28 febbraio 2011

Energia con il bollino "eco".


In un perido in cui stò riscoprendo il piacere della natura con il mio compagno che mi stà facendo fare un giro nella Brianza dei luoghi incontaminati e belli per la vista e per l'umore. Stò scoprendo anche il fiume Adda, la zattera di Leonardo a Imberzago, il magnifico ponte di ferro di Paderno d'Adda, il Villaggio Crespi di Trezzo d'Adda e soprattutto la riscoperta delle centrali idroelettriche come la "Taccani" di Trezzo, magnifica opera dell'uomo ancora utilizzata per produrre energia.
Nasce l'etichetta europea che certifica l'idroelettrico che rispetta fiumi e ambiente per produrre energia in modo piu' sostenibile. Il 'bollino' amico dell'ambiente di cui e' partner anche il Wwf Italia, presentato al Maxxi, si chiama Ch2oice ed e' stato sviluppato per gli impianti che rispettano elevati standard ambientali.
''Il bollino - spiega Giulio Conte di Ambiente Italia, coordinatore del progetto - vuole contribuire ad armonizzare gli obiettivi delle due direttive europee'', producendo ''non solo energia rinnovabile ma anche energia rispettosa degli ecosistemi acquatici, mantenendo le dinamiche naturali dei corsi d'acqua''.
L'energia idroelettrica e' la fonte rinnovabile piu' importante in Italia: costituisce oltre il 16% della produzione elettrica. ''Molti impianti - afferma Andrea Goltara, direttore del Centro italiano per la riqualificazione fluviale, partner del progetto - hanno pero' un notevole impatto sugli ecosistemi fluviali'' alterando la portata naturale dei fiumi, interrompendo la loro continuita' ecologica, e mangiando habitat e specie. L'eco-certificazione - frutto di tre anni di lavoro tra associazioni ambientaliste, produttori ed esperti di ecologia dei fiumi - e' stata testata su 4 impianti tra Trentino Alto-Adige e Veneto e 4 in Slovenia.
All'interno di Ch2oice ci sara' un Comitato scientifico di alto livello e un Comitato di garanzia, mentre la gestione sara' di Ambiente Italia.
Energia pulita e sicura che merita di essere tutelata.
Buona Giornata
Roberto

(Fonte ANSA)

25 febbraio 2011

Per gli amanti delle scarpe, ecco le più ecologiche.


Invenzioni bizzarre ma molto interessanti. Per chi si affeziona troppo alle proprie scarpe da tennis e soffre all'idea di separarsene, sono in arrivo quelle che si possono piantare in giardino, e da cui cresce una vera e propria pianta. A realizzare le 'sneakers' completamente biodegradabili e' la Oat, un'azienda olandese, che entro poche settimane le mettera' in vendita sul suo sito.
La ricerca sulle scarpe piu' 'verdi' del mondo e' durata due anni, e per la loro realizzazione si utilizzano canapa, sughero, cotone 'bio', plastiche biodegradabili e sbiancanti non clorurati, e sono realizzate completamente in Europa per minimizzare le emissioni dovute ai trasporti.
La scarpa, che ha vinto anche un premio per il prodotto piu' ecocompatibile all'Amsterdam Fashion Week, una volta nel terreno si degrada completamente, e i semi contenuti nella linguetta superiore sono in grado di germogliare e dar vita a una vera pianta.
''Il nostro futuro sta nella riconciliazione tra industria e natura - spiega un comunicato sul sito dell'azienda - dobbiamo capire che quello che costruiamo e' una parte di un ciclo vitale che deve essere chiuso''.
Così abbiamo risolto anche i problemi di cattivo odore !!
Buona Giornata
Roberto

24 febbraio 2011

Ancora azioni per proteggere il pianeta ...


