Speaker Radiofonico di Pesaro, da qualche anno "Brianzolo di adozione" lo potete ascoltare su: Radio Sabbia (Riccione), Multiradio Tolentino (Mc) e sulla web Radio Stereopesaro.it.Mi potete contattare alla Mail:roberto@bagazzoli.it
08 novembre 2011
Le piccole pesti d'Europa
I bambini italiani sono i meno amati dagli albergatori europei. L'associazione Donne e qualità della vita ha chiesto a 500 proprietari di hotel in tutto il continente quali fossero i bimbi meno graditi nelle loro strutture: il 66% di questo campione ha indicato gli italiani.
I più amati, invece, sono i figli degli svedesi: il 27% degli albergatori ne apprezza l'educazione e il rispetto. Al secondo posto i piccoli danesi, al terzo gli svizzeri. Bella figura anche per gli irlandesi e gli inglesi, mentre ai livelli più bassi della classifica della maleducazione infantile, con gli italiani, ci sono spagnoli e russi.
Confusione, caos e impertinenza: ecco i motivi per questa ostilità nei confronti dei nostri bambini. Secondo il 22%, il principale problema è la troppa vivacità: parolacce, rumori molesti, urla, capricci, sia negli spazi comuni che nelle stanze private. Il 17% lamenta addirittura danni alle strutture, come la distruzione di mobili o oggetti e scritte sui muri. Non va meglio a tavola, dove il 15% degli intervistati ha individuato chiari sintomi di cattiva educazione, come volume troppo alto della voce e corse tra i tavoli. Non manca l'ascensore nella lista delle lamentele: secondo il 12% degli albergatori, i nostri bimbi la usano come un divertente gioco. Infine, secondo il 9%, c'è anche il problema del volume troppo alto della Tv nelle stanze.
Non tutti gli italiani sono uguali. I peggiori sarebbero, quasi a pari merito, i piccoli romani(19%) e i milanesi (17%). Dopo vengono napoletani (14%), torinesi (13%), bolognesi (11%), baresi (10%), palermitani (8%) e calabresi (7%). I virtuosi sono invece i fiorentini, gli umbri e i veneziani.
Capitolo buone maniere: come dobbiamo farli comportare, i bimbi, per non fargli fare la figura dei cafoni? La prima regola da seguire è niente rumori molesti. Non soltanto negli ambienti comuni ma anche all'interno delle stanze. E questo vale non solo per urla e strepiti ma anche per il volume di televisione, telefono e radio. Secondo aspetto importante, i corridoi: non si corre e non si gira in pigiama. Punto terzo: niente furti e fare attenzione a non rompere nulla. Quarto: essere gentili con il personale. Quinto: a tavola non abusare del buffet. Infine: al ristorante non si ciondola tra i tavoli.
Buona Giornata
Roberto
06 novembre 2011
Il "gomito del tennista" è out !
"C'erano una volta i dolori tipici della casalinga e il gomito del tennista...". Così potrebbe iniziare una moderna favola sui mali contemporanei. Oggi infatti la tecnologia gioca un ruolo importante nella vita di tutti i giorni, a prescindere dalla professione che si svolge. Ma la conseguenza è che porta con sé una lunga serie di nuovi e inaspettati malanni.
A lanciare l'allarme per primi sono stati i chiropratici inglesi, esperti di medicina alternativa che si sono ritrovati negli ultimi anni a dover affrontare i danni inaspettati di smartphone e cellulari: sono sempre più numerosi i casi di pollice da sms o di collo da cellulare. Parliamo di minacce inattese ai nostri arti causate, nella maggioranza dei casi, da movimenti o da posizioni sbagliate. Le molte ore passate a rispondere agli sms, a parlare al cellulare mentre si fa altro o più semplicemente davanti a un pc provocherebbero precisi dolori ai polsi, al collo e alla schiena.
