinghe disperate" sono tornati, segno che il lavoro è stato svolto in modo esemplare ma capita sempre più spesso che a richiedere il servizio siano anche persone che hanno un bisogno estemporaneo. Magari un surplus come accade, per esempio, al ritorno dalle vacanze. Buona Giornata Roberto

Trasporti pubblici e la salute del pianeta.

La buona salute del nostro pianeta dipende anche dai nostri comportamenti, tra questi l'uso dei mezzi pubblici al posto delle auto è un buon inizio. Ma quanto costano i mezzi pubblici, il prezzo agevola chi li usa ? Per chi ama spostarsi con i mezzi pubblici la città ideale è Reggio Calabria. Almeno dal punto di vista dei costi, visto che viaggiare in autobus qui costa 0,80 centesimi per 90 minuti: il prezzo più basso tra le 16 città prese in considerazione dall'indagine di Altroconsumo sui mezzi pubblici. Una valutazione che tiene da parte solo il prezzo e gli aumenti degli ultimi mesi, lasciando da parte un giudizio su efficienza e puntualità. In questa sorta di classifica della convenienza i più svantaggiati sono i perugini (1,50 per soli 70 minuti), seguiti dai milanesi: nel capoluogo lombardo dal primo settembre un biglietto ordinario urbano costa 1,50 euro per 90 minuti. Una brutta sorpresa per i meneghini tornati dalle vacanze (anche se il provvedimento era stato già annunciato da tempo), considerato che fino a due settimane prima il costo si fermava a 1 euro. Per premiare chi inquina meno spostandosi sempre con i mezzi, però, sono stati congelati i prezzi per gli abbonamenti. Non va meglio ai genovesi, che spendono sempre 1,50 a biglietto, anche se vale dieci minuti in più che a Milano. Nel rapporto costo/durata sul podio della convenienza troviamo Bari (90 centesimi per 75 minuti) e a seguire Firenze, L'Aquila, Napoli e Cagliari, dove con 1,20 euro si viaggia un'ora e mezzo. Costi più bassi, in media, al Sud con la sola eccezione di Palermo (1,30 euro per 90 minuti). Ma è meglio avere biglietti meno costosi o dalla durata più lunga? Difficile rispondere. A Milano è stato proposto il "ticket crossing", lo scambio del biglietto non ancora scaduto da un passeggero all'altro, così che l'euro e mezzo speso non vada in fumo dopo poche fermate. Un'iniziativa già registrata in altre città, come Genova per protestare all'aumento del biglietto. Le aziende di trasporto locale premiano i fedelissimi. È con gli abbonamenti mensili, ma ancor più annuali, che si può viaggiare senza svuotare il portafoglio. Il primato convenienza spetta sempre a Reggio Calabria dove il mensile costa 23,20 euro e l'annuale 206 euro. Seguono Verona e L'Aquila con 28 e 28,10 euro. La più cara? Ancora Perugia, dove l'abbonamento mensile costa ben 55 euro e l'annuale 398 euro. L'altra città costosa sul fronte del biglietto singolo, Milano, è invece conveniente per gli abbonati, soprattutto se si tiene conto che con 30 euro è possibile viaggiare nell'area urbana con qualsiasi mezzo, dalla metropolitana al tram al bus. Giovani e anziani possono contare però sulle agevolazioni. Non ovunque però essere studenti o pensionati conviene: se a Milano fino all'università si spendono 174 euro per un anno, a Perugia i giovani pagano ben 296 euro. Niente sconti agli anziani a Palermo, mentre restano ancora molto costosi capoluoghi come Perugia (341 euro) e L'Aquila (337,20 euro). E nell'economica Reggio Calabria? Buone notizie anche per giovani e anziani: con 103 euro si prendono i bus per 12 mesi. Buona Giornata e buon fine settimana. Roberto

09 settembre 2011

Cibo e buonumore...

