Speaker Radiofonico di Pesaro, da qualche anno "Brianzolo di adozione" lo potete ascoltare su: Radio Sabbia (Riccione), Multiradio Tolentino (Mc) e sulla web Radio Stereopesaro.it.Mi potete contattare alla Mail:roberto@bagazzoli.it
05 novembre 2012
Disavventura per un Sub
"L'ho pescato perché è buono da mangiare. Non c'è niente di male, è solo un animale come altri". Ma la preda catturata da Dylan Meyer, 20enne di Seattle, non ha lasciato indifferenti gli animalisti, che sono andati su tutte le furie: il polpo gigante del Pacifico non è una specie protetta, ma una regola non scritta prevede che non venga pescato. Una regola che Meyer ha infranto, pubblicando su Facebook anche le foto della "caccia", e che gli è valsa anche la "scomunica" da parte della comunità locale di sub.
I cibi densi che spengono la fame.
Lo yogurt "light" è a basso impatto calorico, ma non dà la stessa soddisfazione che viene da un prodotto cremoso e trasmette una minore sensazione di sazietà: lo sanno bene le persone in perpetua lotta con la bilancia. Ora in loro aiuto viene un nuovo studio, secondo il quale, aumentando la densità di un alimento, a parità di calorie si può arrivare a sentirsi più sazi e appagati.
Uno dei problemi dei prodotti a basso contenuto calorico sta proprio nel fatto che la maggioranza delle persone non ne è saziata e quindi lo sceglie con maggiore difficoltà. Il nuovo studio, realizzato dagli esperti della University of Sussex e pubblicato sulla rivista "Flavour", mostra che è possibile per mezzo di sottili manipolazioni della consistenza e del sapore cremoso, far sì che anche una bevanda di yogurt alla frutta possa trasmette una piacevole sensazione di stomaco pieno, reprimendo cioè la fame indipendentemente dalle calorie del prodotto. I ricercatori hanno scoperto che aggiungendo un agente addensante, la gomma di tara (farina di semi di tara), aumenta la densità e la viscosità percepita dai consumatori della bevanda allo yogurt. Naturalmente il sapore non ha subito alterazioni.
Gli scienziati hanno così notato che agendo sulla densità, e non sulla cremosità, era possibile ottenere un effetto, anche se ancora piuttosto sottile, sulla soppressione della fame. "Probabilmente questa situazione si è avuta perché la densità è una caratteristica del cibo solitamente associata al sentirsi sazi. Le aspettative dei consumatori sono importanti e il nostro studio mostra che le persone sono sensibili a sottili cambiamenti nelle caratteristiche sensoriali orali di una bevanda. Densità e cremosità potranno essere manipolate per arrivare sempre più vicini a far provare senso di sazietà dopo aver assunto una bevanda ipocalorica", ha commentato Keri McCrickerd, che ha condotto la ricerca.
Quei ritocchini che raffreddano l'uomo.
Seni rigogliosi, labbra carnose, nasino alla francese e volto senza una ruga nonostante l'età: eppure l'amore non ne trae grandi vantaggi. Troppa chirurgia estetica, invece di suscitare il desiderio dei partner, tende a "spegnere" l'uomo. Insomma, ormai pare assodato che ricorrere al chirurgo per apparire più seduttive agli occhi del proprio compagno può trasformarsi in un boomerang. E ormai anche le donne fanno autocritica.
"Troppa chirurgia estetica fredda e allontana l'uomo. E' sbagliato ricorrere al bisturi solo per piacere di più al maschio, e oggi finalmente sono le pazienti stesse a rendersi conto che i ritocchi, quando eccessivi e troppo evidenti, soprattutto se su parti del corpo particolarmente seduttive come seno e labbra, possono essere controproducenti e far scappare il partner". Lo spiega Giulio Basoccu, chirurgo estetico responsabile della Divisione di Chirurgia plastica, estetica e ricostruttiva dell'Ini (Istituto Neurotraumatologico Italiano), commentando i risultati di un'indagine condotta fra le pazienti che senza una piccola "rivoluzione" nel mondo del ritocco: per il 65% delle intervistate l'eccessivo ricorso al bisturi infatti si è rivelata controproducente. .