Tra le notizie curiose ho letto stamattina che un ladro ha ucciso due pesci rossi per non lasciare testimoni, mentre in libreria stà per uscire da Feltrinelli in interessante libro-dvd sul possibile scenario di un pianeta senza pesci, sterminati dalla pesca "incontrollata", ci sono novità.
Una rete di cento Aree marine protette per un'estensione totale di 207.000 chilometri quadrati. Si chiama 'Mednet' ed è la proposta dell'associazione ambientalista Oceana per proteggere il Mediterraneo. Con questa superficie, sommata a quella delle aree marine protette già esistenti, spiega Oceana, si riuscirebbe a proteggere fino ad un 12% del Mare Nostrum raggiungendo l'obiettivo stabilito dalla Convenzione sulla Diversità Biologica delle Nazioni Unite, che prevede la protezione di almeno il 10% delle regioni marine del mondo entro il 2012.
Attualmente, secondo l'associazione, solo il 4% della superficie del Mediterraneo è protetta, con una concentrazione sulla fascia costiera (ad eccezione del Santuario del Mare, in Liguria) e sulla sponda nord del bacino e una totale assenza di protezione degli spazi d'alto mare e della sponda sud. Pertanto - spiega Oceana - la rete attuale di aree marine protette non è né rappresentativa né coerente e grazie alla proposta Oceana Mednet è stata completata con un'ampia varietà di luoghi, come monti subacquei, banchi, canyon, zone ripide, dorsali, vulcani di fango, emanazioni gassose, monti convertiti in carbonato. In sostanza habitat meno conosciuti dei prati di fanerogame o delle barriere coralline. "Oceana Mednet è un esempio di come, con le conoscenze attuali, sia possibile creare una rete efficace di Aree marine protette", spiega Ricardo Aguilar, direttore Ricerche di Oceana Europa. "Se interveniamo con un approccio precauzionale, si possono proteggere le aree più rilevanti, dato che attualmente si conoscono le caratteristiche geologiche e oceanografiche che generano habitat con maggiore biodiversità o vulnerabilità".
Buona Giornata
Roberto

23 febbraio 2011

Green economy tra business e utilità reale


Non si capisce bene come sia il "bilanciamento" tra vantaggi reali e puro business, ma intanto andiamo avanti, si dovrà pur fare qualcosa per questo pianeta no ?
Per lanciare la nuova "green economy", il settore privato da qui al 2050 dovrebbe investire ogni anno il 2% del Pil globale, equivalente a circa 1,3 migliaia di miliardi di dollari. E' questo il messaggio lanciato dal nuovo rapporto del Programma Onu per l'Ambiente (Unep), secondo cui il passaggio ad un'economia a basso contenuto di carbonio partirebbe dalla trasformazione "verde" di dieci aree chiave: agricoltura; edilizia; energia; pesca; foreste; industria; turismo; trasporti; gestione di acqua e rifiuti. Attualmente, il mondo spende una cifra compresa fra l'1% e il 2% del Pil in una serie di sussidi destinati a settori come quelli di carburanti fossili, pesca e agricoltura non sostenibili.
Basterebbe quindi cominciare a ridistribuire le risorse, con una serie di vantaggi.Secondo il rapporto, il passaggio alla green economy, se sostenuta da politiche a livello nazionale e internazionale, porterebbe nuovi posti di lavoro, in sostituzione di quelli persi progressivamente con l'economia tradizionale. Ad esempio, investire circa l'1,25% del Pil globale ogni anno nell'efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, potrebbe tagliare la domanda di energia del 9% nel 2020 e quasi del 40% entro il 2050. E il passaggio alla green economy produrrebbe una crescita maggiore del Pil e del Pil pro capite, contribuendo ad alleviare la povertà e riducendo di un terzo le emissioni di gas serra, un obiettivo fondamentale per evitare i disastri dei cambiamenti climatici.

