Speaker Radiofonico di Pesaro, da qualche anno "Brianzolo di adozione" lo potete ascoltare su: Radio Sabbia (Riccione), Multiradio Tolentino (Mc) e sulla web Radio Stereopesaro.it.Mi potete contattare alla Mail:roberto@bagazzoli.it
17 luglio 2012
La Grande truffa dei viaggi a Midjugorie.
Guardate questo listino e fatevi delle domande...tipo ma le apparizioni della Modanno sono programmate ?
Nozze Gay "la patata bollente" del Pd
Bersani non ci sta. E il segretario del Pd attacca: «Le parole di Grillo nei confronti di Rosy Bindi sono indecenti: sono il segno di un maschilismo e di una volgarità di cui pensavamo avesse dato miglior prova Berlusconi, ma evidentemente al peggio non c'è limite». Il comico genovese, dal suo blog, aveva attaccato la presidente del Partito democratico: «Di problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti».
L'ATTACCO - Insomma non si ferma la polemica sulla mancata unità del partito sui matrimoni omosessuali. Grillo sulla sua pagina internet ha scritto: «All'assemblea del pdmenoelle, il partito che vorrebbe governare l'Italia (non ridete per favore), si è discusso principalmente di un fatto che dovrebbe essere scontato, pacifico: le nozze gay e i diritti delle coppie omosessuali. Io sono favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso, ognuno deve poter amare chi crede e vivere la propria vita con lui o con lei tutelato dalla legge». Per poi aggiungere: «La Bindi, che problemi di convivenza con il vero amore non ne ha probabilmente mai avuti, ha negato persino la presentazione di un documento sull'unione civile tra gay. Vade retro Satana. Niente sesso, siamo pidimenoellini. La Binetti sotto il palco gridava "Devianza, devianza!", mentre indossava un cilicio osè sulla coscia e si flagellava con un frustino di corda». Da qui la reazione di Bersani.
Promossi e felici ma solo per tre anni.
Trentasei mesi per godersi la promozione sul lavoro. Per sentirsi realizzati. Poi più nulla. Prendono il sopravvento l'ansia, lo stress, gli orari prolungati, le troppe responsabilità, lo stipendio che non soddisfa. Fino ad arrivare addirittura a pentirsi, magari dopo tanta fatica, di aver detto sì a quell'offerta dei vertici dell'azienda di salire di livello.
«La promozione sul lavoro ci fa bene?», si sono chiesti due ricercatori australiani, David Johnston e Wang-Sheng Lee. La risposta arriva in fondo alle trenta pagine di un'indagine appena pubblicata dall'Istituto per gli studi sul lavoro di Bonn: no. Salire di livello, nel medio e lungo periodo, si trasforma in un boomerang. La nostra salute peggiora, ci sentiamo sempre meno appagati e non vediamo l'ora che le cose cambino. Se poi si tratta di giovani e maschi gli effetti negativi sono ancora più profondi.
Per realizzare lo studio i due esperti hanno utilizzato undici indicatori: il controllo, lo stress, la sicurezza, la retribuzione percepita e quella reale, le ore di lavoro, la soddisfazione generale, la salute, la vitalità, la serenità e il grado di realizzazione nella vita. I dipendenti delle aziende - oltre mille - sono stati intervistati prima e dopo la promozione. E le loro risposte messe insieme e sintetizzate in tabelle e un grafico a tre curve. «Da un punto di vista della tranquillità e delle motivazioni - sostengono i due ricercatori - le promozioni sul lavoro rendono le persone, nel medio e lungo periodo, più nervose e meno incentivate a fare bene». Così, se la voce «soddisfazione lavorativa» raggiunge il picco nove mesi dopo la promozione, dopo poche settimane quella curva crolla. Il tasso di stress derivante dalla nuova posizione, invece, è sempre in salita.
