Speaker Radiofonico di Pesaro, da qualche anno "Brianzolo di adozione" lo potete ascoltare su: Radio Sabbia (Riccione), Multiradio Tolentino (Mc) e sulla web Radio Stereopesaro.it.Mi potete contattare alla Mail:roberto@bagazzoli.it
03 agosto 2012
Volare senza bambini costa il 36% in più
Paghereste un po’ di più per un biglietto aereo se vi garantissero che il volo fosse child-free? Ovvero, senza bambini urlanti e capricciosi che fanno il diavolo a quattro sul sedile vicino al vostro? Bene, se la vostra risposta è sì, non dovete sentirvi dei mostri, perché come voi la pensa anche il 37% di britannici che ha partecipato al sondaggio del portale di viaggi TripAdvisor dedicato proprio all’argomento “bambini a bordo”.
I PARTECIPANTI - Non a caso, in base alle risposte fornite dai 2mila partecipanti all’inchiesta, è emerso che i pessimi comportamenti degli under 12 sugli aerei sono una delle principali cause di irritazione per gli altri viaggiatori, al punto che oltre un terzo del campione si è detto disposto a pagare anche più del dovuto pur di poter volare su un volo “no kids”. E se essere seduti davanti ad un baby indisciplinato che si diverte a prendere a calci il vostro sedile a dispetto delle occhiatacce che gli lanciate, è considerato il fastidio più grande dal 22% delle persone, un’analoga percentuale trova invece assai frustrante che i genitori non riescano a controllare i loro piccoli “disturbatori”, anche se il motivo d’irritazione numero uno di ogni viaggiatore senza pargoli al seguito (siamo nell’ordine del 29% delle lamentele) sono i sedili reclinati in maniera sconsiderata.
I DISTURBI - «Quando si vola anche su una tratta breve, ogni piccolo disturbo può diventare fastidioso – ha spiegato la portavoce di TripAdvisor, Emma Shaw, al The Independent– ma la nostra inchiesta ha evidenziato come proprio i bambini indisciplinati siano fra le principali cause di irritazione per molti passeggeri». Ma da qui ad impedirne l’imbarco ce ne corre, visto che il 36% del campione ha votato contro l’esclusione degli under 12 dalla Prima Classe e dalla business degli aerei, a dispetto del 34% che si è detto favorevole alla restrizione e al restante 30% che si è invece proclamato indeciso. Già lo scorso anno un altro sondaggio, questa volta condotto su 1000 viaggiatori regolari in business class, aveva puntato il dito contro i bambini in volo, con addirittura il 74% degli intervistati che li aveva giudicati fastidiosi e rompiscatole, tanto da spingere molte compagnie a pensare di istituire dei voli “child free” sulle loro rotte.
VOLI SOLO ADULTI - Un suggerimento diventato realtà per l’inglese Thomas Cook Airlines, che due volte a settimana effettua voli “solo per adulti” per Creta e Gran Canaria, come pure per la Malaysian Airlines che, dopo aver creato un’apposita sezione “no kids” nella Prima Classe dei suoi Boeing 747, ha deciso di estenderla anche all’economica degli A380, mentre lo scorso anno Ryanair aveva annunciato l’introduzione di voli “child-free” a partire dall’orario invernale, ma si sarebbe trattato solo di un (ben riuscito) pesce d’aprile. In attesa, però, che altre compagnie decidano di varare un provvedimento tanto drastico come vietare agli under 12 di volare converrebbe forse optare per “Nanny in the Clouds”: inventato da una mamma statunitense e già attivo su molti voli Continental, Delta, British Airways, Lufhtansa e Virgin, il servizio consente alle famiglie di trovare una tata che viaggi sul loro stesso volo e che aiuti così mamma e papà a tenere a bada i piccoli indisciplinati. Il tutto per soli 10 dollari, a cui va poi aggiunto il compenso per l’assistenza fornita dalla nanny durante il viaggio.
Il Calo dei consumi si fà evidente.
