17 marzo 2011

Auguri Italia... a noi Italiani !


Fratelli d'Italia
L'Italia s'è desta,
Dell'elmo di Scipio
S'è cinta la testa.
Dov'è la Vittoria?
Le porga la chioma,
Ché schiava di Roma
Iddio la creò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Noi siamo da secoli
Calpesti, derisi,
Perché non siam popolo,
Perché siam divisi.
Raccolgaci un'unica
Bandiera, una speme:
Di fonderci insieme
Già l'ora suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Uniamoci, amiamoci,
l'Unione, e l'amore
Rivelano ai Popoli
Le vie del Signore;
Giuriamo far libero
Il suolo natìo:
Uniti per Dio
Chi vincer ci può?
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Dall'Alpi a Sicilia
Dovunque è Legnano,
Ogn'uom di Ferruccio
Ha il core, ha la mano,
I bimbi d'Italia
Si chiaman Balilla,
Il suon d'ogni squilla
I Vespri suonò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò.

Son giunchi che piegano
Le spade vendute:
Già l'Aquila d'Austria
Le penne ha perdute.
Il sangue d'Italia,
Il sangue Polacco,
Bevé, col cosacco,
Ma il cor le bruciò.
Stringiamoci a coorte
Siam pronti alla morte
L'Italia chiamò

16 marzo 2011

Notizie dalla primavera !!!


Potrebbe sembrare la notizia dell'anno, ma non è così, perché, in realtà, capita molto spesso, che la primavera cominci il 20 marzo, invece che il 21. Anzi, è più la regola che l'eccezione. La primavera, infatti, si definisce come la stagione che ha inizio con l'equinozio di primavera.
Quest'ultimo è quell'istante in cui, a causa della posizione in cui si trova la Terra nella sua orbita attorno al Sole, il Sole stesso assume una posizione perpendicolare all'equatore. Quel giorno, il Sole sorge quasi esattamente ad est e tramonta quasi esattamente ad ovest.
In teoria, sarebbe anche il giorno di uguale durata tra il dì e la notte (la parola "equinozio" deriva dal latino e significa "notte uguale"), ma poi, per una serie di fattori, il dì dura un po' più della notte. Il giorno di marzo in cui cade l'equinozio segna per l'emisfero settentrionale (quello dove ci troviamo noi) l'inizio della primavera, mentre dall'altra parte del mondo, nell'emisfero meridionale, inizia l'autunno, perché le stagioni sono invertite.
Ed ecco la spiegazione astronomica. Mentre la Terra gira attorno al Sole, la posizione apparente del Sole si sposta di un intero cerchio nel periodo di un anno. Questo cerchio è chiamato eclittica, ed è anche il piano dell'orbita della Terra proiettato sulla sfera celeste. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo (Mercurio, Venere, Marte, Giove e Saturno) sembrano muoversi lungo l'eclittica, poiché le loro orbite sono su un piano simile a quello della Terra. L'altro cerchio nel cielo è l'equatore celeste, ovvero la proiezione dell'equatore terrestre sulla sfera celeste.
Poiché l'asse di rotazione della Terra è inclinato rispetto al piano dell'orbita, l'equatore celeste è inclinato rispetto all'eclittica. Due volte l'anno, il Sole incrocia il piano dell'equatore terrestre. Questi due punti sono gli equinozi.

All'equinozio sono sempre stati assegnati importanti significati, in tutte le culture. Nel cristianesimo, l'equinozio di primavera coincide col concepimento di Gesù. Venendo festeggiata la sua nascita il 25 dicembre, il giorno di riferimento, per il concepimento, è il 25 marzo, che è, appunto, il giorno in cui si celebra la solennità dell'Annunciazione del Signore, ovvero l'annuncio del concepimento (verginale) e della nascita di Gesù che viene fatto a sua madre Maria dall'arcangelo Gabriele.
Sempre nel Cristianesimo, l'equinozio di primavera è anche il punto di partenza per calcolare la data della Pasqua. Quest'ultima viene fissata, di anno in anno, nella domenica successiva al primo plenilunio (luna piena) successivo all'equinozio di primavera.
Buona primavera allora !!!
Roberto

15 marzo 2011

E con gli shopper come la mettiamo ?