Obbligare il corpo a posizioni innaturali, come quelle che si adottano spontaneamente quando si guarda un monitor o si scrive sulla tastiera, per molto tempo senza muoversi, induce a un affaticamento e al conseguente irrigidimento dei muscoli. Ripetere lo stesso movimento in maniera meccanica, come quando si digita sul cellulare o si usa il mouse per molte ore, affatica e usura le articolazioni. Queste due macro-categorie di comportamenti a lungo andare possono essere non solo la fonte di dolorose infiammazioni, ma anche la causa di danni permanenti.
Il fastidio fisico, a causa del comportamento intelligente del nostro corpo che cerca di compensare, tende poi a diffondersi e quindi a scendere dal collo verso le spalle e la schiena, per esempio. E nei casi più gravi sono in agguato vere e proprie forme precoci di artrite. I soggetti più a rischio sono i bambini e gli adolescenti, il cui sistema fisico è ancora in divenire. Nei più giovani infatti il peso della testa è ancora sproporzionato rispetto al resto del corpo e quindi tutti gli sforzi producono effetti maggiori che negli adulti.
Una particolare patologia che è entrata di diritto nel novero dei casi classificati dai medici è quella del cosiddetto "texter's thumb" ossia il pollice di chi scrive sms. Riconosciuto come una forma di dito a scatto, è una vera e propria forma di tendinite che affligge soprattutto i ragazzi dediti al costante uso di messaggini e simili, tanto che è stata fissata una soglia di sms oltre la quale si viene considerati a rischio: tra gli 80 e i 100 al giorno. Oltre al numero, che rimane un parametro indicativo, chiaramente è molto importante anche la lunghezza dei singoli messaggi.
I modi con cui vengono solitamente affrontate queste situazioni consistono in una dose di antidolorifici o al massimo in qualche massaggio, mentre solo nei casi più gravi si parla di fisioterapia. Bisognerebbe ricordare invece che mai come in materia di salute, prevenire è meglio che curare, per cui sarebbe bene evitare posture sbagliate e posizioni scomode o forzate.
Ad ogni modo la cosa migliore rimane fare una pausa ogni tanto. Staccare e dare modo ai propri muscoli, oltre che alla propria testa, di rifiatare, di muoversi e allentare la pressione. Così facendo si potrebbero evitare non solo dolori articolari, ma forse anche tanti fastidiosi mal di testa.
Un altro aspetto meno serio, ma che non mancherà di impensierire molte persone è quello che in gergo viene chiamato "rughe d'espressione". Il risultato di un'attività emotiva intensa, e resa sempre più pressante grazie alla costante interconnessione garantita dalle nuove tecnologie, può portare al formarsi di rughe in quei punti della faccia che utilizziamo con maggiore frequenza. Gesti ripetitivi infatti possono portare all'apparire anche su un viso giovane le temute "zampe di gallina" o la raggiera intorno alla bocca. Per evitare che questa avvenga bisognerebbe prima di tutto cercare di rilassarsi e controllare i propri impulsi, e poi eventualmente pensare di attuare una vera e propria ginnastica per mantenere il tono dei 54 muscoli della faccia.
04 novembre 2011
Quanto costerebbe il carburante senza tasse ?
E' di questi giorni l'annuncio di un ulteriore aumento delle "accise" sui carburanti deciso dall'Agenzia delle Dogane per far fronte alle recenti inondazioni che hanno colpito Liguria e Toscana e che hanno portato il Governo a dichiarare lo "stato di emergenza".
La tassa, che resterà in vigore fino al 31 dicembre prossimo, prevede un aumento di 8,9 Euro ogni mille litri di benzina e gasolio acquistati e, nella pratica, si traduce con un aumento alla pompa di 1 - 1,1 centesimi al litro. Ma come funziona la tassazione italiana sui carburanti? Oltre all'IVA del 21% sono infatti comprese non poche tasse "extra" che nel corso dei decenni si sono sommate per coprire i costi di svariate "emergenze": guerre, inondazioni, terremoti e crisi varie.