"Abbiamo condotto un sondaggio su 200 pazienti donne, tra i 25 e i 50 anni, chiedendo loro quali interventi di chirurgia plastica potessero aumentare la capacità di seduzione", spiega Basoccu, "Lo studio ci fornisce un importante segnale: con gran piacere abbiamo riscontrato come il 65% delle pazienti sia convinto che per essere davvero seducenti, la chirurgia plastica non è fondamentale, ma se c'è deve essere invisibile e ben dosata. Un segnale importante; oggi le donne cominciano ad avere consapevolezza di come il ricorso al bisturi possa essere un valido aiuto, ma non deve essere ritenuto la panacea di tutti i problemi, soprattutto quelli di natura sentimentale e affettiva".
In ogni caso, dovendo scegliere una parte del corpo da ritoccare, puntando a un effetto comunque di maggiore seduzione, il 56% delle interpellate indica il seno (con interventi di mastoplastica o anche lifting), mentre per il 37% anche il filler delle labbra rappresenta un'utile arma di seduzione. "Solo il 20% delle interpellate rifarebbe entrambe queste parti del corpo: le altre sono convinte che due ritocchi in parti così evidenti rendano la donna come 'di gomma'", continua Basoccu, il quale aggiunge: "Va detto che oggi un chirurgo plastico esperto è in grado di correggere seno e labbra in maniera del tutto naturale, quindi evitando l'effetto bambolona di plastica, ma certamente è vero che, se ci si affida a mani sbagliate, il rischio e' quello di vedere il proprio aspetto deturpato, proprio in quelli che sono notoriamente i punti di forza dell'appeal femminile".
Eppure, gli uomini mostrano di apprezzare una donna se il "ritocco" è fatto a regola d'arte e se l'aspetto è quello di una bellezza naturale. "Può sembrare un controsenso, ma il ritocco a lui piace se non si vede, al massimo si deve sospettare." Le bambole di plastica invece, spaventano il maschio e lo allontanano. Ed è importante che oggi anche le donne se ne siano accorte.
30 ottobre 2012
La citta Intelligente
Sapere quand'è il momento di gettare i rifiuti; non perdere due ore a cercare parcheggio, sprecando tempo ( e carburante); segnalare un incidente avvenuto davanti ai tuoi occhi. Subito, velocemente, immediatamente. La città del futuro, organizzata, efficiente, ottimizzata è già presente. E si materializza per tre giorni, tra incontri, dibattiti, mostre, da lunedì 29 a mercoledì 31, alla fiera di Bologna: è la «Smart City Exhibition», perché la città del futuro è una città intelligente, appunto smart.
L'ESPERIENZA DI SANTANDER - Si parlerà delle varie esperienze italiane ( Milano ha ad esempio un assessorato dedicato anche alla "smart city") e si parlerà di quella che forse è l'avanguardia assoluta in materia, almeno in ambito europeo, Santander. La cittadina spagnola sulle coste della Cantabria, nel nord della Peninsula, da due anni ha avviato l'integrale informatizzazione di tutta l'area urbana: dodicimila sensori registrano tutto quanto avviene e lo rimandano a un'unica piattaforma. «Una città intelligente sa coordinare tutti i servizi: generando una struttura tecnologica unica, un cervello centrale che rimanda a tutte le attività periferiche» spiega Iñigo de la Serna , giovane sindaco di Santander, 41 anni, ingegnere civile.
REALTA' AUMENTATA E POLSO DELLA CITTA'- De la Serna ha avviato due progetti in direzione della smart city: «Uno si chiama realidad augmentada. Basta puntare il proprio smartphone verso qualsiasi punto di Santander: se è un negozio, per esempio, ti dirà le sue caratteristiche, gli orari, le fermate di autobus vicine, e quando questi autobus passeranno, ecc. ecc.» racconta il primo cittadino. La "Realtà aumentata" è già fattuale: in divenire è invece Pulso de la ciudad, il polso della città, per ora sperimentato su 25 persone. «Un utente vede un incidente- spiega ancora il sindaco- lo segnala via smartphone al consigliere comunale che lo dice a un tecnico. Ma anche a un giornale locale ( El Diario Montañés) che a sua volta gli invia informazioni sulla natura del sinistro, sulle eventuali deviazioni del traffico e così via. La cittadinanza si avvicina così alla politica. E per tutti migliora la qualità della vita».
