Speaker Radiofonico di Pesaro, da qualche anno "Brianzolo di adozione" lo potete ascoltare su: Radio Sabbia (Riccione), Multiradio Tolentino (Mc) e sulla web Radio Stereopesaro.it.Mi potete contattare alla Mail:roberto@bagazzoli.it
30 ottobre 2012
La citta Intelligente
Sapere quand'è il momento di gettare i rifiuti; non perdere due ore a cercare parcheggio, sprecando tempo ( e carburante); segnalare un incidente avvenuto davanti ai tuoi occhi. Subito, velocemente, immediatamente. La città del futuro, organizzata, efficiente, ottimizzata è già presente. E si materializza per tre giorni, tra incontri, dibattiti, mostre, da lunedì 29 a mercoledì 31, alla fiera di Bologna: è la «Smart City Exhibition», perché la città del futuro è una città intelligente, appunto smart.
L'ESPERIENZA DI SANTANDER - Si parlerà delle varie esperienze italiane ( Milano ha ad esempio un assessorato dedicato anche alla "smart city") e si parlerà di quella che forse è l'avanguardia assoluta in materia, almeno in ambito europeo, Santander. La cittadina spagnola sulle coste della Cantabria, nel nord della Peninsula, da due anni ha avviato l'integrale informatizzazione di tutta l'area urbana: dodicimila sensori registrano tutto quanto avviene e lo rimandano a un'unica piattaforma. «Una città intelligente sa coordinare tutti i servizi: generando una struttura tecnologica unica, un cervello centrale che rimanda a tutte le attività periferiche» spiega Iñigo de la Serna , giovane sindaco di Santander, 41 anni, ingegnere civile.
REALTA' AUMENTATA E POLSO DELLA CITTA'- De la Serna ha avviato due progetti in direzione della smart city: «Uno si chiama realidad augmentada. Basta puntare il proprio smartphone verso qualsiasi punto di Santander: se è un negozio, per esempio, ti dirà le sue caratteristiche, gli orari, le fermate di autobus vicine, e quando questi autobus passeranno, ecc. ecc.» racconta il primo cittadino. La "Realtà aumentata" è già fattuale: in divenire è invece Pulso de la ciudad, il polso della città, per ora sperimentato su 25 persone. «Un utente vede un incidente- spiega ancora il sindaco- lo segnala via smartphone al consigliere comunale che lo dice a un tecnico. Ma anche a un giornale locale ( El Diario Montañés) che a sua volta gli invia informazioni sulla natura del sinistro, sulle eventuali deviazioni del traffico e così via. La cittadinanza si avvicina così alla politica. E per tutti migliora la qualità della vita».
ANTIDOTO ALLA CRISI -La «città intelligente» è anche un antidoto alla crisi che in Spagna ha colpito duro, vedi il crollo del settore edilizio che aveva trainato per anni l'economia iberica. De La Serna ci punta molto: «Abbiamo firmato quattro accordi con imprese di IT che vogliono venire ad investire a Santander. La nostra è una città di quasi duecentomila abitanti, non molto grande quindi, ed ogni progetto che lanciamo è in scala totale. Ovvero lo puoi misurare su tutta l'area urbana: è chiaro che questo fa gola alle aziende. Che arrivano e creano impiego». E conclude il sindaco: «Perché l'intelligenza di una città non si misura da quanto wi-fi o quante incredibili app ci sono, ma dalla coordinazione integrale delle attività, dal cervello che le dirige». Dall'intelligenza, appunto.
Fondale dellArtico invaso dalla plastica.
ROMA - La plastica ''invade'' il fondale del Mare Artico. Da una nuova analisi condotta dai ricercatori dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research tedesco (AWI)e' stato messo in evidenza come l'inquinamento sia arrivato ad intaccare la regione piu' settentrionale del pianeta e la sua biodiversita'.
Gli scienziati, attraverso una speciale apparecchiatura fotografica chiamata Ocean Floor Observation System (OFOS), hanno osservato le condizioni del fondo marino ad Hausgarten, un ''osservatorio'' del mare Artico che si trova nello stretto di Fram, tra la Groenlandia e l'arcipelago norvegese delle Svalbard.