22 febbraio 2011

Passeggiando in Bicicletta


i benefici della bicicletta sono oramai noti ci mantiene in salute per il movimento, ci permette di osservare anche meglio quello che ci accade intorno, i colori della natura, i paesaggi. La bicicletta è anche uno stimolo positivo per la salute del nostro pianeta terra, che ha bisogno di respirare.
Olandesi campioni d'Europa per l'uso della bicicletta, impiegata nel 26% degli spostamenti. Seguono i danesi (19%), tedeschi (10%), poi austriaci (9%), belgi (8%), svedesi (7%), francesi (5%) e italiani (4%).
Scegliere la bici come mezzo di trasporto ha i suoi vantaggi: non inquina, è un mezzo silenzioso e chi la usa, secondo uno studio danese, è in salute come una persona più giovane di dieci anni che non fa moto. In particolare, una regolare attività fisica di questo tipo riduce i rischi di disturbi cardiaci, di sviluppare il diabete e una pressione alta, diminuisce il rischio di sviluppare un tumore al colon e al seno.
Ridurre i viaggi in automobile diminuirebbe non solo l'effetto serra, ma anche lo smog, le piogge acide e l'inquinamento acustico. Secondo gli ultimi dati dell'Agenzia europea dell'ambiente, il traffico urbano è responsabile del 40% della CO2 prodotta dal trasporto su strada e in Europa, nove cittadini su dieci sono esposti ad emissioni nocive più elevate rispetto alla norma.
Triplicando invece gli spostamenti in bici a danno dei viaggi su mezzi alimentati a motore, cioé passando dal 5% al 15%, per la Federazione europea dei ciclisti si arriverebbe ad un risparmio del 5% delle emissioni del settore trasporti. Con un vantaggio evidente per la salute, l'ambiente, ma anche per il portafogli, contro il caro-carburante.
Secondo una stima dell'associazione belga ProVelo invece, percorrendo 6 km al giorno per cinque giorni a settimana, si stima un taglio a persona ogni anno di 196 kg di emissioni di CO2, con un risparmio soldi in benzina. Senza contare i benefici dell'attività sportiva per la salute e le calorie bruciate, equivalenti a circa 48 torte.
Certo fatico un pò a pensarmi in bici sulle strade di Roma piene di auto e motocicli guidati da pazzoidi, ma prima o poi accadrà che ci possano essere piste ciclabili anche nella captale d'Italia, al momento però dobbiamo accontentarci della maglia nera.
Buona Giornata

Robert

21 febbraio 2011

I segreti di un amore...



La scienza mette il "becco" di nuovo nei rapporti di coppia e questa volta la lettura sarà decisamente piacevole.
A questo proposito è interessante sapere che bastano dodici abbracci al giorno per sentirsi bene ed assicurarsi la giusta dose di endorfine, gli ormoni del benessere.
È importante volersi bene.
Ma non solo abbracci anche, carezze e coccole che si rivelano perciò indispensabili nella coppia. Per goderne appieno occorre però vivere questi momenti come regali, senza pretenderle né aspettarsi nulla in cambio. Per innescare questo circolo virtuoso è sufficiente fare qualche piccola gentilezza: un bigliettino, un fiore, un piccolo pensiero sono gesti semplici ma che hanno sempre un effetto piacevole ed aggiungono un pizzico di complicità ed entusiasmo in ogni rapporto.
Non siamo tutti uguali
Non tutti, però, si sentono a loro agio nel fare o ricevere coccole: c'è chi si imbarazza al pensiero di fare una carezza, chi ha paura del giudizio altrui e chi non riesce a manifestare i propri sentimenti. Molto spesso è la scarsa stima in sé stessi che ci impedisce di essere carini con gli altri. Come superare allora queste difficoltà nel manifestare affetto verso il proprio partner?
L’imbarazzo
Se l'idea di fare una carezza ti mette in imbarazzo, probabilmente in famiglia non sei stata abituata al contatto fisico. Per superare questo disagio, prova a sottoporti a dei massaggi: in questo modo riuscirai a prendere confidenza con il contatto con la pelle e a capire che esiste un linguaggio diverso che non necessariamente passa attraverso la parola.
La timidezza
La timidezza e il pudore a manifestare i nostri sentimenti, può a volte bloccare anche le parole più affettuose. Cosa fare in questi momenti? Il consiglio è quello di prepararti una frase da ripetere dentro di te sino a farla diventare tua: in questo modo, sarai pronta a rispondere non appena riceverai un pensiero carino dal tuo partner o da una tua amica.
La paura
Se invece è il pensiero di lasciare un piccolo pensiero a chi ti sta vicino che ti spaventa, forse temi troppo il giudizio altrui. Questo atteggiamento però finisce per bloccare qualsiasi iniziativa: ricorda che l'intenzione è più importante del dono in sé. La prossima volta lanciati senza pensarci troppo: scoprirai che tutti abbiamo bisogno di affetto allo stesso modo.
Parlare, toccare, volersi bene e scoprirsi, questa credo sia la formula per un rapporto di coppia solido e duraturo.
Buona Giornata
Rob

18 febbraio 2011

Vacanze eco-sostenibili.