«Questi dati dimostrano che il denaro, da solo, non basta a motivare i dipendenti», spiega Andrea Castiello D'Antonio, psicologo del lavoro e docente universitario. «A pesare molto sono le aspettative dell'azienda, quelle del singolo lavoratore e i nuovi capi con cui hai a che fare: se queste cose, insieme, non si incastrano bene allora tutto gira verso il peggio». Il contesto economico attuale, aggiunge Castiello D'Antonio, «non aiuta: chi oggi viene promosso a un ruolo di maggiore responsabilità si aspetta di avere a disposizione una serie di mezzi che però non ci sono più. E allora ecco che aumentano la frustrazione, l'insoddisfazione e avanza quasi un senso di pentimento». E si arriva così a un paradosso. «Da alcuni mesi», racconta Castiello D'Antonio, «ci sono persone che lavorano come quadri e che rinunciano alla promozione a dirigente: preferiscono mantenere l'attuale status per non dover andare incontro a una situazione più stressante e instabile». La tendenza è confermata anche da Paolo Citterio, presidente dell'Associazione nazionale dei direttori delle risorse umane. «Oggi un dirigente deve operare non avendo a disposizione quasi più né l'auto aziendale né le spese di rappresentanza. Per andare a pranzo con un cliente, in certe imprese, devi pure essere autorizzato», aggiunge. «Una situazione che di certo non incentiva a lavorare bene e in serenità». La «regola dei tre anni» che fa intendere la ricerca dei due studiosi australiani Citterio dice di applicarla dal 1968. «Ogni 2-4 anni io ho sempre cambiato posizione lavorativa», racconta. «Anche se oggi non è più così facile».
Il sociologo Domenico De Masi, invece, attacca la tempistica delle promozioni. «Quasi sempre avvengono in modo intempestivo: o troppo tardi o troppo presto», dice. E introduce anche un elemento psicologico: «Nel momento in cui uno avanza di carriera, il nuovo potere diventa automaticamente meno appetibile di prima. Di fatto, dopo alcuni mesi, uno pensa già a come scalare un altro gradino all'interno dell'azienda: non ha più voglia di dare il massimo in quel ruolo e non vede l'ora di andarsene. E se non lo fa, diventa l'uomo più triste del mondo».
Crisi i viaggi diventano condivisi
MILANO - Una volta bastava alzare il pollice, per chiedere un passaggio. All’epoca di internet i moderni globe trotter si muovono invece sui siti per autostoppisti telematici. Pubblicano la loro richiesta di uno “strappo” o consultano quelle già inserite. In tempi di crisi è un buon modo per risparmiare perché si può condividere la spesa della trasferta con altri viaggiatori. Funziona così, per esempio, il sito BlaBlaCar.it che nelle scorse settimane ha registrato un’impennata degli annunci. Proprio in concomitanza con l’inizio delle vacanze estive.
SUCCESSO A LUGLIO - A luglio la percentuale di offerte di posti in auto sul portale italiano è schizzata su del 120%, rispetto alla media di giugno. Non c’è da meravigliarsi coi tempi che corro e considerando l’aumento della benzina che nel nostro Paese ha superato i livelli di guardia. Viaggiare in auto da soli è un lusso e così si prova a cercare degli estemporanei compagni di viaggio. In Europa sono più di due milioni gli iscritti a BlaBlaCar e il successo si misura in termini di annunci: ogni mese 400.000 persone scelgono di spostarsi sfruttando oltre un milione di posti in auto disponibili.
VERSO SUD - Sulle nostre strade, secondo i dati raccolti da BlaBlaCar.it, le tratte più gettonate sono dalle grandi città del nord verso il sud: da Milano a Foggia, Napoli, da Roma a Messina, oltre alla classica Milano-Roma. Le mete più richieste verso l’estero sono invece Barcellona o Valencia, partendo da Roma, o Conil de la Frontera (Andalusia) da Torino, un viaggio di oltre 2.000 km. Quanto costa muoversi con questo sistema? La media registrata sul sito è di 5 centesimi a km e per fare un esempio, raggiungere Barcellona da Genova, può costare soltanto 60 euro, meno del treno o di un viaggio low cost in aereo.
16 luglio 2012
Tempi duri per i Pendolari.