Associare una determinata pietanza ad uno stato d'animo particolare, valorizzando le virtu' terapeutiche di alcuni cibi nutritivi, dal pesce alla cioccolata fondente fino alle lenticchie. E' ancora presto per dire se questa sara' solo una moda passeggera e un po' glamour o diventera' uno dei rimedi antistress del XXI Secolo, ma certo il 'mood food', ovvero la cucina del buonumore, sembra essere diventata una nuova arma per far tornare il sorriso e contrastare il tipico 'stress da rientro'. Il tutto utilizzando alimenti, o sostanze in essi contenute, che possono influire sul nostro stato d'animo, ad esempio stimolando la formazione dei cosiddetti neurotrasmettitori. Per provare, una volta tornati dalle vacanze, basta mettersi ai fornelli e dar libero sfogo alla creativita'. E per chi fosse proprio a corto di fantasia, in aiuto c'e' anche il libro di Jo Pratt, giovane stella del firmamento gastronomico internazionale e food writer di successo, che ha scritto "In the mood for food" (il titolo fa il verso al celebre film 'In the mood for love' di Wonk Kar-Wai), un libro unico nel suo genere, che raggruppa le ricette in base alla sensazione che riescono a trasmettere a chi le prepara. Ma quali e quante sono queste sostanze capaci di far tornare il buonumore? Secondo il sito di alimentazione www.melarossa.it, si puo' cominciare con un'alimentazione ricca di vitamina B12, considerata la vitamina dell'energia, e di acido folico. Dove si trovano? Nel pollo, nel salmone, nei broccoli, nei fagioli e nel manzo. Vietato pero' dimenticare anche il fegato, che aiuta a prevenire i disturbi dell'umore e del sistema nervoso centrale, e le lenticchie, che sono considerate un potente anti depressivo. Per la frutta, il consiglio e' di scegliere l'uva (contiene il resveratrolo, antiossidante), la banana, eccellente per lo stress perche' contiene dopamina (l'ormone del piacere) e vitamina B6, e anche un consumo quotidiano di agrumi (come limoni e arance), perche' la vitamina C aiuta a rinforzare le difese immunitarie. Inoltre, c'e' spazio anche per un consumo regolare di pesce, soprattutto salmone e sardine, fonte di omega 3. "Esistono evidenze scientifiche che rivelano come la depressione sia in qualche modo collegata a bassi livelli circolanti di omega 3", precisa Luca Piretta, della Sisa (Societa' Italiana di Scienza dell'Alimentazione). E per finire con un buon dolce, ecco la cioccolata fondente, che grazie all'azione antidepressiva svolta da alcuni dei suoi componenti (caffeina, feniletilamina) e' in grado di apportare rapidamente una sferzata di euforia. Buona Giornata Roberto

...il gioco della bottiglia torna di moda

Italia super-riciclona nel settore del vetro. E ora su Facebook arriva il 'gioco della bottiglia' lanciato dal movimento dei consumatori europei, Friends of Glass, con il supporto della Federazione Europea dell'Industria del vetro (Feve) che ogni giorno incoronerà gli eroi del riciclo. Il gioco si chiama "pass the bottle" e invita gli iscritti al social network a sperimentare in prima persona il riciclo corretto di una bottiglia virtuale di vetro. Il gioco è semplice e divertente: consiste nel bere da una bottiglia e passarla tra gli amici virtuali fino a vuotarla. Chi la vuota e l'avvia al riciclo riceverà il titolo di Vero Amico del Vetro. Per quanto riguarda il boom del recupero, nel 2010, riferisce l'Associazione nazionale degli industriali del vetro (Assovetro), la quantità di barattoli, bottiglie e flaconi in vetro riciclato è stata pari a circa un milione e mezzo di tonnellate (+8% rispetto all'anno precedente) e il tasso di riciclo ha raggiunto il 68,3% (66% nel 2009), uno dei risultati migliori a livello europeo. Anche la produzione dei contenitori in vetro (3.656.582 di tonnellate) è stata di segno positivo (+5,43%) rispetto al 2009, con un vero e proprio boom nel settore farmaceutico - cosmetico, registrando una crescita dell' 11,7%. L'industria vetraria - riferisce Assovetro - è da sempre impegnata a garantire la completa valorizzazione del vetro proveniente dalle raccolte differenziate e a incrementare la capacità di riciclo: "Nella produzione dei contenitori l' utilizzo del rottame di vetro è strategico per risparmiare energia e materie prime, nonché per diminuire le emissioni di CO2". Grazie al riciclo del vetro, in Italia nel 2010 sono state risparmiate circa 2 milioni di tonnellate equivalenti di CO2, pari alla circolazione di più di un milione di utilitarie Euro 4 in un anno. L'utilizzo, da parte dell'industria, del vetro proveniente dalle raccolte differenziate ha portato, nel 2010, ad un risparmio di più di 3 milioni di tonnellate di materie prime come sabbia, soda e calcare. Buon Pomeriggio Roberto

Climaticamente in un mare di guai ?

