Speaker Radiofonico di Pesaro, da qualche anno "Brianzolo di adozione" lo potete ascoltare su: Radio Sabbia (Riccione), Multiradio Tolentino (Mc) e sulla web Radio Stereopesaro.it.Mi potete contattare alla Mail:roberto@bagazzoli.it
16 dicembre 2014
Questo sono io Lavorativamente
Il Mio Curriculum:
Nome BAGAZZOLI ROBERTO
Indirizzo 5, VIA F.LLI DANDOLO (61122) PESARO (PU)
Domicilio 4, VIA DONIZETTI (20873) CAVENAGO BRIANZA (MB)
Telefono 333 6008820
Fax -
E-mail roberto@bagazzoli.it
Nazionalità italiana
Data di nascita 30 APRILE 1965
ESPERIENZA LAVORATIVA
• Date (1976 – 2012) Impiego nell’ambito della comunicazione radiofonica con gli incarichi di conduttore, coordinatore musicale, redattore, responsabile palinsesti, gestore delle risorse umane, gestore degli impianti e delle apparecchiature di messa in onda. In questo ambito ho sviluppato una eccellente conoscenza dei sistemi: DALET, SELECTOR, DJ PRO, RAM COM, DIGIWARE, ETERE, MELODY MAKER, COOL EDIT PRO.
• 1979 – 1989
• Azienda RADIO VERONICA (PESARO - PU)
• Principali mansioni e responsabilità Speaker
Responsabile del settore artistico e creativo
Responsabile programmazione musicale
Responsabile programmazione pubblicitaria
• 1989 – 1992
• Azienda RADIO ARANCIA NETWORK (ANCONA - AN)
• Principali mansioni e responsabilità Speaker
Responsabile del settore artistico e creativo
Ufficio programmazione musicale
Ufficio programmazione pubblicitaria
• 1991
• Azienda Testata giornalistica “Il CONTATTO” (OSIMO - AN)
• Principali mansioni e responsabilità Collaboratore giornalistico area musicale
• 1993 – 1997
• Azienda SAN MARINO RTV (SAN MARINO) – Settore Radio
• Principali mansioni e responsabilità Speaker
Responsabile programmazione musicale
Responsabile rapporti case discografiche
• 1997 – 1999
• Azienda RADIO SABBIA (RICCIONE - RN)
• Principali mansioni e responsabilità Speaker
Responsabile programmazione musicale
• 1999 – 2005
• Azienda RADIO STEREO 101 (MONTELABBATE - PU)
• Principali mansioni e responsabilità Speaker
Responsabile risorse umane
Responsabile programmazione musicale
Responsabile programmazione pubblicitaria
Responsabile relazioni esterne
Responsabile sito web
Redattore Giornale Radio (edizione locale)
• 2005 – 2011
• Azienda RADIO GLOBO (ROMA)
• Principali mansioni e responsabilità Speaker
• 2011 – 2014
• Azienda RADIO REPORTER (MILANO)
• Principali mansioni e responsabilità Speaker, Responsabile Musicale, Responsabile di Redazione.
ULTERIORI ATTIVITÀ
• 2006 – ad oggi Realizzazione format/programmi personalizzati, realizzati presso il mio studio, per le seguenti emittenti:
RADIO SABBIA (RICCIONE – RN)
MULTIRADIO (TOLENTINO – MC)
Realizzazione programmi personalizzati, realizzati presso il mio studio, per le seguenti webradio:
WEB AND DISCO
STEREO PESARO
ISTRUZIONE E FORMAZIONE
• Nome e tipo di istituto di istruzione o formazione Diploma in Ragioneria conseguito nel 1984 presso ITC Leonardo da Vinci (Pesaro)
Iscritto all’Ordine Nazionale dei Giornalisti dal 2004
Rifarsi Una Vita
Ricominciare da Zero !?!?!?