Dietro un livello generale dei prezzi, un'inflazione che ormai da mesi oscilla su tassi superiori al 3% si nascondono rialzi importanti e cali generalizzati in alcuni settori. Ecco così che a giugno, guardando i singoli prodotti, si scoprono diversi movimenti di quotazioni e listini: dai taxi aumentati su base annua al 4,3% ai trasferimenti di proprietà dell'auto che registrano un'impennata del 57,8%. Ma il termometro dell'Istat rileva anche qualche ribasso, come per i computer (-7,9%) e per il gruppo merceologico che riunisce computer portatili appunto, palmari e tablet, che registra listini più bassi (-7%). Insomma dal settore dei trasporti a quello tecnologico le oscillazioni sono forti e non indifferenti per le tasche degli italiani. In particolare, il capitolo mezzi e servizi di trasporto mostra variazioni sensibili.
Infatti il rallentamento della corsa dei carburanti non è l'unica novità che interessa il comparto: il trasporto passeggeri sulle auto bianche dopo avere mostrato per alcuni mesi rialzi annui intorno al 2% segna uno scatto che porta le tariffe a superare il 4%. Di certo a colpire maggiormente è il boom registrato per i trasferimenti di proprietà relativi alle automobili su cui dovrebbe pesare l'aumento dell'Ipt scattato l'autunno scorso: è da quel periodo che la voce ha fatto il balzo e continua a macinare rialzi, che raggiungono una crescita tendenziale massima proprio nell'ultimo mese. Intanto sono saliti anche i prezzi di parchimetri e pedaggi (+4,8%) e si mantengono anche alti i rincari delle assicurazioni sui mezzi di trasporto (+4,7%).
Non sfugge dai rincari anche chi si sposta su mezzi pubblici: i biglietti per il trasporto extraurbano passeggeri su autobus segnano un rialzo del 6,4%. Tuttavia c'é anche qualche buona notizia per i portafogli degli italiani, con alcuni prodotti diventati a giugno più convenienti: oltre a pc e tablet registrano un calo dei prezzi anche i prodotti farmaceutici (-3,8%). Inoltre continua a scendere il costo dei cellulare, con i cosiddetti apparecchi per la telefonia mobile in diminuzione del 15,5%.
Estate degli estremi: la siccità
Il cielo preoccupa i londinesi soprattutto per l'Olimpiade imminente. L'inquietudine è seria perché le conclusioni di un rapporto appena diffuso, realizzato dal Met Office britannico assieme alla Noaa, l'amministrazione americana per l'atmosfera e gli oceani, potrebbero davvero far temere il peggio. Nelle ultime settimane fenomeni meteorologici estremi hanno colpito il Nord America con ondate di caldo intenso seguite da rovinosi temporali e la Gran Bretagna con maltempo, inondazioni e piogge molto più copiose della media stagionale: in alcune zone si è arrivati addirittura oltre il 250 per cento della media mensile. Analizzandoli e confrontandoli con le statistiche degli ultimi anni - secondo il rapporto - emergerebbe un legame tra l'incremento di questi soggetti e il cambiamento climatico globale.
Ma come arrivano gli scienziati a simili conclusioni che da tempo, anche solo ventilate, sono oggetto di accese discussioni? «Il cambiamento climatico nell'Artico è un dato di fatto - sostiene Jennifer Francis della Rutgers University americana - perché lo spessore dei ghiacci è passato dai tre metri dei primi anni Novanta a circa un metro e mezzo di oggi; cioè si è dimezzato». La variazione dei ghiacci che riguarda anche l'estensione progressivamente diminuita, provoca un maggior assorbimento della radiazione solare e quindi un riscaldamento in grado di mutare la circolazione. «Infatti - nota Francis - abbiamo misurato un indebolimento del jetstream polare, cioè quella corrente a getto che normalmente circonda il Polo Nord ad alta quota. Una sua alterazione è capace di modificare i meccanismi atmosferici su vasta scala influenzando le latitudini inferiori nelle zone abitate dell'Europa e degli Stati Uniti, innescando quei fenomeni estremi a cui assistiamo».