Il ribasso dei consumi delle famiglie previsto dalla Confcommercio per il 2012, è pari al 2,8% e rappresenta la caduta più forte almeno dal dopoguerra. Secondo l'organizzazione, infatti, per trovare un calo peggiore bisogna tornare agli anni trenta. Il livello del Pil invece «sta raggiungendo i suoi minimi storici» afferma il direttore dell'ufficio studi di Confcommercio, Mariano Bella. I picchi negativi, spiega, si sono raggiunti tra aprile-giugno e saranno riaggiornati tra luglio e settembre 2012. Le nuove stime indicano un calo del Pil per il 2012 del 2,2% (dal -1,3% di marzo). Anche il 2013 peggiora: se nei mesi precedenti Confcommercio aveva previsto un pareggio, oggi stima una riduzione dello 0,3%. Inoltre nel 2012 ci saranno oltre 20 mila chiusure di negozi e «forse la stima potrebbe essere anche ottimistica».
RIFORMA FISCALE - La riforma «prioritaria» per uscire dal tunnel della crisi secondo il presidente di Confcommercio Carlo Sangalli è quella fiscale perchè «per i contribuenti in regola la pressione fiscale ha raggiunto un livello record del 55% e con una pressione fiscale così alta non ci può essere crescita».
02 agosto 2012
E' nata la pillola spia.
MILANO - Presto un "grande fratello" inglobato nelle pillole potrebbe avvertire il medico se stiamo seguendo o no la terapia che ci ha indicato. Il dispositivo, messo a punto da un'azienda statunitense, ha ottenuto l'approvazione alla messa in commercio dalla Food and drug administration (Fda).
COME FUNZIONA - La pillola "spia" è costituita da un chip in silicio di circa 1 millimetro quadrato, che contiene una piccola quantità di magnesio e rame. Questi metalli, a contatto con gli acidi presenti nello stomaco, creano una differenza di potenziale elettrico che viene registrata dal chip, che invia l'informazione a un altro dispositivo racchiuso in un cerotto sulla pelle del paziente, che a sua volta lo può "girare" a un computer o a uno smartphone insieme ad altri dati raccolti, come il battito cardiaco del paziente.
CONDIVISIONE - Più del 50% dei pazienti non riceve i pieni benefici dalle terapie perché non prende tutte le pillole, con questo dispositivo è possibile condividere queste informazioni, ad esempio con il medico. L'azienda ha ricevuto il via libera soltanto per il dispositivo inserito in pillole placebo, ma sono già in corso sperimentazioni sui medicinali per diverse malattie, fra cui il diabete, alcune patologie neurodegenerative e per i farmaci antirigetto necessari a chi ha subito un trapianto.
Temperature Roventi fino a Ferragosto
Il caldo picchierà duro fino a Ferragosto con temperature da record tanto che l'estate 2012, con «Ulisse», potrebbe battere il precedente record del 2003. Queste almeno le previsioni di Antonio Sanò, direttore del portale www.Ilmeteo.it. Ad aggravare il quadro del caldo e della siccità si aggiungerà, a partire dal weekend del 4-5 agosto e fino a giovedì 9 agosto, il respiro infuocato del «drago africano», il vento caldo direttamente dall'entroterra algerino che ha già fatto più volte impennare la colonnina di mercurio fino a 40 gradi in Sardegna, Sicilia, Calabria e Puglia.
CALDO ANCHE AL NORD - Ma il caldo sarà intenso anche al centro-nord. Domenica si raggiungeranno i 37 gradi a Bologna, Firenze, Roma, Pescara, Perugia, 36 a Napoli, 38 a Bari. I temporali in transito sulle Alpi e le Prealpi, in estensione al Piemonte e Lombardia soprattutto sabato sera e notte, faranno veramente poco sul fronte del caldo e afa presente sulla Valpadana. A più lunga scadenza l'Italia sarà divisa in due, qualche temporale al nord specie sulle Alpi Prealpi, zone pedemontane del Piemonte e Lombardia e Friuli, gran caldo al centrosud, Emilia Romagna e Isole Maggiori sin verso Ferragosto. Addirittura, le elaborazioni del centro di Ricerca del portale ilmeteo.it mettono in evidenza una possibile ondata di caldo eccezionale all'inizio della prossima settimana con picchi di 43 gradi nel sud Italia e di 39 a Roma.