Entro fine secolo Berlino avrà un clima tipicamente mediterraneo identico con le temperature che i turisti trovano oggi a Roma e contestualmente il clima della capitale d'Italia sarà simile a quello di Algeri, Tripoli e Tunisi o di regioni come l'Andalusia. Lo indicano le proiezioni sui cambiamenti climatici e l' innalzamento della temperature, presentate dai professori Wilfierd Endlicher (dell'Università Humboldt di Berlino) e Massimiliano Fazzini (Università di Ferrara) ai Colloqui internazionali 2011 Aic (Associazione internazionale di climatologia), nell'ambito dell'evento Climaticamente, a Rovereto, in Trentino, con la presenza di 150 esperti di 26 nazioni dei cinque continenti. Tra le conseguenze dirette del cambio di clima, per quanto riguarda Roma vi sarà un aumento delle precipitazioni (e della loro intensità) nei periodi estivo e autunnale, meno pioggia in inverno. Le novità sono destinate a scombussolare anche il mondo del vino: tra 70/100 anni - ha detto Endlicher - si potrà coltivare la vite nella zona del mar Baltico, in Germania, Danimarca e Polonia. Sinora il limite storico a Nord coincideva con le regioni dello Champagne (Francia) e del Reno (Germania) ma già oggi non è più così. "Alcuni italiani hanno ripreso a coltivare la vite nella zona di Charleroi e Liegi, in Belgio dove già in passato si produceva vino a livello familiare - ha chiarito Michel Erpicum, dell'Università di Liegi - ma con alterni risultati anno per anno, tanto che tale attività venne sospesa. Ora ci si riprova e con risultati decisamente migliori". L'innalzamento della temperatura porta novità anche in Francia - ha spiegato Gerard Beltrando, dell'Università Diderot di Parigi - dove tradizioni consolidate sono messe in dubbio. Si registra un netto miglioramento qualitativo delle uve nello Champagne e un calo di qualità nella zona di Bordeaux e nella Borgogna, con riflessi economici sia sulla produzione sia sulle coltivazioni. E se in Italia con l'innalzamento della temperatura il limite in quota dei boschi di conifere è salito da 1.800 a 2.100/2.200 metri di altitudine - come emerge dai dati Meteomont della Forestale - "in Canada le foreste di latifoglie si trovano 50Km più a nord rispetto a 20/30 anni fa - ha concluso Andrea Hufty, dell'Università Laval del Quebec - con un notevole impatto sull'ecosistema e sulla fauna". Buona Giornata Roberto

06 settembre 2011

Dimmi come mangi e ti trovo la dieta....

Sono tanti i guru che infiammano i cuori delle donne in guerra con la bilancia. Dopo la dieta Dukan, che ha avuto come testimonial la cantante Jennifer Lopez e ha messo in forma prima dell'altare la principessa Kate Middleton, oggi arriva un'altra ricetta per dare un taglio ai chili di troppo: è la "dieta della personalità", accolta Oltreoceano con la consueta bagarre tra sostenitori e detrattori. L'approccio di questo regime alimentare potrebbe essere: "Dimmi che tipo sei e ti dirò come dimagrire". Il nuovo approccio è proposto da un neuroscienziato, Daniel Amen, che in un libro spiega le sue teorie sulle diete e fornisce una serie di consigli per vincere la guerra contro cuscinetti di ciccia e irresistibili tentazioni alimentari. L'esperto assicura che si possono ottenere risultati sorprendenti se si costruiscono diete mirate sulla personalità di chi le deve seguire. Insomma, chi vuole perdere peso deve dimenticare la conta delle calorie e teorie come la selezione degli alimenti in base al gruppo sanguigno o sulle intolleranze alimentari. Molto meglio concentrarsi sulla personalità. Serve, insomma, un "esercizio di consapevolezza, identificare i punti deboli e scoprire cosa queste debolezze ci spingono a mangiare". Amen scrive: "Abbiamo esaminato i cervelli dei nostri pazienti oversize e abbiamo scoperto che non c'era un solo schema mentale associato con l'essere in sovrappeso: ce n'erano almeno cinque tipi diversi". L'esperto identifica così cinque categorie di "overeater", ossia di chi mangia troppo: ci sono i mangiatori compulsivi, i mangiatori impulsivi, quelli compulsivi-impulsivi, i mangiatori tristi o emotivi e i mangiatori ansiosi. Per perdere peso ogni gruppo, sostiene l'esperto, deve evitare determinati cibi e mangiarne altri in quantità. Mangiatori compulsivi . – Secondo Daniel Amen "tendono a restare focalizzati sul pensiero del cibo". Per questi tipi, una dieta ricca di proteine è inutile, perché tali alimenti sono pensati per aumentare la concentrazione e i soggetti compulsivi ne hanno già molta. In questo caso la scelta ideale è piuttosto quella di mangiare carboidrati complessi, perché aiutano l'organismo a produrre più serotonina, migliorando l'umore. Mangiatori Impulsivi – Per loro questo stesso meccanismo, e dunque il consumo di carboidrati complessi, è invece disastroso perché abbassa ulteriormente il loro controllo. Questa categoria di mangiatori dovrebbe consumare alimenti come il pollo e l'avena che aumentano i livelli di dopamina nel cervello e la concentrazione. Ai compulsivi-impulsivi Amen suggerisce di concentrarsi sull'attività fisica. I mangiatori emotivi dovrebbero invece aumentare il consumo di acidi grassi omega-3, perché aiutano a calmare l'organismo riducendo l'infiammazione. I mangiatori ansiosi, che fanno uso di alimenti "per curare i loro sentimenti di tensione, nervosismo e paura", devono evitare alcol e caffeina, e scegliere una dieta ricca di un amminoacido, la glutammina, che si trova in lenticchie, broccoli e noci. Buona Giornata e buon...appetito Roberto

Cosa resta delle Vacanze ?