Alla fine qualcosa doveva accadere, dovevano sparire ma non sono proprio sparite.
Gli shopper compaiono infatti nell'ordine del giorno del Consiglio dei ministri dell'Ambiente europei, ed e' lecito aspettarsi che l'esperienza italiana, con il bando partito lo scorso gennaio e il conseguente esposto alla Commissione Ue dei produttori, sara' fra quelle piu' discusse.
L'iniziativa di inserire questo punto nell'agenda della riunione alla voce 'varie ed eventuali', che non comporta quindi la possibilita' di prendere decisioni, e' stata avanzata dai rappresentanti austriaci: ''Invitiamo la Commissione Europea ad analizzare le leggi esistenti negli stati membri - si legge nel documento con la richiesta - e a valutare eventuali misure per introdurre possibili alternative ai sacchetti di plastica''.
Il bando italiano dal 1/o gennaio scorso per le buste di plastica tradizionale a favore di materiale biodegradabile, ha suscitato la reazione dei produttori, che si e' formalizzata in un ricorso da parte della EuPC (European Plastics Converters), la federazione europea delle aziende trasformatrici di materie plastiche, appoggiata e spronata dalla italiana Unionplast, secondo cui sarebbe violata la direttiva europea sugli imballaggi. Il governo ha comunque gia' pronte le contromisure: ''La legge attuale - ha precisato nei giorni scorsi il ministro dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo - e' stata contestata in sede comunitaria in quanto non e' stata notificata agli altri paesi membri. Presenteremo all'Unione Europea una nuova legge che non prevedera' tuttavia alcuna sospensiva della norma in atto''.
Ad aiutare la posizione italiana e' stato presentato pochi giorni fa un dossier elaborato da Legambiente, che ha evidenziato come nel Mediterraneo galleggi una vera e propria 'isola di plastica' da 500 tonnellate, di cui i sacchetti sono una parte preponderante. Secondo altri studi in Europa ogni anno ne vengono utilizzati circa 100 miliardi e prima del bando il 25% veniva dagli italiani.
Il pericolo per l'ambiente e' ben conosciuto: un sacchetto resta infatti nell'ambiente anche per secoli, da un minimo di 15 anni a un massimo di 1000 anni secondo l'Agenzia Europea per l' Ambiente, e a farne le spese sono soprattutto gli animali. Di 115 specie di mammiferi marini 49 sono a rischio intrappolamento o ingestione di rifiuti marini, e sacchetti ingeriti sono stati trovati in elefanti marini, delfini, capodogli, lamantini.
Nelle tartarughe il sacchetto di plastica, scambiato per una medusa, provoca il blocco del tratto digestivo e il conseguente soffocamento. Di 312 specie di uccelli marini, 111 sono note per aver ingerito rifiuti plastici. Tra i 700.000 e un milione di uccelli marini rimangono ogni anno uccisi per soffocamento o intrappolamento.
Alla fine ce la faremo a cambiare qualcosa ?
Buona Giornata
Roberto

14 marzo 2011

La soluzione per il lavoro si chiama "Blue Economy".


Buone notizie per chi crca di collocarsi nel mondo del lavoro.
''In 10 anni, 100 innovazioni e 100 milioni di posti di lavoro, imparando dalla natura'' come fare a ''uscire dalla crisi economica''. Questa la sfida lanciata dall'economista Gunter Pauli nel libro ''Blue economy'' che in questo modo offre un assaggio della presentazione, oggi a Roma, in occasione della ''Aurelio Peccei Lecture 2011'' organizzata dal Wwf Italia e dalla Fondazione Aurelio Peccei (Club di Roma), in collaborazione con UniCredit, nell'ambito delle iniziative per l'Earth Hour - l'Ora della Terra (l'evento mondiale per il clima).
L'economista ha messo a punto ''un vero e proprio catalogo di 100 innovazioni, non solo realizzabili ma gia' realizzate, che ispirandosi ai meccanismi'' naturali possono ''aprire la strada ad un sistema economico'' nuovo e piu' sostenibile. Con il risultato di ottenere ''100 milioni di posti di lavoro in 10 anni'' e offrire ''una via d'uscita dalla crisi economica''.
Secondo Pauli imitare la natura fa bene perche' e' ''un sistema produttivo perfetto ed efficiente''. E, per esempio, si potrebbe ''imitare il cuore della balena che pompa sangue per 80 anni con appena 6 volt'', oppure ''il manto bicolore della zebra in grado di regolare la temperatura'', o ''i sistemi di raccolta dell'acqua dei coleotteri nel deserto del Namib''. La natura - conclude l'autore del libro curato in Italia dal Wwf e pubblicato da edizioni Ambiente - e' il punto di partenza per nuove opportunita' imprenditoriali.
La Blue Economy e' una ''rivoluzione culturale'' per ''cambiare il mondo e - conclude il direttore scientifico del Wwf Italia Gianfranco Bologna - che da' un senso nuovo alla inestimabile ricchezza della natura'' intesa anche come ''maestra di soluzioni tecnologiche e imprenditoriali nuove''.
Come dire prendo coscenza e ci lavoro anche sù !
Buona Giornata
Roberto
(fonte Ansa)