«Ormai ne vediamo molte di queste manifestazioni - conclude Francis - ed è sempre più difficile dire che non siano legate al cambiamento climatico e in particolare a quanto succede in Artico». A rafforzare le valutazioni in questo senso è intervenuto anche Michael Mann, direttore alla Penn State University dell'Earth System Science Center. Mann è un illustre studioso dell'ambiente che divenne noto nel 1990 per un grafico battezzato «hockey stick», perché, ricordando nella forma la mazza da hockey, mostrava un'impennata della temperatura del pianeta salita per il massiccio impiego dei combustibili fossili. La sua elaborazione impegnò cervelli e computer nei cinque continenti per dimostrare che aveva ragione o torto a seconda del modo di vedere. «È una valutazione appropriata quella del rapporto, esaminando il caldo senza precedenti di questa estate americana - dice Mann -. Ma non si tratta solo dell'estate che viviamo, è l'anno, la decade e non riguarda soltanto gli Stati Uniti, ma l'intero globo che si sta riscaldando».
«I fenomeni estremi sono le prove che cerchiamo studiando il comportamento del clima - nota Antonio Navarra, presidente del Centro euromediterraneo per i cambiamenti climatici -. Il Polo Nord ha perso in 40 anni il 40 per cento dei ghiacci e questo è un dato di fatto di un'indiscutibile modifica ambientale. Ma quanto accade è complicato e richiede indagini più vaste e continue nel tempo prima di arrivare a conclusioni definitive».
Una modifica del jetstream polare, secondo lo studioso, può dipendere dalle differenze di temperatura tra equatore e Polo e dalla rotazione della Terra. «Ciò è quanto finora sappiamo - aggiunge Navarra -. Adesso dobbiamo chiederci invece se il jetstream sia sensibile anche ad altri parametri che ancora non conosciamo. Siamo davanti a una nuova fisica dell'atmosfera?».
Un atteggiamento cauto esprime Guido Visconti direttore del centro «fenomeni estremi» dell'Università dell'Aquila e che ha esaminato il rapporto Met Office-Noaa. «Tre anni fa si iniziò a valutare seriamente la connessione tra manifestazioni estreme e cambiamento climatico partendo proprio dal riscaldamento della zona polare - precisa Visconti -. E allora l'American Meteorological Society stabiliva che intanto bisognava classificare bene le caratteristiche degli eventi ancora troppo incerte e troppo personali nelle considerazioni. Rimane, comunque, un fatto che tutti condividono e cioè che per essere sicuri delle conclusioni ipotizzate dal rapporto bisogna disporre di statistiche almeno su un arco di mezzo secolo che non abbiamo. Altrimenti il loro significato resta discutibile».
Milanesi virtuosi dello scontrino lo emettoni 1 su 3.
Fondato da Clarence Seedorf, amato da David Beckam e dalla moglie Victoria, frequentato fra le tante da Nicole Minetti, locale di tendenza e dunque non alla portata di tutti, il Finger's adesso rischia la chiusura. La Guardia di finanza ha contestato ai titolari del ristorante di cucina giapponese creativa, in via Emiliani, una traversa di corso Lodi, la violazione di 10 mancati scontrini su altrettanti conti. Tutti conti pesanti, intorno ai 250 euro. Non è una cosa da nulla, una svista facilmente rimediabile, almeno secondo quanto spiegato dagli investigatori: tolte le multe da pagare, nell'immediato futuro fra le conseguenze giudiziarie non è appunto esclusa l'interruzione dell'attività.
SANZIONE - Il Finger's: luci basse, arredo minimalista, menù in continuo aggiornamento sotto la regia dello chef Roberto Okabe, professionista acclamato dalle riviste di settore. Lui si difende, scoppiando a piangere: «Siamo l’ottavo ristorante di Milano che paga più tasse. Abbiamo tutti i dipendenti in regola, tutti assunti. L'ipotesi di una chiusura? Non ne so nulla. La Guardia di finanza mi ha garantito che ci sarà una sanzione e tutto finirà lì». Non è una consolazione, anzi, sapere che il Finger's è uno dei tanti.