E quello che mi stà accadendo dopo aver rescisso il mio principale contratto di lavoro e non per questioni di soddisfazioni ma ... ve beh ve lo dico più avanti.
"Scelta azzardata" mi ha subito detto qualcuno "sei pazzo", ma me è bastato il sorriso di chi mi vive accanto per essere sereno perchè la cosa che conta di più e la serenità della famiglia e il sentirsi vicini in un percorso che si profila duro e soprattutto economicamente pesante.
Questa è la mia storia oggi, che magari vi racconterò tra un cazzeggio e l'altro anche attraverso queste pagine.
Grazie per Avermi letto fin qui
30 novembre 2012
1 Dicembre non abbassare la guardia...
Ieri l'Istituto Superiore di Sanità ha rilasciato i dati su Hiv/Aids in Italia. Per la prima volta, a trent'anni della comparsa dell'Hiv, abbiamo dati certi sulla dimensione dell'epidemia e del suo andamento. Confermata la stima di circa 4mila nuove infezioni l'anno (la cifra data è minore ma sottostimata, come afferma lo stesso ISS), con 5,8 nuovi casi di positività all'Hiv l'anno ogni 100mila residenti (ma in diverse regioni sono oltre 8). L'Italia si conferma un paese a incidenza medio-alta, con tutte le necessità di prevenzione che questo dato comporta.
Due sono le criticità che balzano agli occhi: le diagnosi tardive e la modalità di infezione. Entrambe legate direttamente alla qualità dell'informazione e dei servizi rivolti alle persone.
I Late presenters, persone che arrivano alla diagnosi di positività all'Hiv in uno stato di compromissione, inconsapevoli di avere da tempo contratto il virus, sono stati il 54 per cento nel 2010, e il 56,4 per cento nel 2011. Un dato costantemente in aumento, che riguarda tutte le popolazioni (eterosessuali, uomini che hanno rapporti omosessuali, consumatori di droghe per via endovenosa). In Italia la maggioranza delle persone arriva al test Hiv non in seguito a un comportamento a rischio, ma praticamente per caso, o perché si manifestano sintomi di una compromissione già avanzata, o in relazione a controlli medici dovuti ad altri percorsi clinici.
Diagnosi tardiva non significa solo "non aver fatto il test". Significa scarsa o errata percezione del rischio, e quindi mancata prevenzione, significa avere informazioni insufficienti su una patologia che può essere evitata semplicemente: con l'uso del preservativo. Ricordiamo che la stragrande maggioranza delle nuove diagnosi di Hiv, che sfiora l'80 per cento, è dovuta a rapporti sessuali, sia omo che etero (rispettivamente 33,2 e 45,6 per cento).
Inquietanti appaiono poi i dati che riguardano i bambini. Le nuove diagnosi da Hiv in cui la causa di infezione è stata la trasmissione verticale, da madre a figlio, sono state 11 nel 2010 e 19 nel 2011, per un totale di 30. Sono state 39 le diagnosi per persone con meno di 15 anni (14 nel 2010 e 25 nel 2011, i figli di stranieri sono 9 in tutto), e ben 15 di queste sono state per bambini con meno di 2 anni. Un dato allarmante e stupefacente, in un Paese in cui il test Hiv dovrebbe essere ormai di routine per chi aspetta un figlio, perché i genitori possano accedere alle opportune terapie e i bimbi nascere sani.
La questione maternità coinvolge ovviamente le donne in prima persona. Ben il 3 per cento del totale delle nuove diagnosi da Hiv accade in gravidanza. Un dato che, ancora, può significare scarsa consapevolezza e prevenzione. Altrettanto si può dire del fatto che oltre il 10 per cento delle donne Late presenters ha avuto la diagnosi in gravidanza.