11 marzo 2011

ma che brutta aria che tira...


Proprio non ci riusciamo, siamo ancora in un mare di guai con l'aria che respiriamo in città e il campanello d'allarme lo souona come sempre "legambiente".
A soli due mesi dall'inizio del 2011 sono già 22 i capoluoghi che hanno superato i 35 giorni di sforamento del Pm10 consentito. A guidare la classifica delle città più inquinate dalle polveri sottili Milano con 56 giorni 'fuorilegge', seguita da Torino (54) e Brescia che, pur avendo perso il primato rispetto al 2010, registra ben 51 giorni off-limits. Sono i dati sull'inquinamento atmosferico presentati da Legambiente oggi a Roma in occasione dell'avvio - alla presenza del ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo e dell'amministratore delegato di Ferrovie delle Stato Mauro Moretti - della campagna di rilevamento degli inquinanti atmosferici e acustici 'Treno Verde'.
Nelle prime posizioni molte città dell'area padana: ben otto nei primi dieci posti e 18 tra le 22 che hanno sforato il limite di legge. Al centro-sud Frosinone ha già superato di 48 giorni il limite di legge, seguita da Napoli e Pescara che hanno raggiunto i 36. Anche altri grandi città come Roma e Firenze, con 29 e 28 giorni di sforamento, stanno per raggiungere il limite consentito. Per non far abbassare la guardia su questo fronte torna sui binari il Treno Verde di Legambiente e Ferrovie dello Stato.
Il Treno Verde - realizzato quest'anno con la partecipazione del ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, la collaborazione di Anci nell'ambito della campagna 'Patto dei Sindaci' - porta a bordo dei vagoni tante informazioni sulla mobilità sostenibile, l'energia rinnovabile, il risparmio energetico, le scelte d'acquisto responsabili e la corretta gestione dei rifiuti.

Partendo oggi da Roma, il Treno Verde di Legambiente si dirigerà a Siracusa, Reggio Calabria e Bari, risalendo poi la penisola attraverso Salerno, Pisa, Genova, Brescia, Vicenza e Rimini. Per ogni tappa, lo speciale convoglio analizzerà la qualità dell'aria e i livelli di rumore attraverso le rilevazioni condotte dal Laboratorio mobile dell'Istituto sperimentale di Rfi (Rete Ferroviaria Italiana), società del Gruppo Ferrovie dello Stato, mentre per il terzo anno consecutivo l'equipaggio del Treno Verde, con l'ausilio di attrezzature scientifiche fornite da Con.tec, effettuerà monitoraggi ulteriori sulla concentrazione delle polveri sottili anche in altre zone. Oltre al Pm10, per ogni città visitata, saranno effettuate rilevazioni sulle concentrazioni in atmosfera di benzene, biossido di azoto, monossido di carbonio, biossido di zolfo e ozono.
Al centro della 22/ma edizione del Treno Verde, la città, con particolare riferimento al 'Patto dei Sindaci' (Covenant of Mayors), l'accordo europeo secondo il quale i Comuni si impegnano su base volontaria a realizzare, entro il 2020, piani di azione per rientrare negli obiettivi del 20-20-20 (ridurre del 20% le emissioni di Co2, aumentare al 20% il contributo delle rinnovabili e ridurre del 20% i consumi). Le amministrazioni cittadine, durante le tappe del Treno Verde, saranno dunque chiamate ad accogliere la sfida di lavorare alla sostenibilità ambientale.
''Il Patto dei Sindaci è uno strumento concreto per vincere la battaglia contro i cambiamenti climatici partendo proprio dalla riqualificazione delle nostre città in chiave energetica'', ha detto Rossella Muroni, direttore nazionale di Legambiente.
Certo che dobbiamo cominciare a fare meglio...
Buona Giornata
Roberto

09 marzo 2011

Compagnie aeree e inquinamento...