La storia inizia nel lontanissimo 1935, quando il Regime Fascista decise di scatenare la guerra per la conquista dell'Etiopia. Per far fronte alle sanzioni comminate per questo atto dalla Società delle Nazioni, il Governo decise di introdurre una tassa di 1,9 lire per ogni litro di carburante acquistato.
Nel corso degli anni si è ricorso molte altre volte a tale strumento, con questa cronologia degli eventi più importanti:
0,007 Euro per la crisi di Suez del 1956
0,005 Euro per il disastro del Vajont del 1963
0,005 Euro per l'alluvione di Firenze del 1966
0,005 Euro per il terremoto del Belice del 1968
0,051 Euro per il terremoto del Friuli del 1976
0,039 Euro per il terremoto dell'Irpinia del 1980
0,106 Euro per la guerra del Libano del 1983
0,011 Euro per il finanziamento della missione UNMIBH in Bosnia Erzegovina del 1996
0,020 Euro per il rinnovo del contratto degli "autoferrotranvieri" del 2004
0,005 Euro per l'acquisto di autobus ecologici nel 2005
0,007 Euro per il finanziamento alla cultura nel 2011
0.040 Euro per far fronte all'emergenza immigrati dovuta alla crisi libica del 2011
E ad emergenza rientrata? Ovvio: non si tocca nulla, gli aumenti restano e gli automobilisti di oggi continuano a pagare le "crisi" di oltre 50 anni di Storia. Alla fine la somma di tutte le accise ci costa 0,6221 Euro in più per ogni litro di benzina e 0,4811 Euro per ogni litro di gasolio. Considerando un prezzo alla pompa di circa 1,64 Euro/litro e togliendo l'IVA del 21%, si scopre che un litro di "verde" costerebbe, senza l'intervento dello Stato, soli 0,733 Euro/litro.
Facciamo due conti ?
Buona Giornata
Roberto
03 novembre 2011
Le 10 domande per capire se siete felici
LONDRA - Il governo britannico non vuole soltanto il voto ovvero il sostegno dei suoi cittadini. Vuole anche che siano felici: certo ragionando che non c'è un sostenitore più fedele di quello che si alza la mattina contento della propria vita. Per questo il primo ministro David Cameron ha deciso di lanciare un "sondaggio sulla felicità", con una lista di dieci domande da inviare a tutti gli abitanti del Regno Unito per misurarne per l'appunto "l'indice della felicità".
Siete soddisfatti della vostra vita? Siete soddisfatti di vostra moglie (o di vostro marito)? Come giudicate la vostra salute fisica e mentale? Avete un lavoro e ne siete soddisfatti? Siete contenti di vivere nel vostro quartiere e avete paura del crimine? Siete soddisfatti del vostro salario? Avete ricevuto una buona istruzione? Vi fidate dei politici nazionali e locali? Queste sono le principali domande del sondaggio, cui se ne aggiungono altre sullo stato dell'economia e dell'inquinamento, le cui risposte provengono dalle statistiche ufficiali.
Lo stato ha speso due milioni di sterline e impiegato un anno per preparare questa iniziativa. L'opposizione afferma che è una perdita di denaro e di tempo. Ma Cameron, accogliendo le raccomandazioni di due premi Nobel per l'Economia (Joseph Stiglitz e Amartya Sen), è convinto che il progresso di un paese non si misura soltanto in termini di prodotto interno lordo e tasso di disoccupazione, bensì anche su come e quanto i cittadini sono in grado di godersi la vita.
Un modo per portare in Europa quel "diritto alla felicità" che un popolo più ottimista, e forse anche un po' più ingenuo, come gli americani hanno voluto scrivere nella propria carta costituzionale.
Proviamo ?