Certo, il test è importante, ma non è prevenzione. Serve a dignosticare l'Hiv quando l'infezione è già avvenuta! Ci chiediamo quando verrà il giorno in cui l'Italia si impegnerà a tutelare la salute dei suoi cittadini, rivolgendosi a giovani, donne, omosessuali con un linguaggio idoneo e senza pruriti. Quando la prevenzione verrà considerata per quello che è, ovvero accesso a informazioni e preservativi per tutti. Quando parlerà in maniera diretta alle popolazioni più vulnerabili invece di promuovere messaggi e azioni fumosi, per niente mirati, incompleti, paternalisti, ipocriti. Quando affronterà pubblicamente i temi discriminazione e stigma, che colpiscono le persone sieropositive e l'intera popolazione scoraggiando il ricorso a test e prevenzione. Quando, in tempi di spending review, capirà che un'infezione evitata fa risparmiare non solo sofferenze, ma anche denaro.
Questo il link al sito Lila per avere informazioni sulle iniziative:
http://www.lila.it/it/iniziative.html
27 novembre 2012
La Germania si avvicina alle Mamme.
BERLINO – Un «buono» per la pulizia della casa. È stato immediatamente definito così l’assegno per facilitare il rientro al lavoro delle donne che hanno preso il congedo di maternità proposto dalla Cdu, il partito cristiano-democratico di Angela Merkel. Anche i liberali si sono accodati. E l’idea è stata immediatamente fatta propria, secondo quanto ha riferito il settimanale Focus, da Kristina Schröder, la discussa ministra della Famiglia avversaria di quello che definisce il «femminismo tradizionale» e recente organizzatrice di un convegno sulle «politiche per i maschi» nella società moderna.
Il progetto è stata accolto negativamente dai partiti di opposizione. A giudizio di Brigitte Pothmer, dei Verdi, le mamme che vogliono tornare al lavoro hanno bisogno soprattutto di più posti negli asili-nido per i loro bambini. Caren Marks, socialdemocratica, ha definito «priva di idee portanti» la linea di un governo che da una parte premia le donne che vogliono rimanere a casa e dall’altra cerca di convincerle a tornare al lavoro. Il riferimento è ad un altro assegno, il «Betreuungsgeld», destinato alle famiglie che decidono di non mandare i bambini all’asilo-nido, approvato qualche settimana fa dopo un anno di feroci critiche e di divisioni all’interno della stessa maggioranza che sostiene la cancelliera.
Ma cosa prevede nei dettagli la proposta? Per un anno e mezzo alle donne che desiderano tornare al lavoro dopo il congedo di maternità verrebbe concesso un «buono» di 6 euro all’ora per un totale di 15 ore mensili. In tutto 90 euro al mese, destinati a rappresentare un aiuto per il pagamento di una collaboratrice domestica. Kristina Schröder ha spiegato che alleviare il peso dei lavori di casa può contribuire a far tornare in attività tanto personale femminile qualificato «di cui si sente la mancanza». La vice presidente del gruppo cristiano-democratico al Bundestag, Ingrid Fischbach, ha detto che è indispensabile, utilizzando anche questo strumento, incentivare il reinserimento delle donne nel mondo delle professioni. Quello che non è ancora chiaro è cosa pensi di tutto questo il ministro delle Finanze Wolfgang Schäuble, il grande controllore delle spese statali.
Un grande industriale del Cachemire
Un vero e proprio regalo di Natale. Che va decisamente in controtendenza rispetto allo stato di salute attuale dell'economia italiana. Il re del cachemire Brunello Cucinelli, appena sbarcato in Borsa, ha deciso di condividere gli utili con i propri dipendenti ed ha preparato un dono da 5 milioni di euro da mettere sotto l'albero per le proprie maestranze. Cifra che, divisa per i 783 dipendenti, significa 6385 euro a testa.