Escono ufficialmente le pagelle delle compagnie aeree e di come se la cavino con il rispetto dell'ambiente.
Un indice per misurare il grado di inquinamento delle compagnie aeree: lo ha messo a punto una Ong tedesca - la Atmosfair - per sensibilizzare l'opinione pubblica sull'impatto di questo mezzo di trasporto sull'ambiente.
L'indice, denominato 'Atmosfair Airline Index', verra' presentato mercoledi' al salone internazionale del turismo (Itb) di Berlino, ma la Ong ha gia' pubblicato su Internet la prima classifica dei vettori mondiali per 'efficienza ambientale'.
La classifica assegna a ciascuna compagnia un determinato numero di cosiddetti 'punti di efficienza', che vengono calcolati in base a fattori come l'efficienza degli aerei utilizzati in termini di consumi e la densita' di posti offerta sui singoli velivoli.
Dalla graduatoria generale emerge che la societa' piu' 'verde' e' la compagnia charter inglese Monarch Airlines (con 77,4 punti), mentre la peggiore e' la linea aerea regionale South African Airlink (13,8 punti). La classifica, che include 116 societa', vede l'Alitalia all'85esimo posto (45,8 punti) e la Alitalia Express (che opera solo con due aerei) al 111esimo posto (30,6 punti).
Tra le altre grandi compagnie europee, Iberia e' al 25esimo posto (63,2), Air France e' al 37esimo (60,5), Lufthansa e' al 52esimo (56,6) e la British Airways e' al 61esimo posto (52,6).
Tre le compagnie americane, sempre nella classifica generale, la Us Airways e' al 29esimo posto (62,5), Delta Air Lines e' al 33esimo posto (61,7), Continental Airlines e' al 38esimo posto (60,3) e United Airlines e' al 48esimo posto (58,1).
Il test e' basato su tre tipi di collegamenti, quelli a breve distanza (fino a 800 km), quelli a media distanza (da 800 km a 3.800 km) e quelli a lunga distanza (oltre 3.800 km). Nessuna delle compagnie aeree esaminate e' riuscita a conquistare la prima ('A') o la seconda ('B') 'classe di efficienza': nella graduatoria generale, solo 11 vettori si sono piazzati nella terza classe ('C'), mentre un numero di societa' quasi equivalente occupa la fascia 'D' (49) e la fascia 'E' (42). Le ultime due classi di efficienza sono la 'F' (11 vettori) e la 'G' (3).
L'indice, spiega il sito, puo' essere utilizzato per scegliere con quale compagnia aerea viaggiare in modo da ridurre l'impatto ambientale del viaggio. In generale, commenta la Ong, la societa' con il maggior numero di punti e' anche la piu' efficiente sotto il profilo ambientale, indipendentemente dalla lunghezza del viaggio. Va anche detto, pero', sottolinea atmosfair, che un collegamento diretto ha un impatto minore sull'ambiente rispetto a uno che prevede uno scalo, anche se la compagnia ha un'efficienza minore.
Altro spunto di riflessione interessante no ?
Buona Giornata Roberto
(Fonte: ANSA).