Buongiorno
Roberto
02 novembre 2011
Lifting per cani...ma loro che ne pensano ?
numeri sono sorprendenti: Petplan, una delle maggiori compagnie assicurative per cani del Regno Unito, ha stimato che negli ultimi 3 anni sono aumentate del 25% le operazioni di rinoplastica ai cuccioli inglesi, per una spesa totale di 1,7 milioni di euro nel 2010. Oltre un milione di euro è stato versato dalla compagnia per i lifting alle palpebre e un quarto di milione per interventi dentali. Se alcune di queste procedure sono curative (è il caso di Shankly, lo Shar-pei di Wellington finito sul Daily Mail, i cui occhi erano completamente coperti dalle pieghe e che quindi non poteva più vedere), in molti casi sono dettate dalla vanità di padroni insicuri. Negli Stati Uniti, dove secondo l'American Veterinary Medical Association ci sono 17 milioni di cani sovrappeso (il 40% del totale), esistono cliniche, come quelle di Austin, in Texas, che pubblicizzano sui loro siti interventi di liposuzione per cani.
La mania non risparmia il Vecchio Continente: nel 2007 l'Agenzia Europea di Valutazione del Farmaco ha registrato lo Srentrol, il primo farmaco della Pfizer per il trattamento dell'obesità nel cane adulto, approvato pochi mesi prima oltreoceano dalla Food and Drug Administration. E cosa dire dei Neuticles, i finti testicoli in silicone per l'autostima del cane, inventati da Gregg A. Miller, di Oak Grove, in Missouri? «Devo dire che da noi non c'è grande richiesta. Comunque il concetto della gratificazione del cane legata ai testicoli è una bischerata» afferma il toscanaccio Marco Melosi, da 30 anni veterinario e oggi vice presidente dell'Associazione Nazionale Medici Veterinari Italiani. «I testicoli in silicone" continua "sono deontolgicamente vietati perché la ragione per cui venivano richiesti è la partecipazione alle mostre canine. Venivano messi in modo fraudolento a quei cani in cui uno o entrambi i testicoli non erano scesi. Questa pratica è vietata anche per legge». La normativa a cui si riferisce è l'ordinanza dell'onorevole Francesca Martini del 2009, ripresa nel 2011, che ha anche posto fine ai tagli di orecchie e code per scopi estetici, con buona pace di alani, dobermann e boxer. «Queste operazioni non sono mai richieste dal cane», scherza, amaro, Melosi.
Razza umana brutta gente !!!
Buongiorno !!!
Roberto
Curiosità sui nomi delle vetture.
I nomi delle auto hanno provenienze tra le più disparate, possono spaziare dalle semplici operazioni di marketing a delle invenzioni più o meno casuali. Una fetta importante, anche se recentemente un po' trascurata è quella di denominare le vetture secondo indicazioni "geografiche", cioè con nomi di città o, più raramente, di interi Stati. Ecco una breve rassegna di alcune tra le più importanti e significative.
Lancia Aprilia
Prodotta tra il 1937 e il 1949, fu l'ultima vettura della Casa ad essere prodotta sotto la guida di Vincenzo Lancia, il quale però non riuscì a vedere il primo modello uscire dalla fabbrica a causa della morte prematura. Montava in origine un motore quattro cilindri da 1.352 cc per 47 CV di potenza e una velocità massima limitata, per volontà di Lancia stesso, a 125 Km/h. Il nome era un omaggio alla cittadina della pianura pontina, appena fondata dopo la conclusione della bonifica del territorio.
Ford Torino-Gran Torino
Prodotta dal 1968 al 1976, è stata per anni l'icona della classica "muscle car" americana; era spinta da propulsori V8 con dimensioni variabili tra i 4.9 e i 7 litri. La versione più diffusa proponeva un motore da 5.800 cc per 165 CV che permetteva una velocità massima di 180 Km/h. La versione GT (Gran Torino) è stata protagonista della leggendaria serie TV "Starsky e Hutch" e del bellissimo film di Clint Eastwood del 2008. Il nome era un ovvio omaggio a quella che gli americani consideravano la "Detroit d'Italia".