ANTIDOTO ALLA CRISI -La «città intelligente» è anche un antidoto alla crisi che in Spagna ha colpito duro, vedi il crollo del settore edilizio che aveva trainato per anni l'economia iberica. De La Serna ci punta molto: «Abbiamo firmato quattro accordi con imprese di IT che vogliono venire ad investire a Santander. La nostra è una città di quasi duecentomila abitanti, non molto grande quindi, ed ogni progetto che lanciamo è in scala totale. Ovvero lo puoi misurare su tutta l'area urbana: è chiaro che questo fa gola alle aziende. Che arrivano e creano impiego». E conclude il sindaco: «Perché l'intelligenza di una città non si misura da quanto wi-fi o quante incredibili app ci sono, ma dalla coordinazione integrale delle attività, dal cervello che le dirige». Dall'intelligenza, appunto.
Fondale dellArtico invaso dalla plastica.
ROMA - La plastica ''invade'' il fondale del Mare Artico. Da una nuova analisi condotta dai ricercatori dell'Alfred Wegener Institute for Polar and Marine Research tedesco (AWI)e' stato messo in evidenza come l'inquinamento sia arrivato ad intaccare la regione piu' settentrionale del pianeta e la sua biodiversita'.
Gli scienziati, attraverso una speciale apparecchiatura fotografica chiamata Ocean Floor Observation System (OFOS), hanno osservato le condizioni del fondo marino ad Hausgarten, un ''osservatorio'' del mare Artico che si trova nello stretto di Fram, tra la Groenlandia e l'arcipelago norvegese delle Svalbard.
Con oltre 2.000 immagini, i risultati dell'analisi fotografica hanno dimostrato che i rifiuti sul fondo di questa area marina - per lo piu' sacchetti di plastica - sono raddoppiati nel corso di un decennio (dal 2002 al 2011), con un picco particolare tra il 2007 e il 2011. Secondo i ricercatori un tale aumento, pari al 2%, e' una cifra ritenuta ''molto elevata'' per la regione piu' isolata della Terra aggiungendo inoltre che nella zona e' stata registrata una quantita' di immondizia superiore di quella osservata non lontano dalla industrializzata Lisbona.
Inoltre, come riporta Live Science, a preoccupare e' anche la sorte della biodiversita': quasi il 70% dei rifiuti fotografati dall'OFOS erano in stretto contatto con gli organismi delle acque profonde, potendo quindi compromettere la loro capacita' di respirare e assorbire il cibo. (ANSA)
Esordio Strepitoso in Inghilterra per James Bond !
(ANSA) - LONDRA, 29 OTT - E' record al box office nel Regno Unito per il primo weekend nelle sale di Skyfall, l'ultimo e attesissimo film di James Bond, nel cinquantesimo anniversario dall'uscita dellla prima pellicola di 007. Tra venerdi' e domenica Skyfall ha incassato 21,1 milioni di sterline (circa 26,2 milioni di euro): il piu' alto incasso per un film di James Bond nel primo fine settimana di programmazione nel Regno Unito.
26 ottobre 2012
Esselunga: I Caprotti ? Figli ingrati.
Una guerra in famiglia. Prosegue il lungo contenzioso all'interno della famiglia Caprotti che controlla i supermercati Esselunga. Giuseppe e Violetta Caprotti annunciano in una nota di aver impugnato il lodo arbitrale che aveva confermato, nel luglio di quest'anno la legittimità del blitz con cui il padre si era appropriato delle azioni dei figli. L'impugnazione è stata chiesta «per i gravi vizi processuali» nonché per la (presunta) contrarietà del lodo alle regole di ordine pubblico sulla circolazione delle partecipazioni attribuite a società fiduciarie. L'atto di impugnazione, spiega la nota, è già stato depositato presso la Corte d'Appello di Milano. E la prossima udienza si svolgerà venerdì 26 ottobre.