DONO - «Questo vuole essere un dono di famiglia, qualcosa che va aldilà dell'azienda che è quotata in Borsa» ha detto Cucinelli. «Abbiamo voluto dare un premio a chi è cresciuto insieme a noi e l'abbiamo comunicato ai dipendenti» ha aggiunto l'imprenditore che ha slegato però il dono ai dipendenti dalle ultime polemiche tra l'azienda umbra e il sindacato, che si lamenta degli ostacoli che verrebbero frapposti dalla proprietà al suo ingresso nell'azienda umbra. «Assolutamente no, - ha detto Cucinelli - è una cosa a cui stavo pensando da tempo».
Un museo dedicato al Wc
Un grande palazzo a forma di water gigantesco, un giardino pieno di statue la cui posa non lascia spazio all’immaginazione, una galleria di foto e sculture tutte legate al tema del bagno. A Suwon, un’ora da Seul, c’è il primo parco del mondo dedicato alla toilette. Un grande successo: da luglio, quando è stato inaugurato, sono stati 40 mila i visitatori. Oltretutto l’ingresso è gratis.
OMAGGIO A «MR TOILET» - Il museo è nato come omaggio a«Mr Toilet»: così era soprannominato Sim Jae-duck, ex sindaco della cittadina. Imprenditore, morto nel 2009 a 70 anni, Sim era diventato famoso quando nel 2002 - anno in cui la Corea ospitò i mondiali di calcio - fornì di gabinetti la sua città. Forse è stato allora che «Mr Toilet» ha preso a cuore la questione della diffusione dei servizi igienici nel mondo e ha deciso di dedicare la vita al suo progetto fondando la World Toilet Association, legata alla più grande e famosa World Toilet Organization.
DIRITTO DI TUTTI - «Andare in bagno è vitale proprio come lo è mangiare - spiega Lee Yeun-sook, manager della Fondazione Sim Jae-duck che ne ha raccolto l’eredità -. Nazioni e governi dovrebbero fare molto di più per garantire a tutti il diritto a un equo accesso ai servizi igienici». Come, nel suo piccolo, ha fatto «Mr Toilet».
LA CAMPAGNA INDIANA - Il problema igienico sanitario dell’accesso ai wc è conosciuto molto bene in India dove soltanto il mese scorso il governo ha lanciato una singolare campagna di sensibilizzazione: «No toilet, no bride» (niente bagno, niente sposa). Il ministro dello sviluppo rurale Jairam Ramesh ha pubblicamente invitato le donne a rifiutare la proposta di matrimonio se in casa del futuro marito non c’è il gabinetto. La diffusa mancanza di bagni nelle case del Paese è causa di gravi problemi di salute soprattutto per le donne. E mette in pericolo anche la loro sicurezza: dover uscire da sole per strada, magari di notte, per fare i bisogni all’aperto, le espone a un altissimo rischio di essere aggredite.
26 novembre 2012
Perchè non pago le primarie
- Non pago due euro per votare chi fino ad oggi non mi ha supportato e ha fatto scempio della mia vita portando la pressione fiscale ad oltre il 60%.
- Non pago per chi non vorrei vedere più reppresentarmi al governo colpevole di non avermi tutelato in nessun modo se non con chiacchiere.
- Non pago perchè anche voi avete "rubato" come tutti gli altri nonostante le vostre facce da moralizzatori.
- Non pago per chi non hai più nulla a che vedere con i valori della sinistra.
-Non pago per chi alla presidenza del partito ha messo una ex DEMOCRISTIANA intollerante come Rosy Bindi.
- Non pago perchè di soldi ne avevate per pagerle di tasca vostra queste primari.
Auguri a Cellophane !!!
Da un secolo è in tutte le case del mondo. Ha imballato ogni cosa. Alimenti, soprattutto, ma anche fiori, abiti, monumenti (con il celeberrimo Christo che ha impacchettato palazzi e sculture), persino una pornostar, l'indimenticata Moana Pozzi che fece scalpore con la performance televisiva nel programma l'Araba fenice del 1988, quando si presentò vestita solamente da un sottile velo di plastica trasparente.