Che cosa ci resta davvero nel cuore alla fine delle ferie? Gli scenari che abbiamo ammirato e nei quali, insieme allo sguardo, abbiamo riposato la mente. Per oltre la metà dei vacanzieri (55 per cento) sono proprio i luoghi e i paesaggi a rendere piacevole il ricordo delle vacanze e meno stressante il rientro al lavoro. E' quanto emerge da un sondaggio svolto da Coldiretti, dal quale si evidenzia che al secondo posto si classificano i vini ed i cibi gustati (21 per cento) mentre si registra un ruolo minore sia per gli amici incontrati (12 per cento) che per il tempo libero dedicato al riposo (12 per cento). Si tratta di un risultato che - sottolinea la Coldiretti - evidenzia un crescente interesse per le vacanze dedicate ad approfondire la conoscenza culturale, ambientale e gastronomica piuttosto che a momenti di socializzazione o di relax. Questa tendenza è certamente favorita dal patrimonio unico nel mondo che l'Italia può offrire in luoghi di interesse storico, artistico e culturale, ma anche di natura ambientale e paesaggistica. Una immagine tanto amata dai turisti che - continua la Coldiretti – è fortemente segnata dalle dolci campagne delle Marche e dell'Umbria modellate dagli oliveti e dai vigneti, dagli equilibri cartesiani dei colli del Chianti tra Siena e Firenze, i pascoli degli altopiani di Asiago e le malghe bellunesi, i terrazzamenti delle Cinque Terre in Liguria, gli straripanti limoneti della Penisola Sorrentina e l'ordine geometrico dei meleti della Val di Non in Alto Adige. Tutti questi sono terreno fertile per le produzioni alimentari di qualità che rappresentano l'altro grande motivo di rimpianto al ritorno dalle vacanze alla normalita' della vita quotidiana. l'Italia può offrire infatti ai turisti ben 871 parchi, oasi e aree protette diffusi lungo la penisola e una enogastronomia che costituisce uno degli elementi principali di attrazione. Buona Giornata Roberto Fonte TG Com

02 settembre 2011

Come in un film tra terrore e fantascienza.


Sciami di piccoli insetti-robot capaci di volare con ali battenti, proprio come aveva immaginato Leonardo Da Vinci quasi cinque secoli fa, sono i protagonisti più bizzarri del congresso mondiale della Federazione Internazionale per il Controllio Automatico (Ifac), che per la prima volta approda in Italia, a Milano, per una settimana all'insegna della scienza e della tecnologia a cui parteciperanno oltre 2.700 esperti da tutto il mondo.
‘’Grazie a questi piccoli insetti robot si avvera il sogno di Leonardo Da Vinci’’, afferma Alberto Isidori, primo presidente italiano dell'Ifac che conclude con questo congresso il suo mandato triennale.
''Si tratta del primo esempio concreto di velivolo ad ali battenti capace di muoversi imitando le prestazioni di un elicottero - aggiunge - e sarà presentato da David B. Doman, ingegnere aerospaziale della US Air Force, che ha ideato l'automatismo per regolarne il volo''.
Oltre a queste piccole creature artificiali, ci sono molti altri argomenti di attualita' di cui discutere al congresso.
L'energia, per esempio, riveste un ruolo di primo piano. ''Ci occuperemo di come creare reti 'intelligenti' per la distribuzione di corrente elettrica generata sia con fonti tradizionali che rinnovabili - precisa Isidori - ma anche del controllo dell'energia nelle auto ibride, di cui oggi si parla tanto''. A questi si aggiungeranno molti altri temi, che toccano anche il campo della medicina e delle biotecnologie.
''L'automatica e' una disciplina che attraversa molti settori e che ha prodotto importanti tecnologie come il servosterzo, l'ABS e i piloti automatici d'aereo - spiega Isidori - ma nonostante cio' viene definita come la 'tecnologia nascosta' perche', pur essendo ovunque, nessuno la nota. Speriamo che questa settimana, ricca anche di eventi culturali per il pubblico, possa far capire la sua importanza''.
Buona Giornata
Roberto
(Fonte Ansa)