IL CONTENZIOSO- La controversia tra il padre Bernardo Caprotti e i figli Giuseppe e Violetta nasce dall'assetto che il padre diede al gruppo Esselunga a partire dal 1996. Da quel momento e sino al 2011 la proprietà della holding che controlla Esselunga, formalmente intestata a una società fiduciaria, era in larga misura attribuita al padre in usufrutto e ai figli in nuda e in piena proprietà. Tale assetto, stabilito sulla base di precisi patti stipulati tra padre e figli, avrebbe dovuto, da un lato, garantire l'unità della direzione imprenditoriale del gruppo nelle mani del capostipite; dall'altro, determinare una successione serena al momento della morte del fondatore. E ha mantenuto la sua stabilità per i successivi quindici anni: nel febbraio 2011 il padre, valendosi di una procura generale fattasi rilasciare dai figli nel 1996 (15 anni prima), assumendo di essere sempre stato il solo e unico proprietario effettivo delle azioni, ha intestato a sé le azioni dei figli, spossessandoli completamente non solo delle quote in nuda proprietà ma anche di quelle già ad essi appartenenti a pieno titolo. L'intestazione, affermano gli «eredi», è avvenuta a totale insaputa dei figli che lo hanno appreso «casualmente» molti mesi dopo. Il giudice, nel mese di febbraio, respinse il sequestro accogliendo la tesi del padre.
Il miele eccellenza italiana rischia di scomparire
Ci mancava il miele cinese. Industriale, di scarsa qualità, di basso costo. Niente a che vedere con il nostro, ottimo, miele. In verità, meglio sarebbe parlare di mieli, al plurale. L’Italia è l’unico Paese al mondo a vantarne oltre 50, che attingono alle numerose fioriture mediterranee. Ma la produzione (in media, più di 20 mila tonnellate l’anno) è discontinua, soprattutto a causa delle variazioni meteorologiche; e il rischio è che, pur in un periodo favorevole ai consumi (raddoppiati negli ultimi dieci anni, con 400 grammi pro capite), le insidiose importazioni attacchino il mercato. Per inciso, l’Italia importa annualmente circa 107.000 quintali di miele e il maggior fornitore è l’Argentina.
INVASIONE - La paventata invasione degli stranieri, quest’anno, preoccupa ancora di più. Infatti, dopo la felice ripresa (il nostro Paese, tuttavia, nei consumi resta sotto del 35 per cento rispetto alla media europea), il settore sta attraversando un momento difficile: dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, il raccolto risulta drasticamente ridotto. Un crollo del 65 per cento, nel 2012, hanno denunciato apicoltori, esperti e istituzioni, durante gli stati generali del settore, convocati recentemente a Montalcino. La primavera piovosa e l’estate torrida hanno influito negativamente su fiori e piante, impedendo di produrre il nettare necessario alle api. Senza contare le malattie devastanti per due delle principali varietà floreali da miele, cioè il castagno e l’eucalipto, attaccati dai parassiti, che li stanno lentamente distruggendo. Ciononostante, poiché la crisi morde, gli apicoltori nazionali (50 mila con 1.100.000 alveari e 55 miliardi di api) sono intenzionati a tener fermi i prezzi, mentre invitano a consumare miele made in Italy.
VARIETÀ - «Rinunciate alla varietà preferita e scegliete il classico millefiori italiano piuttosto che un qualunque prodotto di indubbia provenienza estera», avverte Hubert Ciacci, presidente della Settimana del miele di Montalcino. Come riconoscerlo? È buona regola controllare l’etichetta apposta sul vasetto del miele, in cui, per legge, è obbligatorio indicarne la provenienza: nome e indirizzo del produttore, il lotto di appartenenza. Talvolta è segnalata l’origine botanica (castagno, acacia, timo, lavanda, biancospino eccetera) del prodotto locale. Un dettaglio: al pari di altre colture legate alla terra, si sta consolidando anche l’apicoltura biologica. Ma quanto può costare il miele al consumatore? Un vasetto di 500 grammi oscilla da un prezzo minimo di 4,50 euro per il più diffuso «millefiori» a un massimo di 13-14 per un miele raro, quale il corbezzolo o il lampone selvatico.
ALVEARI DA GIARDINO - E miele sia. Molto utilizzato nell’industria dolciaria e cosmetica, questo alimento naturale si è imposto con fatica sulle nostre mense. Esaltato per le performance terapeutiche, vere o presunte (disintossicante, calmante, diuretico, antisettico, balsamico, a seconda della tipologia), solo di recente ha fatto breccia come abitudine alimentare. Di più: il suo irresistibile appeal si traduce in nuove mode non solo di consumo, ma anche di produzione. All’Inghilterra, per dirne una, si deve il lancio dell’alveare da giardino/balcone: un contenitore ad hoc, colorato, lungo un metro e alto 50 cm. A detta dei produttori fai-da-te, basta un’ora di manutenzione a settimana per ricavare in un anno 50 barattoli di prodotto. Comunque sia, numerosi apicoltori italiani illuminati, riuniti in associazioni, contribuiscono efficacemente alla conoscenza del miele e quindi all’incremento dell’acquisto ragionato. Con una cinquantina di Comuni associati, che organizzano eventi, fattorie didattiche, aziende aperte, promuovono mieloteche, percorsi informativi sul miele e su altri prodotti dell’apicoltura (il settore ha un giro d’affari di 60 milioni di euro), «Le città del miele» è il network più attivo.