Con oltre 2.000 immagini, i risultati dell'analisi fotografica hanno dimostrato che i rifiuti sul fondo di questa area marina - per lo piu' sacchetti di plastica - sono raddoppiati nel corso di un decennio (dal 2002 al 2011), con un picco particolare tra il 2007 e il 2011. Secondo i ricercatori un tale aumento, pari al 2%, e' una cifra ritenuta ''molto elevata'' per la regione piu' isolata della Terra aggiungendo inoltre che nella zona e' stata registrata una quantita' di immondizia superiore di quella osservata non lontano dalla industrializzata Lisbona.
Inoltre, come riporta Live Science, a preoccupare e' anche la sorte della biodiversita': quasi il 70% dei rifiuti fotografati dall'OFOS erano in stretto contatto con gli organismi delle acque profonde, potendo quindi compromettere la loro capacita' di respirare e assorbire il cibo. (ANSA)
Esordio Strepitoso in Inghilterra per James Bond !
(ANSA) - LONDRA, 29 OTT - E' record al box office nel Regno Unito per il primo weekend nelle sale di Skyfall, l'ultimo e attesissimo film di James Bond, nel cinquantesimo anniversario dall'uscita dellla prima pellicola di 007. Tra venerdi' e domenica Skyfall ha incassato 21,1 milioni di sterline (circa 26,2 milioni di euro): il piu' alto incasso per un film di James Bond nel primo fine settimana di programmazione nel Regno Unito.
26 ottobre 2012
Esselunga: I Caprotti ? Figli ingrati.
Una guerra in famiglia. Prosegue il lungo contenzioso all'interno della famiglia Caprotti che controlla i supermercati Esselunga. Giuseppe e Violetta Caprotti annunciano in una nota di aver impugnato il lodo arbitrale che aveva confermato, nel luglio di quest'anno la legittimità del blitz con cui il padre si era appropriato delle azioni dei figli. L'impugnazione è stata chiesta «per i gravi vizi processuali» nonché per la (presunta) contrarietà del lodo alle regole di ordine pubblico sulla circolazione delle partecipazioni attribuite a società fiduciarie. L'atto di impugnazione, spiega la nota, è già stato depositato presso la Corte d'Appello di Milano. E la prossima udienza si svolgerà venerdì 26 ottobre.
IL CONTENZIOSO- La controversia tra il padre Bernardo Caprotti e i figli Giuseppe e Violetta nasce dall'assetto che il padre diede al gruppo Esselunga a partire dal 1996. Da quel momento e sino al 2011 la proprietà della holding che controlla Esselunga, formalmente intestata a una società fiduciaria, era in larga misura attribuita al padre in usufrutto e ai figli in nuda e in piena proprietà. Tale assetto, stabilito sulla base di precisi patti stipulati tra padre e figli, avrebbe dovuto, da un lato, garantire l'unità della direzione imprenditoriale del gruppo nelle mani del capostipite; dall'altro, determinare una successione serena al momento della morte del fondatore. E ha mantenuto la sua stabilità per i successivi quindici anni: nel febbraio 2011 il padre, valendosi di una procura generale fattasi rilasciare dai figli nel 1996 (15 anni prima), assumendo di essere sempre stato il solo e unico proprietario effettivo delle azioni, ha intestato a sé le azioni dei figli, spossessandoli completamente non solo delle quote in nuda proprietà ma anche di quelle già ad essi appartenenti a pieno titolo. L'intestazione, affermano gli «eredi», è avvenuta a totale insaputa dei figli che lo hanno appreso «casualmente» molti mesi dopo. Il giudice, nel mese di febbraio, respinse il sequestro accogliendo la tesi del padre.
Il miele eccellenza italiana rischia di scomparire
Ci mancava il miele cinese. Industriale, di scarsa qualità, di basso costo. Niente a che vedere con il nostro, ottimo, miele. In verità, meglio sarebbe parlare di mieli, al plurale. L’Italia è l’unico Paese al mondo a vantarne oltre 50, che attingono alle numerose fioriture mediterranee. Ma la produzione (in media, più di 20 mila tonnellate l’anno) è discontinua, soprattutto a causa delle variazioni meteorologiche; e il rischio è che, pur in un periodo favorevole ai consumi (raddoppiati negli ultimi dieci anni, con 400 grammi pro capite), le insidiose importazioni attacchino il mercato. Per inciso, l’Italia importa annualmente circa 107.000 quintali di miele e il maggior fornitore è l’Argentina.