ALLARME SICCITA' - Col caldo scatta puntualmente anche l'allarme siccità. E arrivano le autobotti per salvare gli animali nelle campagne, garantendo un adeguato rifornimento di acqua reso necessario dalla grande secca che si sta registrando in fiumi e laghi in molte zone del Paese. La Coldiretti avverte che la situazione di sofferenza delle reti fluviali è evidenziata dal fatto che il lago di Como e quello Maggiore sono al di sotto della media del periodo, mentre il livello del Po che a Cremona è sceso a meno 7,5 metri sotto lo zero idrometrico e ci sono appena due settimane di autonomia per l'irrigazione. In Toscana, fa sapere sempre la Coldiretti, un allevatore di Volterra è costretto a portare ogni giorno due cisterne da 50 quintali l'una direttamente nei campi, per rifornire gli abbeveratoi e dissetare le sue pecore. Gli effetti del caldo si fanno sentire anche sulla produzione di latte. Le mucche, ricorda la Coldiretti, hanno prodotto in media dal 10 al 20% di latte in meno con punte che arrivano anche al 50% nei giorni più roventi.
Esiste l'appartamento più caro del mondo
MILANO - Sei camere da letto, nove bagni e una terrazza con una vista mozzafiato su tutta New York. Costa 100 milioni di dollari l'appartamento – un attico su tre livelli - più costoso degli Stati Uniti. Si trova nella centralissima Manhattan e ha tutte le caratteristiche di una vera e propria dimora principesca: 2.400 metri quadri, una terrazza che si sviluppa su tutti e tre i piani che compongono l'appartamento, ha una pianta ottagonale, e occupa gli ultimi tre piani del «City Spire» center, un grattacielo alto 248 metri. Un punto di osservazione unico della Grande Mela, considerato il più alto spazio privato all'aperto della città americana, sulla 56esima strada, costruito nel 1988.
MARMI E COLONNE - Una dimora da re, in cui non mancano lussi di ogni tipo: un ascensore privato per esempio, ma anche una stanza per i vini che può contenere più di mille bottiglie. E poi marmi, colonne, drappeggi e candelabri d'oro ideati dall'architetto Juan Pablo Moyneux. L'attuale proprietario è Steven Klar, imprenditore edile di Long Island. A gestire la vendita, scrive il «New York Daily News», è niente di meno che Raphael De Niro, il figlio del premio Oscar Robert De Niro. Continua dunque il momento fortunato per il mercato del super-lusso a New York: poco distante dall'attico è infatti in costruzione - già sotto contratto - un appartamento da 90 milioni di dollari, e nel mese di marzo il miliardario russo Dmitry Rybolovlev ha acquistato una casa su Central Park West dal valore di 88 milioni di dollari.
Lo stabile (Ap)Lo stabile (Ap)
STORIA CONTROVERSA – L'edificio del super attico ha una storia controversa. Lo sviluppatore del progetto originario infatti, Ian Bruce Eichner, lo fece costruire molto più alto di quanto in realtà gli fosse permesso. In seguito l'architetto Juan Pablo Moyneux trasformò lo spazio agli ultimi piani in una casa di lusso. Con il crollo del mercato immobiliare dei primi anni '90 però, le banche si appropriarono della proprietà di Eichner, mettendo in vendita parte del grattacielo. L'attuale proprietario, Steven Klar comprò il maxi appartamento nel 1993 per 4,5 milioni di dollari, spendendo poi circa la stessa somma per ristrutturarlo a proprio piacimento. Un investimento niente male, visto che a conti fatti, l'immobile ha visto lievitare il suo valore di circa 5 milioni all'anno.
01 agosto 2012
E con gli scontrini fiscali come la mettiamo ?
Il 38% dei controlli in materia di scontrini e ricevute fiscali è risultato irregolare: in sostanza più di un soggetto su tre degli oltre 20mila controllati ha evaso il fisco. Sono i dati della Guardia di Finanza relativi ai controlli effettuati nei primi sette mesi del 2012 in diverse città e località di vacanza.