08 marzo 2011

8 Marzo un pò di storia


Tra spogliarelli e cene con gli amici, tra esagerazioni e follie a tutti i costi, tiriamo i "remi in barca" e riflettiamo su questa giornata.
La giornata internazionale della donna, comunemente definita festa della donna, ricorre l'8 marzo di ogni anno per ricordare sia le conquiste sociali, politiche ed economiche delle donne, sia le discriminazioni e le violenze cui esse sono ancora fatte oggetto in molte parti del mondo.
Nel VII Congresso della II Internazionale socialista, tenuto a Stoccarda dal 18 al 24 agosto 1907, nel quale erano presenti 884 delegati di 25 nazioni - tra i quali i maggiori dirigenti socialisti del tempo, come i tedeschi Rosa Luxemburg, Clara Zetkin, August Bebel, i russi Lenin e Martov, il francese Jean Jaurès - vennero discusse tesi sull’atteggiamento da tenere in caso di una guerra europea, sul colonialismo e anche sulla questione femminile e sulla rivendicazione del voto alla donne.
Su quest'ultimo argomento il Congresso votò una risoluzione nella quale si impegnavano i partiti socialisti a «lottare energicamente per l’introduzione del suffragio universale delle donne», senza «allearsi con le femministe borghesi che reclamano il diritto di suffragio, ma con i partiti socialisti che lottano per il suffragio delle donne». Due giorni dopo, dal 26 al 27 agosto, fu tenuta una Conferenza internazionale delle donne socialiste, alla presenza di 58 delegate di 13 paesi, nella quale si decise la creazione di un Ufficio di informazione delle donne socialiste: Clara Zetkin fu eletta segretaria e la rivista da lei redatta, Die Gleichheit (L’uguaglianza), divenne l’organo dell’Internazionale delle donne socialiste.
Non tutti condivisero la decisione di escludere ogni alleanza con le «femministe borghesi»: negli Stati Uniti, la socialista Corinne Brown scrisse, nel febbraio del 1908 sulla rivista The Socialist Woman, che il Congresso non avrebbe avuto «alcun diritto di dettare alle donne socialiste come e con chi lavorare per la propria liberazione». Fu la stessa Corinne Brown a presiedere, il 3 maggio 1908, causa l’assenza dell’oratore ufficiale designato, la conferenza tenuta ogni domenica dal Partito socialista di Chicago nel Garrick Theater: quella conferenza, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna. Si discusse infatti dello sfruttamento operato dai datori di lavoro ai danni delle operaie in termini di basso salario e di orario di lavoro, delle discriminazioni sessuali e del diritto di voto alle donne.
Quell’iniziativa non ebbe un seguito immediato, ma alla fine dell'anno il Partito socialista americano raccomandò a tutte le sezioni locali «di riservare l’ultima domenica di febbraio 1909 per l’organizzazione di una manifestazione in favore del diritto di voto femminile». Fu così che negli Stati Uniti la prima e ufficiale giornata della donna fu celebrata il 28 febbraio 1909.
Il lunghissimo sciopero, che vide protagoniste più di 20.000 camiciaie newyorkesi, durato dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, fu considerato, nel Woman's Day tenuto a New York il successivo 27 febbraio, come una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile. Le delegate socialiste americane, forti dell'ormai consolidata affermazione della manifestazione della giornata della donna, decisero pertanto di proporre alla seconda Conferenza internazionale delle donne socialiste, tenutasi nella Folkets Hus (Casa del popolo) di Copenaghen dal 26 al 27 agosto 1910 - due giorni prima dell'apertura dell'VIII Congresso dell'Internazionale socialista - di istituire una comune giornata dedicata alla rivendicazione dei diritti delle donne.
Negli ordini del giorno dei lavori e nelle risoluzioni approvate in quella Conferenza non risulta che le 100 donne presenti in rappresentanza di 17 paesi abbiano istituito una giornata dedicata ai diritti delle donne: risulta però nel Die Gleichheit, redatto da Clara Zetkin, che una mozione per l'istituzione della Giornata internazionale della donna fosse «stata assunta come risoluzione».
Mentre negli Stati Uniti continuò a tenersi l'ultima domenica di febbraio, in alcuni paesi europei - Germania, Austria, Svizzera e Danimarca - la giornata della donna si tenne per la prima volta il 19 marzo 1911[1] su scelta del Segretariato internazionale delle donne socialiste. Secondo la testimonianza di Aleksandra Kollontaj, quella data fu scelta perché, in Germania, «il 19 marzo 1848 durante la rivoluzione il re di Prussia dovette per la prima volta riconoscere la potenza di un popolo armato e cedere davanti alla minaccia di una rivolta proletaria. Tra le molte promesse che fece allora e che in seguito dimenticò, figurava il riconoscimento del diritto di voto alle donne». In Francia la manifestazione si tenne il 18 marzo 1911, data in cui cadeva il quarantennale della Comune di Parigi.
Non fu però ripetuta tutti gli anni, né celebrata in tutti i paesi: in Russia si tenne per la prima volta a San Pietroburgo solo nel 1913, il 3 marzo, su iniziativa del Partito bolscevico, con una manifestazione nella Borsa Kalašaikovskij, e fu interrotta dalla polizia zarista che operò numerosi arresti. In Germania, dopo la celebrazione del 1911, fu ripetuta per la prima volta l'8 marzo 1914, giorno d'inizio di una «settimana rossa» di agitazioni proclamata dai socialisti tedeschi, mentre in Francia si tenne con una manifestazione organizzata dal Partito socialista a Parigi il 9 marzo 1914.
Le celebrazioni furono interrotte dalla Prima guerra mondiale in tutti i paesi belligeranti, finché a San Pietroburgo, l'8 marzo 1917 - il 23 febbraio secondo il calendario giuliano allora in vigore in Russia - le donne della capitale guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra: la fiacca reazione dei cosacchi inviati a reprimere la protesta incoraggiò successive manifestazioni di protesta che portarono al crollo dello zarismo, ormai completamente screditato e privo anche dell'appoggio delle forze armate, così che l'8 marzo 1917 è rimasto nella storia a indicare l'inizio della «Rivoluzione russa di febbraio». Per questo motivo, e in modo da fissare un giorno comune a tutti i Paesi, il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca una settimana prima dell’apertura del III congresso dell’Internazionale comunista, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».
In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo, in quanto prima domenica successiva all'ormai fatidico 8 marzo. In quei giorni fu fondato il periodico quindicinale Compagna, che il 1º marzo 1925 riportò un articolo di Lenin, scomparso l'anno precedente, che ricordava l'8 marzo come Giornata internazionale della donna, la quale aveva avuto una parte attiva nelle lotte sociali e nel rovesciamento dello zarismo.
La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare altre versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una fabbrica di camicie a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori, in gran parte giovani donne immigrate dall'Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857,[3] mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.
Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni '70 e gli '80 abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.
Nel settembre del 1944 si creò a Roma l’UDI, Unione Donne in Italia, per iniziativa di donne appartenenti al PCI, al PSI, al Partito d'Azione, alla Sinistra Cristiana e alla Democrazia del Lavoro e fu l’UDI a prendere l’iniziativa di celebrare, l’8 marzo 1945, le prime giornate della donna nelle zone dell’Italia libera, mentre a Londra veniva approvata e inviata all'ONU una Carta della donna contenente richieste di parità di diritti e di lavoro. Con la fine della guerra, l'8 marzo 1946 fu celebrato in tutta l'Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio nei primi giorni di marzo, secondo un'idea di Teresa Noce [8], Rita Montagnana e di Teresa Mattei.
Negli anni del 1950, anni di guerra fredda e del ministero Scelba, distribuire in quel giorno la mimosa o diffondere Noi donne, il mensile dell'Unione Donne Italiane (UDI), divenne un gesto «atto a turbare l’ordine pubblico», mentre tenere un banchetto per strada diveniva «occupazione abusiva di suolo pubblico».[10] Nel 1959 le parlamentari Pina Palumbo, Luisa Balboni e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, ma l'iniziativa cadde nel vuoto.
Il clima politico migliorò nel decennio successivo, ma la ricorrenza continuò a non ottenere udienza nell'opinione pubblica finché, con gli anni settanta, in Italia apparve un fenomeno nuovo: il movimento femminista.
Buon Otto Marzo !
Roberto