Ford Cortina
Prodotta nel ventennio 1962-1982, era stata pensata come una spaziosa vettura per famiglie; la prima serie era spinta da motori da 1.197 cc e 1.499 cc, con potenze che arrivavano ai 78 CV. Il nome derivava dalla famosa località sciistica sede delle Olimpiadi invernali del 1956 e per il lancio pubblicitario alcuni modelli vennero fatti scendere dalla pista di bob costruita per quell'occasione.
Bentley Mulsanne
Tipico esempio di modello extra-lusso realizzato dalla storica Casa inglese, fu costruita dal 1980 al 1992 (in foto la versione recentemente rinnovata) e montava un propulsore V8 da 6,75 litri che permetteva a questa vettura lunga più di cinque metri di raggiungere i 208 Km/h con un'accelerazione 0-100 Km/h di dieci secondi. La sua denominazione deriva dalla cittadina francese il cui territorio è attraversato da uno dei tratti più veloci della 24 Ore di Le Mans, gara nella quale la Bentley ha trionfato cinque volte.
Seat Ibiza
Uno dei modelli storici della Casa di Martorell; è sul mercato dal 1984 e ha venduto finora più di quattro milioni di esemplari. La prima serie montava propulsori con potenze dai 44 ai 105 CV, mentre l'ultima, uscita nel 2008, può vantare motori che arrivano anche a 180 CV. Il nome deriva dalla famosa isola dell'arcipelago delle Baleari.
Maserati Indy
Disegnata da Virginio Varo, fu prodotta nel quinquennio 1969-1974 in poco più di 1.100 esemplari. Tra le motorizzazioni disponibili spiccava quella dotata del V8 da 4.9 litri che, forte di ben 320 CV, poteva arrivare alla velocità di punta di 265 Km/h. Il suo nome è il diminutivo della città americana di Indianapolis, sede della leggendaria 500 Miglia che venne vinta dalla Casa italiana nel biennio 1939-1940.
Dodge Monaco
Prodotta ininterrottamente per 13 anni (dal 1965 al 1978), questa vettura di 5,42 metri è stata una delle vetture più famose del grande schermo: la "Bluesmobile" del film Blues Brothers era infatti una Monaco, dotata di un motore V8 che erogava ben 375 CV.
Ferrari California
Una delle Ferrari più belle degli ultimi anni, questa granturismo monta un motore V8 da 4,3 litri da 460 CV. Riesce ad arrivare a 310 Km/h e, grazie anche al dispositivo "Launch control", ferma il cronometro nello scatto 0-100 Km/h a soli 3,9 secondi.
Alfa Romeo Montreal
La coupé prodotta dal 1970 al 1977 in quasi 4.000 esemplari nacque come una "concept car", presentata in occasione dei festeggiamenti per il centenario della nascita della Federazione Canadese, svoltasi appunto a Montreal nel 1967. Il motore era un V8 da 2,6 litri che sprigionava una potenza di 197 CV per una velocità massima di 225 Km/h.
Chevrolet Malibù
Questo pezzo di storia americana venne prodotto dal 1964 al 1983 con varie motorizzazioni, per poi riemergere nel 1997 con una versione moderna. Nella sua prima generazione era dotata di motori V8 con potenze che potevano arrivare fino a 350 CV. Il suo nome deriva dalla famosa cittadina della California, set naturale per moltissimi film e serie tv.
Buona Giornata
Roberto
01 novembre 2011
Novità per le "maxi taglie".
Gli esperti la chiamano “globesity”: è l'epidemia di obesità che colpisce milioni di persone in tutto il mondo, con numeri e mortalità in costante crescita. La popolazione italiana è tra quelle in Europa ad avere la più alta incidenza di obesità: secondo i dati Istat, ci sono 20 milioni di persone in sovrappeso e 5 milioni obese, con un'incidenza maggiore al Sud (ma in crescita al Nord-Ovest), in leggero aumento negli uomini.
Nemmeno i bambini sono risparmiati: a 8 anni, il 36% è troppo grasso. Nonostante lo scenario sia così allarmante, non sempre le strutture sanitarie risultano adeguate e pronte ad affrontare il fenomeno: solo lo 0,4% degli obesi patologici italiani ha la possibilità di intervenire anche a livello chirurgico nell'ambito di un approccio multidisciplinare.