RICADUTE POSITIVE - Le ricadute positive mirano per ampio raggio. In varie regioni italiane, ad esempio, si va affermando il «turismo del miele» (con percorsi guidati), così come è avvenuto per il «turismo del vino». Fatto sta che il cibo degli dei, sinonimo di dolcezza, apprezzato fin dall’antichità, ispiratore di miti e leggende fra molti popoli, intriga già dalla sua origine. A partire dalla vita, ammantata di mistero, della regina e delle operaie, vale a dire le api, minuscoli zuccherifici viventi. E dal nettare (o dai nettari), la cui composizione è vitale per il ciclo produttivo. Poi, quando il miele diventa tale, trasferendosi dall’alveare alla tavola, richiede pochissimi passaggi: l’estrazione per centrifugazione e la purificazione, ottenuta tramite filtrazione e decantazione.
MIELE - Nell’immaginario, il miele è un liquido denso, brillante, di colore ambrato. Ciò ha condizionato a lungo il mercato, fino al rifiuto di prodotti fuori dallo stereotipo. Oggi è noto a tutti che i mieli, liquidi al momento dell’estrazione, quindi si cristallizzano, in un tempo che varia da pochi giorni ad alcuni mesi. Si tratta di evoluzione naturale secondo la quale gli zuccheri in eccesso (soprattutto il glucosio) precipitano in forma di cristalli. Sull’alto valore nutritivo del miele non si discute. Nei secoli passati il miele era l’unico dolcificante largamente utilizzato. Successivamente, è stato spodestato dallo zucchero bianco, pratico ed economico. Resta il fatto che il miele è un alimento naturale, ricco di enzimi e sali minerali, vitamine, zuccheri semplici di immediata assimilazione per il nostro organismo. Alimento e medicina? In effetti, tra leggenda e realtà, affiorano le (blande) proprietà terapeutiche del miele. Ne è convinto l’appassionato Tonino Strumia di Sommariva Bosco (Cn), che sugli scaffali della sua bottega, Il trovarobe di cose buone (diventato, nel tempo, trova-mieli), espone una vasta gamma di autentiche rarità. Vogliamo citare il miele di santoreggia, considerato afrodisiaco? Con un pizzico di malizia, Tonino rivela: «I nostri prodotti sono sempre più ricercati dalle spose. Sta diventando di moda la bomboniera con micro-vasetto di miele di lavanda, corbezzolo, santoreggia (erba del satiro). Quest’ultima, in particolare, accende fantasia e sano erotismo».
MIELE E ARTE - Vincenzo Buccheri, sindaco di Sortino (Siracusa), è il presidente in carica delle Città del miele. Nel suo territorio si produce il pregiato nettare di timo. Un’esclusività del luogo. Racconta: «Sortino sta sui monti Iblei, a 500 metri, tra agrumeti ed erbe aromatiche. Timo soprattutto. Si contano almeno 50 apicoltori, la metà sono nostri associati. Da 32 anni, il primo weekend di ottobre, si svolge la sagra del miele. Prendo spunto da Sortino per allargare il discorso a tutta l’Italia», continua, «il mio obiettivo è insistere sulla conoscenza del prodotto ed esaltarlo, incrementando i concorsi dedicati al miele di qualità. Ma la cosa più importante è l’abbinamento miele/territorio, che può sviluppare una straordinaria forma di turismo culturale». A Tornareccio (Chieti) sono andati oltre, unendo miele e arte. Oggi l’antico borgo è un museo a cielo aperto, con i mosaici che abbelliscono le facciate della abitazioni. Frutto dell’annuale concorso artistico. Il tema è libero. Ma, in omaggio a questa città del miele, numerosi soggetti ne prendono ispirazione. Con risultati stupefacenti.
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