INVASIONE - La paventata invasione degli stranieri, quest’anno, preoccupa ancora di più. Infatti, dopo la felice ripresa (il nostro Paese, tuttavia, nei consumi resta sotto del 35 per cento rispetto alla media europea), il settore sta attraversando un momento difficile: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, il raccolto risulta drasticamente ridotto. Un crollo del 65 per cento, nel 2012, hanno denunciato apicoltori, esperti e istituzioni, durante gli stati generali del settore, convocati recentemente a Montalcino. La primavera piovosa e l’estate torrida hanno influito negativamente su fiori e piante, impedendo di produrre il nettare necessario alle api. Senza contare le malattie devastanti per due delle principali varietà floreali da miele, cioè il castagno e l’eucalipto, attaccati dai parassiti, che li stanno lentamente distruggendo. Ciononostante, poiché la crisi morde, gli apicoltori nazionali (50 mila con 1.100.000 alveari e 55 miliardi di api) sono intenzionati a tener fermi i prezzi, mentre invitano a consumare miele made in Italy.
VARIETÀ - «Rinunciate alla varietà preferita e scegliete il classico millefiori italiano piuttosto che un qualunque prodotto di indubbia provenienza estera», avverte Hubert Ciacci, presidente della Settimana del miele di Montalcino. Come riconoscerlo? È buona regola controllare l’etichetta apposta sul vasetto del miele, in cui, per legge, è obbligatorio indicarne la provenienza: nome e indirizzo del produttore, il lotto di appartenenza. Talvolta è segnalata l’origine botanica (castagno, acacia, timo, lavanda, biancospino eccetera) del prodotto locale. Un dettaglio: al pari di altre colture legate alla terra, si sta consolidando anche l’apicoltura biologica. Ma quanto può costare il miele al consumatore? Un vasetto di 500 grammi oscilla da un prezzo minimo di 4,50 euro per il più diffuso «millefiori» a un massimo di 13-14 per un miele raro, quale il corbezzolo o il lampone selvatico.
ALVEARI DA GIARDINO - E miele sia. Molto utilizzato nell’industria dolciaria e cosmetica, questo alimento naturale si è imposto con fatica sulle nostre mense. Esaltato per le performance terapeutiche, vere o presunte (disintossicante, calmante, diuretico, antisettico, balsamico, a seconda della tipologia), solo di recente ha fatto breccia come abitudine alimentare. Di più: il suo irresistibile appeal si traduce in nuove mode non solo di consumo, ma anche di produzione. All’Inghilterra, per dirne una, si deve il lancio dell’alveare da giardino/balcone: un contenitore ad hoc, colorato, lungo un metro e alto 50 cm. A detta dei produttori fai-da-te, basta un’ora di manutenzione a settimana per ricavare in un anno 50 barattoli di prodotto. Comunque sia, numerosi apicoltori italiani illuminati, riuniti in associazioni, contribuiscono efficacemente alla conoscenza del miele e quindi all’incremento dell’acquisto ragionato. Con una cinquantina di Comuni associati, che organizzano eventi, fattorie didattiche, aziende aperte, promuovono mieloteche, percorsi informativi sul miele e su altri prodotti dell’apicoltura (il settore ha un giro d’affari di 60 milioni di euro), «Le città del miele» è il network più attivo.
RICADUTE POSITIVE - Le ricadute positive mirano per ampio raggio. In varie regioni italiane, ad esempio, si va affermando il «turismo del miele» (con percorsi guidati), così come è avvenuto per il «turismo del vino». Fatto sta che il cibo degli dei, sinonimo di dolcezza, apprezzato fin dall’antichità, ispiratore di miti e leggende fra molti popoli, intriga già dalla sua origine. A partire dalla vita, ammantata di mistero, della regina e delle operaie, vale a dire le api, minuscoli zuccherifici viventi. E dal nettare (o dai nettari), la cui composizione è vitale per il ciclo produttivo. Poi, quando il miele diventa tale, trasferendosi dall’alveare alla tavola, richiede pochissimi passaggi: l’estrazione per centrifugazione e la purificazione, ottenuta tramite filtrazione e decantazione.