CONTROLLI - Tra sabato e domenica i militari, coordinati dal colonnello Domenico Conte, hanno controllato circa 500 locali trovando, in un caso su tre, il buco nero sul fronte degli scontrini. Gli scontrini non erano contemplati, e naturalmente al cliente andava bene così: sempre diffusissimo lo sconto per chi rinuncia alla fattura. Ci sono state le località di montagna (Cortina) e di mare (Capri), in questo 2011 anti-evasione fiscale. Ma il peso specifico di Milano merita un'amara ottima posizione in classifica: sono già 2.595 le violazioni ravvisate dalla Guardia di finanza nei controlli da gennaio.
13 luglio 2012
Social Network manca solo il testamento digitale
Conti correnti online, profili sui social network, dati, fotografie in ambito cloud computing. Gli esperti la chiamano identità digitale. Con il progressivo accrescersi delle funzioni su Internet diventa sempre più importante conservare (e non disperdere) tutto ciò che ci appartiene e che è categorizzato in formato binario.
IL VUOTO NORMATIVO - Ma cosa succederebbe a questi dati (virtuali) in caso di morte (nostra o dei nostri cari)? Ugo Bechini, membro della commissione informatica del Consiglio nazionale del Notariato, parla a Corriere.it e lancia l'allarme su un tema su cui esiste un «preoccupante vuoto normativo», perché «in Italia non esiste una legislazione specifica», spesso non si è in grado di capire chi debba intervenire, soprattutto in tema di risparmio gestito online, ma anche per manoscritti e blog personali c'è una confusione che può esporre i familiari diretti del defunto a controversie con provider, finanziarie, banche, piattaforme per la gestione di contenuti.
IL TESTAMENTO DIGITALE - La soluzione - a ben vedere - può essere sintetizzata nella formula (evocativa) del "testamento digitale". Dice Bechini che «non bisogna farsi trovare impreparati e pianificare tutto nel minimo dettaglio, anche con la consulenza di un notaio per gestire il tema dell'eredità soprattutto per tutto ciò che ha valore economico». Per far sì che i nostri cari non si trovino ad essere invischiati in questioni legali di non facile interpretazione.
I SUGGERIMENTI - La prima discriminante è capire se tutti i nostri dati e i servizi online che usiamo sono basati in Italia. In caso contrario - dice Bechini - «è necessario recuperarli per tempo per non rischiare costose controversie internazionali». Soprattutto perché alcuni operatori stranieri (come i server online) prevedono che in caso di morte tutti i dati vengano distrutti. In caso la nostra volontà sia opposta è necessario farlo presente. «Altra cautela - spiega Bechini - è affidare a una persona di fiducia le nostre credenziali di accesso (username e password) con istruzioni chiare su cosa fare in caso di decesso» (ecco qui perché è necessario una sorta di testamento). Anzi sarebbe più corretto definirlo mandato post mortem, locuzione ammessa dal nostro diritto.
LE BARRIERE FISICHE - Allo stesso modo come si può operare in caso ci siano particolari documenti conservati in risorse fisiche, come computer, tablet, smartphone, chiavette Usb? Segnala Bechini che ci si può rivolgere, in questo caso, anche a servizi specializzati in grado di violare le protezioni, ma l'inconviente è che si tratta di operazioni costose, per cui è meglio muoversi anzitempo e affidarli a una persona di fiducia.
IL RISPARMIO - Sui conti correnti online, bisogna fare attenzione al grado di parentela, anche perché questi conti non sono nient'altro che estensioni di conti reali. Quindi in una coppia non sposata (in attesa forse di una rivoluzione in tema di diritti civili) saranno fratelli e sorelle del defunto a ereditare la somma presente sul conto (e non il partner di una vita, ad esempio). Ovviamente se manca un atto ad hoc, che espliciti minuziosamente le volontà della persona che è venuta a mancare.
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