I DATI - I risultati sono il frutto di un'azione mirata della Guardia di Finanza, che dall'inizio dell'anno ha avviato una serie di controlli di massa in tutta Italia: da Cortina a Capri, da Courmayeur a Milano e Roma, da Napoli a Palermo e alla riviera romagnola. In particolare, i controlli sull'emissione di scontrini e ricevute fiscali hanno interessato 20.634 soggetti: di questi 7.849 - il 38% appunto - sono risultati irregolari. Nel corso delle verifiche, inoltre, sono stati scoperti 1.166 lavoratori in nero, con 24 datori di lavoro completamente inesistenti per il fisco e dunque evasori totali. Per quanto riguarda invece la lotta alla contraffazione e alla pirateria, gli uomini delle Fiamme Gialle dall'inizio dell'anno hanno sequestrato oltre 4 milioni di prodotti falsi, denunciando 264 persone.
LE CASE-VACANZA - Sempre con riferimento al periodo estivo, l'azione di controllo è indirizzata alle case vacanza, spesso affittate in nero da parte di proprietari che intascano migliaia di euro in contanti, rigorosamente «esentasse». Un fenomeno, quello delle locazioni in nero, su cui i finanzieri hanno incentrato l'attenzione non solo nelle località turistiche, poichè il problema interessa fortemente anche le città universitarie. Oltre 10.000 questionari sono già stati spediti a studenti fuori sede; rispondere correttamente conviene non solo per contribuire alla lotta all'evasione fiscale, ma anche per tutelare gli studenti stessi da ingiuste speculazioni sui prezzi.
I DISTRIBUTORI - Centinaia di finanzieri, inoltre, sono impegnati a scongiurare spiacevoli sorprese agli automobilisti durante l'esodo a ridosso dei weekend da bollino nero. Tre le finalità degli interventi presso le stazioni di servizio: riscontrare l'effettivo quantitativo dei carburanti erogati, la loro qualità e la corrispondenza tra il prezzo indicato e quello effettivamente applicato. I risultati non hanno tardato ad arrivare. Nell'ultimo week end, infatti, sono stati controllati 1.300 distributori di carburante e rilevate 201 irregolaritá. Nei casi più gravi, 14 gestori sono stati denunciati alle competenti Procure della Repubblica con il sequestro di 75 tra colonnine e pistole erogatrici ed oltre 10.000 litri di carburante. Altri 85 gestori sono stati sanzionati per violazione della disciplina sui prezzi o per la rimozione dei sigilli che assicurano la corretta taratura degli impianti, mentre in altri 104 casi è stata avviata la procedura per la revisione degli erogatori.
Laghi d' Italia un disastro.
ROMA - Batteri fecali oltre il limite stabilito dalla legge, perché gli scarichi fognari dei comuni dell'entroterra finiscono in acqua attraverso fiumi e torrenti. Lo stato di salute dei laghi italiani è tutt'altro che confortante. Le situazioni più gravi si registrano nei laghi del Nord Italia, soprattutto in quelli di Como, Varese, Iseo e sul lago di Garda. Promosso a pieni voti, invece, il lago di Viverone, nel Piemonte. Un po' meno grave la situazione delle acque interne del Lazio, dove risultano «inquinate» o «fortemente inquinate» 6 aree tra le 17 finite sotto osservazione. Situazione buona a Bracciano, Salto e Turano.
«IL RISCHIO AMBIENTALE» - I dati arrivano dal monitoraggio scientifico sui laghi italiani effettuato nei giorni scorsi dalla Goletta dei Laghi di Legambiente. «Tra le 64 aree da noi monitorate in tutta Italia, 40 zone risultano inquinate, 29 di queste in maniera particolarmente preoccupante. Le situazioni critiche sono ancora troppe: è necessario investire di più sulla tutela dei laghi», spiega Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente. «In Italia c'è un sistema di depurazione carente, che riguarda ancora un quarto della popolazione. Rischiamo gravi ripercussioni ambientali e pesanti sanzioni per le violazioni delle direttive europee», aggiunge Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente.
IL CASO DI ISEO E GARDA - La «maglia nera», anche in questa settima edizione del monitoraggio della Goletta, spetta ai grandi laghi del Nord, su cui si riscontra la falla più grande nel sistema di depurazione. Sono 36, infatti, i punti risultati fuori legge nei laghi del Nord Italia, perché «inquinati» o «fortemente inquinati». Sul lago di Iseo (Lombardia) sono state esaminate 7 zone, di cui 6 risultate inquinate (cinque di queste in maniera molto grave, con la presenza di batteri fecali ben oltre il doppio del limite di guardia previsto dalla legge). Sul lago di Como (Lombardia), dei 13 punti campionati, 10 sono risultati critici (otto dei quali fortemente inquinati).