Una vacanza ma non una vacanza qualunque, a guardarsi intorno fà un pò rabbia, leggere la notizia che vi stò per raccontare.
L'83% degli italiani ritiene il turismo sostenibile una necessita'. Il 65% e' preoccupato dai danni che si possono procurare all'ambiente con un turismo malgestito, una percentuale che nei giovani sale oltre l'80%.
Cosi' Alfonso Pecoraro Scanio, gia' ministro dell'Ambiente e presidente della Fondazione Univerde, offre un 'assaggio' di alcuni dati del primo primo rapporto 'Turismo sostenibile ed ecoturismo', promosso dalla Fondazione Univerde con Ipr marketing, che sara' presentato il 18 febbraio nell'ambito della Bit, l' esposizione sul turismo, alla Fiera di Milano.
''Sono milioni gli italiani e gli stranieri interessati al turismo sostenibile e all'ecoturismo - afferma Pecoraro Scanio - e anche nel turismo la green economy e' la vera opportunita' contro la crisi economica''. Finalmente, ''si e' diffusa la consapevolezza che il turismo deve essere sostenibile''.
Dal rapporto emerge, infatti, che il 56% degli italiani pagherebbe in piu' per la sostenibilita' delle strutture alberghiere. Ma - avverte l'ex ministro - ''non sempre questa forte disponibilita' diventa azione''.
In generale, conclude Pecoraro Scanio, i dati contenuti nel rapporto - che verra' diffuso in modo completo - sono ''il segnale che in Italia al di la' della situazione politico-istituzionale evolve la coscienza ecologica''.
Ancora dobbiamo imparare a fare una "differenziata", a non buttare cartacce in giro, a portare i rifiuti elettrici ed elettronici nelle isole ecologiche ad usare meno la macchina e più le gambe, a comportarci un pò meglio nei confronti del nostro pianeta ? E facciamo la vacanza eco-sostenibile per pulirci la "coscenza" ???
Buona Giornata
Roberto

17 febbraio 2011

Una eco-città...un in cratere in Siberia...


E una delle cose che mi affascinano di più anche se allo stesso tempo hanno lo stesso sapore di un film che si perde tra fantascenza e realtà virtuale.
Per risanare la zona industriale di Mirniy nella Siberia orientale, ''ci pensa'' la nuova citta' sotterranea costruita in una cava dismessa: obiettivo del progetto ''Ecocity 2020'' e' di realizzare un'intera citta' nell'enorme cratere profondo 525 metri e dal diametro di circa un chilometro che dovrebbe poi venire ricoperta con un'enorme cupola fotovoltaica.
Secondo i progettisti, gli architetti russi dello studio AB Elis Ltd, l'idea e' di creare una nuova citta' in armonia con la natura che sia ''al riparo'' dalla dure condizioni ambientali della Siberia caratterizzate da estati brevi e molto calde ed inverni molto lunghi ed estremamente rigidi in cui le temperature arrivano a toccare i -50 gradi.
Ecocity 2020 sara' in grado di ospitare piu' di 100.000 persone nei suoi tre livelli principali che comprendono fattorie, foreste, zone residenziali ed aree ricreative. La zona abitativa al cui interno i collegamenti sono garantiti da innovative funicolari e altri mezzi di risalita, si trova al primo livello nella parte periferica del cratere ed al centro e' collocata l'area verde. Tutto il progetto inoltre e' sormontato da una cupola di vetro dove sono anche collocati pannelli fotovoltaici.
Non mancano i dubbi sulla effettiva utilita' ed efficienza del progetto anche al di la' dei suoi costi. Qualcuno dubita infatti che la citta' sotterranea offra, oltre a garanzie di ''sopravvivenza'', anche una ''vita'' davvero in conformita' con la natura come l'idea di eco-citta' impone.
Chissà quanto costeranno le case e gli affitti ?
Buona Giornata
Roberto

(fonte Ansa)