Per dare risposta a questa urgenza è stato inaugurato oggi a Milano l'Istituto Nazionale per la Chirurgia dell’Obesità (INCO), all’interno dell'Istituto Clinico Sant'Ambrogio: un centro di eccellenza con 12 posti letto. L'equipe chirurgica multidisciplinare comprende anche dietista e psicologo perché l' obesità - legata allo stile di vita - richiede un approccio clinico che tenga conto anche di questi aspetti.
“Non per tutti gli obesi la chirurgia definita bariatrica rappresenta la cura migliore – spiega il professor Alessandro Giovanelli, direttore del centro – per molti casi è possibile eseguire una restrizione gastrica per mangiare meno, che si ottiene attraverso il bendaggio gastrico o il palloncino intergastrico. Gli interventi malassorbitivi che puntano invece a far assimilare meno ciò che si mangia, sono la diversione biliopancreatica e il bypass biliointestinale. Infine ci sono gli interventi ormonali, come il bypass gastrico e la sleeve gastrectomy, che consentono di modificare l'assetto metabolico e la produzione delle sostanze che agiscono sul senso di fame».
Molto importante anche il fatto che le diverse tipologie di intervento identificate dagli specialisti sono accessibili a tutti: le cure sono rimborsate dal servizio sanitario nazionale.
"Un altro fatto importante è che più della metà dei pazienti obesi è esposta a rischio di diabete di tipo 2, un fatto costoso per il ssn: con il calo di peso associato alle variazioni metaboliche si ottiene il controllo o la guarigione dal diabete stesso» aggiunge Giovanelli. Molti pazienti arriveranno da tutta Italia? Nessun problema: il centro coordinerà una rete nazionale di strutture affiliate per assicurare su tutto il territorio nazionale la continuità assistenziale.
Buona Giornata
Roberto
Buone notizie dai Biocarburanti.
Crescono le vendite di biocarburanti nell'Ue e anche l'Italia accelera sui biocarburanti, provando a seguire i Paesi piu' attenti alla sostenibilita' ambientale con l'obiettivo di migliorare la produzione interna di energia con progetti come quello sull'etanolo da biomassa lignocellulosica.
Nell'Unione europea, a valle delle Direttive 28 e 30 del 2009, diversi Stati membri nel 2011 hanno aumentato le quote nazionali di miscelazione dei biocarburanti rispetto al 2010, sulla base del contenuto energetico. Cosi' l'Italia (passata da 3,5 a 4%), la Polonia (da 5,75 a 6,2%), Spagna (da 5,83 a 7%), Bulgaria (3,5 a 5%), Danimarca (adotta per la prima volta una quota del 3,5%).
Come risultato di questo scenario, aumenta il tasso atteso con un maggior consumo di biocombustibili per trasporti in Ue.
Secondo EurObserv'Er (stime a luglio 2011), le vendite di biocarburanti sono passate da 1,7 milioni di tonnellate petrolio equivalente del 2009 a 13,9 milioni.
Di pari passo con la crescita delle produzioni di biofuel, si sta diffondendo una visione piu' ampia nel settore dei biocarburanti. Nel 2009 i soli biocarburanti in Italia occupavano 5.600 unita' (rispetto ai 63.200 delle fonti rinnovabili) per un fatturato complessivo di 1,5 miliardi di euro (su 9,7 miliardi complessivi delle rinnovabili).
L'Italia, con progetti quali quello del gruppo Mossi & Ghisolfi sull'etanolo da biomassa lignocellulosica (l'impianto dimostrativo oggi piu' grande al mondo), si trova a svolgere un ruolo di punta a livello internazionale. E questo comporta nuova occupazione altamente specialistica nella ricerca, varie centinaia di occupati (diretti ed indiretti) nella produzione industriale, ed altrettanti nel comparto agricolo.
Buona Giornata.
Roberto
(fonte ansa)
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