MALE IL «MAGGIORE» - Sul lago Maggiore (Lombardia-Piemonte) sono stati effettuati 6 prelievi: in 5 zone le acque sono risultate fortemente inquinate. Sul lago di Varese (Lombardia) i tecnici di Legambiente hanno realizzato due campionamenti: dati sconfortanti in entrambi i casi. Sul lago di Lugano (Lombardia), i tre punti esaminati hanno rivelato due volte acque «fortemente inquinate», e «inquinate» nel terzo caso. Sul lago di Garda (Trentino-Lombardia-Veneto) sono stati prelevati 14 campioni d'acqua: dati preoccupanti in 8 circostanze (in 5 casi «fortemente inquinate» e altre 3 volte da classificare come «inquinate». Tra i laghi del Nord Italia, solo Viverone (in Piemonte) supera a pieni voti l'esame di Legambiente: acque «ok» in entrambi i rilevamenti.
NEL LAZIO - Non troppo soddisfacente, ma sicuramente meno cupa la situazione dei laghi del Lazio. Diciassette i punti monitorati: risultati preoccupanti in sei casi (quattro volte acque «fortemente inquinate» e due volte «inquinate»). Bene il lago di Salto e quello di Turano, in provincia di Rieti, che non presentano aree a rischio. Promosso anche il lago di Bracciano, vicino Roma: la rilevazione ha fornito dati molto tranquillizzanti. Male, invece, il lago di Bolsena (Viterbo), con acque «inquinate» o «fortemente inquinate» in tre rilevazioni sulle cinque effettuate. Alcune situazioni critiche lungo il lago di Albano (Roma). Tre le rilevazioni effettuate: due volte risultati «entro i limiti di legge» e «fortemente inquinato» nel terzo caso. Per Fibreno (Frosinone) e per Vico (Viterbo), positiva una rilevazione su due.
Incentivi per la disoccupazione giovanile aderiscono solo 3 aziende.
Ricordate il decreto Salva-Italia? Tra i numerosi interventi di stimolo all'economia, il governo Monti ha introdotto, nel dicembre 2011, aiuti fiscali alle imprese che avrebbero assunto giovani under 35. Si trattava di un intervento che prevedeva la deducibilità integrale delle imposte dirette dell’Irap, relativa alla quota imponibile per le spese per il personale. In pratica si cercava di dare una spinta all'occupazione giovanile riducendo in modo consistente, e diretto, sia le tasse che il costo del lavoro per chi assumeva gli under 35. A sette mesi dal decreto Salva-Italia, secondo i dati forniti dal ministero del Lavoro, solo 3.085 aziende hanno richiesto (e ottenuto) il beneficio per un numero totale di assunzioni pari a 11 mila 442. Una goccia nell'oceano se si pensa che i disoccupati dai 25 ai 34 anni, secondo l'Istat, nel primo trimestre 2012 si sono attestati a 836 mila unità.
I BENEFICI - Ma che cosa è cambiato dopo la manovra, per le imprese che vogliono assumere i giovani? Prima del Salva-Italia le deduzioni erano fissate a 4600 euro (che diventavano 9200 nel caso di lavoratori impiegati nelle regioni del Mezzogiorno). Con il decreto, invece, gli importi sono stati aumentati a 10.600 euro (15.200 euro per i lavoratori del Mezzogiorno). Una deducibilità che riguarda solo i lavoratori di età inferiore a 35 anni assunti a tempo indeterminato. «Questi sgravi non sono sufficienti - commenta Maurizio Del Conte, professore di diritto del lavoro all'Università Bocconi - e questi dati lo dimostrano. Per sbloccare l'occupazione giovanile ci vuole una manovra decisiva, uno sgravio del costo del lavoro del 22% per arrivare a un'aliquota secca per tutti del 10%. Dal 2008 al 2011 - aggiunge il professore - sono spariti dalla dichiarazione dei redditi 200 mila giovani. È necessario un intervento choc per invertire la rotta e rendere veramente vantaggiosa l'assunzione dei giovani. Qualsiasi altro timido intervento non produrrà risultati. Il rischio, oggi, è che si perda una generazione che non troverà chance occupazionali in tutti questi anni».
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