MIELE - Nell’immaginario, il miele è un liquido denso, brillante, di colore ambrato. Ciò ha condizionato a lungo il mercato, fino al rifiuto di prodotti fuori dallo stereotipo. Oggi è noto a tutti che i mieli, liquidi al momento dell’estrazione, quindi si cristallizzano, in un tempo che varia da pochi giorni ad alcuni mesi. Si tratta di evoluzione naturale secondo la quale gli zuccheri in eccesso (soprattutto il glucosio) precipitano in forma di cristalli. Sull’alto valore nutritivo del miele non si discute. Nei secoli passati il miele era l’unico dolcificante largamente utilizzato. Successivamente, è stato spodestato dallo zucchero bianco, pratico ed economico. Resta il fatto che il miele è un alimento naturale, ricco di enzimi e sali minerali, vitamine, zuccheri semplici di immediata assimilazione per il nostro organismo. Alimento e medicina? In effetti, tra leggenda e realtà, affiorano le (blande) proprietà terapeutiche del miele. Ne è convinto l’appassionato Tonino Strumia di Sommariva Bosco (Cn), che sugli scaffali della sua bottega, Il trovarobe di cose buone (diventato, nel tempo, trova-mieli), espone una vasta gamma di autentiche rarità. Vogliamo citare il miele di santoreggia, considerato afrodisiaco? Con un pizzico di malizia, Tonino rivela: «I nostri prodotti sono sempre più ricercati dalle spose. Sta diventando di moda la bomboniera con micro-vasetto di miele di lavanda, corbezzolo, santoreggia (erba del satiro). Quest’ultima, in particolare, accende fantasia e sano erotismo».
MIELE E ARTE - Vincenzo Buccheri, sindaco di Sortino (Siracusa), è il presidente in carica delle Città del miele. Nel suo territorio si produce il pregiato nettare di timo. Un’esclusività del luogo. Racconta: «Sortino sta sui monti Iblei, a 500 metri, tra agrumeti ed erbe aromatiche. Timo soprattutto. Si contano almeno 50 apicoltori, la metà sono nostri associati. Da 32 anni, il primo weekend di ottobre, si svolge la sagra del miele. Prendo spunto da Sortino per allargare il discorso a tutta l’Italia», continua, «il mio obiettivo è insistere sulla conoscenza del prodotto ed esaltarlo, incrementando i concorsi dedicati al miele di qualità. Ma la cosa più importante è l’abbinamento miele/territorio, che può sviluppare una straordinaria forma di turismo culturale». A Tornareccio (Chieti) sono andati oltre, unendo miele e arte. Oggi l’antico borgo è un museo a cielo aperto, con i mosaici che abbelliscono le facciate della abitazioni. Frutto dell’annuale concorso artistico. Il tema è libero. Ma, in omaggio a questa città del miele, numerosi soggetti ne prendono ispirazione. Con risultati stupefacenti.
La classifica delle richieste più bizzarre per i telefonini danneggiati.
C’è chi giura che gli sia stato rubato da un gabbiano durante una passeggiata sulla spiaggia o da una scimmia nel bel mezzo di un safari e chi di averlo cotto in un dolce (non ha retto il forno a 200 gradi) o di averlo fatto cadere nella tazza del water (tirando pure lo sciacquone alla fine). L’oggetto smarrito in questione è il cellulare e quella che segue è la top ten delle scuse più assurde usate per chiedere il risarcimento del telefonino perduto o danneggiato, stilata dalla compagnia di assicurazione inglese Mobileinsurance.co.uk. E fra giustificazioni talmente improbabili da dover essere vere per forza (va bene avere fantasia, ma inventarsi di aver perso il cellulare mentre si stava ricreando la scena del Titanic è troppo anche per un bugiardo professionista) e altre perlomeno ridicole (come l’allevatore del Devon che sostiene di aver perso l’iPhone nel didietro di una mucca mentre lo stava usando come torcia), è emerso che oltre 60 persone hanno chiesto il risarcimento del telefonino per averlo rotto mentre mandavano messaggi camminando per strada e andando a sbattere contro qualche ostacolo imprevisto.