Cleam up day in Australia


E' uno dei momenti in cui ci si riesce a sentire utili anche se per una sosa talmetne piccola da sembrare invisibile.
Ma sono stati oltre mezzo milione di australiani hanno raccolto ieri oltre 16 mila tonnellate di rifiuti, in 7400 localita' del Paese, nella 21/a edizione del Clean Up Day. E il fondatore dell'evento diffuso ora in tutto il mondo, Ian Kiernan, ha rinnovato la richiesta di imporre un deposito rimborsabile sui contenitori di bevande, che anche quest'anno rappresentano i rifiuti piu' comuni dispersi nell'ambiente, dopo le cicche di sigarette.
Quest'anno i volontari hanno dedicato un particolare impegno alle comunita' del Queensland colpite da devastanti inondazioni e dal ciclone Yasi. Inquadrati in quello che e' stato presto soprannominato l'esercito del fango, in piu' di 23 mila hanno aiutato a ripulire parchi, percorsi per biciclette, le sponde dei ruscelli e le spiagge, in 216 aree colpite dell'alluvione e in 287 altre localita'.
Kiernan ha chiesto anche l'introduzione di norme che costringano i fabbricanti a ritirare e far riciclare i prodotti elettronici obsoleti, che finiscono nelle discariche ad un tasso triplo rispetto all'immondizia di altro tipo.
A Newcastle, a nord di Sydney, fra i volontari vi erano sommozzatori che si sono immersi nel fondo del porto per recuperare bottiglie rotte, sedie, canne e lenze da pesca e una bicicletta.
Buona Giornata
Roberto