«NE SENTIAMO DI TUTTI I COLORI» - Ovviamente, come ha precisato l’amministratore delegato John Lamerton al Telegraph, ognuna delle dieci richieste presenti in classifica è stata accuratamente esaminata per accertarne la veridicità nella sua assurdità e tre di queste non hanno passato l’esame. «Indubbiamente, ne sentiamo di tutti i colori dai nostri clienti – ha raccontato Lamerton – ma queste dieci richieste sono senz’altro le più strane che ci siano arrivate nell’ultimo anno. E visto quanto costano oggi i cellulari, forse è davvero il caso di assicurarli contro qualsiasi evenienza, anche se il mio consiglio resta quello di usarli come telefoni e basta».
LA CLASSIFICA - Di seguito la top ten delle richieste di risarcimento più assurde.
1) un allevatore del Devon ha perso l’iPhone, che stava usando come una torcia, nel posteriore di una mucca che stava assistendo durante il travaglio. Il dispositivo è riemerso dopo il parto, ma era irrimediabilmente danneggiato.
2) Una 40enne di Nottingham ha cotto il suo Nokia 6303 nel dolce che stava facendo per la figlia: il cellulare non ha retto al calore.
3) Una 30enne gallese ha visto "volar via" il suo Samsung Galaxy durante una passeggiata con il suo cocker spaniel sulla spiaggia di Barry Island: a rubarglielo è stato un dispettoso gabbiano.
4 ) Una 20enne di Bristol ha chiesto un nuovo Blackberry Bold 9900 dopo che il precedente aveva smesso di funzionare perché usato come sex-toy in modalità vibrazione (richiesta respinta).
5) Un operaio edile ha fatto cadere il suo iPhone 4S nel water dopo che il telefono gli era scivolato dalla tasca posteriore dei jeans. Peccato che l’uomo non se ne sia accorto e che, una volta fatto quello che doveva, abbia tirato lo sciacquone.
6) Un 30enne è stato derubato da una scimmia al Longleat Safari Park: l’animale è salito sul tetto dell’auto e gli ha strappato l’HTC One X dalle mani.
7) Una coppia ha perso il telefono durante una crociera in nave mentre cercava di farsi una foto in modalità Titanic.
8) Un pirotecnico di Plymouth, che si stava preparando per il National Fireworks Championships, ha "sparato in aria" per sbaglio anche il suo iPhone insieme ai fuochi d’artificio (richiesta respinta).
9) Una 20enne di Liverpool ha fracassato il suo HTC Desire X contro il muro: in realtà, voleva prendere il fidanzato, perché aveva scoperto che la stava tradendo, ma ha sbagliato mira.
10) Un fan del Blur ha fatto cadere il cellulare mentre era arrampicato su un albero di Hyde Park per riprendere il concerto della band e tutto per non pagare le 60 sterline del biglietto (richiesta respinta).
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24 ottobre 2012
La grande festa per i 50 anni del compagno di Elton John.
Ci saranno Lady Gaga e Cher (la prima canterà “Happy Birthday” al ricevimento di giovedì e la seconda si esibirà in un nightclub la sera successiva), Rod Stewart e Ringo Starr (con le rispettive consorti), Sharon Stone e i Beckham (che hanno sponsorizzato il loro wedding planner, Peregrine Armstrong-Jones, come organizzatore dell’evento), più una sfilza di altri ospiti vip, usciti dritti da “Who’s Who?” e quasi tutti alloggiati al Four Season di Beverly Hills (dove le stanze partono da 500 dollari a notte). Mancherà invece Madonna, depennata dalla lista perché ai ferri cortissimi con il compagno del festeggiato, che non ha voluto nemmeno la madre e i quattro fratellastri, con cui non parla da anni (mentre i genitori del festeggiato arriveranno regolarmente dal Canada).
COMPLEANNO DA FAVOLA- Niente da dire, quando Elton John si mette in testa di fare una festa, le possibilità che sia una cosina intima e tranquilla sono praticamente nulle: del resto, che altro attendersi da un uomo che per i suoi 50 anni organizzò un party a Londra in stile XVIII secolo, con tanto di parrucca oversize argento e vestito di broccato in tinta, se non un evento altrettanto grandioso (se non pure di più) per il mezzo secolo del suo adorato David, “sposato” con rito civile nel 2005? Il “Save The Date” è stato spedito con largo anticipo, così che gli ospiti potessero organizzarsi per tempo, perchè i festeggiamenti dureranno quattro giorni (ovvero, da domani a sabato notte) e saranno pure itineranti, spostandosi sull’asse Los Angeles-Las Vegas. A mettere il naso nella festa dell’anno (se non forse del decennio) è stato il Daily Mail, che nell’edizione odierna ha dedicato due pagine al mondanissimo evento, facendo anche i conti in tasca al povero Elton (povero si fa per dire, visto che una fortuna personale stimata in 180 milioni di sterline), che per regalare un compleanno da favola al suo amato maritino alla fine staccherà un assegno di oltre 2 milioni di sterline. Che sarebbero sicuramente diventate almeno il doppio se il cantante avesse dovuto pagare anche i suoi amici artisti, che invece si esibiranno gratis (nel cast anche gli Scissor Sisters), ad eccezione dei funamboli del Cirque du Soleil, la cui performance è in programma giovedì sera (che è poi il giorno del compleanno di Furnish) nella sala da ballo del Belasco Theatre di Los Angeles.
I REGALI -Come detto, i festeggiamenti prenderanno il via mercoledì sera nella nuova casa di Elton e David sulle colline di Hollywood (la coppia ha venduto il vecchio appartamento nell’esclusivo complesso delle Sierra Tower perché non adatto per il figlioletto Zachary, due anni a dicembre, nato da una madre surrogato, con un cocktail di benvenuto per gli ospiti sulle note dei Gypsy Queens (band che si esibisce nel ristorante preferito da David a Nizza, la Petite Maison) e, dopo il clou di giovedì (cena seduta per 200 ospiti con lo chef degli Oscar, Ludo Lefebvre, a cucinare per tutti), la sera dopo l’intera comitiva si trasferirà al Greystone Manor (locale notturno fra i più quotati di Los Angeles) per assistere alla performance di Cher, prima del gran finale di sabato al Caesars Palace di Las Vegas, con Elton John a dedicare il suo Million Dollar Piano Show proprio a David. A seguire, party privato in hotel, con i piatti preparati apposta per l’occasione dal celebrity-chef Gordon Ramsay. Quanto ai regali, dopo una simile “quattro giorni” trovarne di adatti sarebbe stato perlomeno arduo: ecco perché Furnish ha chiesto agli ospiti di trasformare i cadeaux in donazioni alla Elton John Aids Foundation, anche se Sir Elton ha comunque voluto fare l’originale fino in fondo, comprando – pare – uno straordinario capolavoro d’arte ad un’asta di Sothebys per il compagno.
Investimenti anticrisi ???
MILANO- «Quest’auto è un assegno circolare»: è una delle affermazioni più comuni tra i possessori-collezionisti di Ferrari. Ed è vero. Difficilmente il valore di una «rossa» decresce. Anzi, per alcuni modelli più passano gli anni, più si raggiungono cifre astronomiche. Alle aste più recenti per esempio erano presenti modelli come la Ferrari Testa Rossa del 1957 venduta a Pebble Beach nel 2011 per 16,390 milioni dollari e la 250 California Competizione del 1960, venduta quest’anno per 11,275 milioni di dollari.
MEGLIO DEI TITOLI-In base a quanto riportato nell’ultimo Classic Car Auction Yearbook, nella stagione 2011-2012 delle 100 aste concluse con i maggiori incassi, in 37 occasioni sono state vendute. Anche il Wall Street Journal in un servizio sui beni di investimento alternativi si è occupato di questo fenomeno in un articolo intitolato «Vedi una Ferrari nel tuo futuro?» e il giornale americano ha sottolineato il costante aumento del valore delle vetture classiche nel corso degli ultimi anni, con un incremento per i modelli Ferrari più importanti che, solo quest’anno, raggiunge una media del 28 per cento. Il mercato mostrerebbe una forte tendenza generale ad orientarsi verso le Ferrari da collezione: «Interesse accresciuto – sostengono a Maranello - anche a seguito della nascita di Ferrari Classiche, il reparto della Casa di Maranello dedicato alle vetture con più di 20 anni di vita, che fornisce i servizi di certificazione di autenticità, manutenzione tecnica specializzata e restauro, sulla base dei dettagliati archivi dell’azienda».
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