L'INVENZIONE - A compiere cento anni è il cellophane, inventato nel 1912 dallo svizzero trapiantato a Parigi Jacques Brandenberger. La sua geniale intuizione, in realtá, è del 1908, ma è solo quattro anni dopo che l'imprenditore elvetico perfeziona il brevetto per il macchinario che dará il via su scala mondiale alla sua plastica rivoluzione. Teatro dell'invenzione, secondo la leggenda, un ristorante: Brandenberg sta consumando il suo pasto, quando un avventore del locale, seduto ad un altro tavolo, versa un bicchiere di vino rosso sulla tovaglia, macchiandola inesorabilmente. È in quel momento che scocca la scintilla: per rendere impermeabile il tessuto lo si può ricoprire di una sfoglia di cellulosa. La prima idea, però, non funziona, perchè la viscosa non aderisce al tessuto, ma si stacca. È però una pellicola sottile, trasparente e impermeabile.
IL PRIMO PASSO - È il primo passo verso il cellophane, punto di arrivo della trasformazione della cellulosa delle piante in una pellicola resistente all'acqua. Il cellophane, per la sua limitata permeabilitá all'aria, ai grassi e ai batteri, era ideale per avvolgere gli alimenti, fiori e molti altri oggetti. Durante la prima guerra mondiale viene utilizzato come vetro per la protezione degli occhi nelle maschere antigas. Nei decenni successivi sarà impiegato per la preparazione dei nastri adesivi, come lo scotch, inventato nel 1930 dall'americano Richard Drew; come anti-adesivo nella preparazione di rotoli di materiali appiccicosi come la gomma greggia, e in molti altri campi ancora.
LA CRONOSTORIA - Nel 1917 Brandenberger cede i suoi brevetti alla societá francese La Cellophane SA, che diventa il principale produttore ed esportatore di cellophane fino al 1924 quando la societá a sua volta cede i diritti di utilizzazione del processo, segreto, di fabbricazione alla societá americana DuPont, che mette in piedi la prima fabbrica di cellophane negli Stati Uniti. Il cellophane, però, non è ancora perfetto: è parzialmente permeabile all'acqua e all'umiditá e questo ne ostacola la diffusione in campo alimentare. A risolvere il problema ci pensa William Charch, un dipendente della Du Pont, che si mette in testa di realizzare un sistema di impermeabilizzazione del cellophane. Si racconta che dopo oltre duemila tentativi e una buona dose di testardaggine sia riuscito finalmente, nel 1927, a brevettare un processo efficace che amplia, e di molto, il campo di applicazione del cellophane. Per oltre mezzo secolo il cellophane prosegue il suo cammino trionfale.
LE PELLICOLE - Negli anni Cinquanta sul mercato approdano altre pellicole realizzate con materie plastiche derivate dal petrolio, come il politene e il polipropilene. Costano meno e rubano un po' di mercato al vecchio cellophane, che però resiste perchè è più adatto ad avvolgere gli alimenti. E con la crescente diffusione di super e ipermercati, riguadagna terreno, anche perchè è una pellicola adatta ad avvolgere i cibi anche quando sono scaldati in forni a microonde o conservati in frigoriferi a bassa temperatura.
La storia: venduto il primo APPLE.
Il primo esemplare di computer Apple venduto all'asta per mezzo milione di euro. Una casa d'asta tedesca ha messo in vendita per questa cifra record l'Apple 1, il primo computer del colosso hi-tech dell'ormai defunto Steve Jobs. Secondo Uwe Rechner, portavoce della casa d'asta Auction Team Breker, si tratterebbe di un nuovo record per computer di questo tipo. L'identità dell'acquirente è tuttavia ancora segreta.
L'ESEMPLARE - Apple 1 fu disegnata e progettata da Steve Wozniak nella Silicon Valley, e commercializzata più tardi proprio da Wozniak e Jobs attraverso una catena di elettronica, Byte Shop, che comprò le prime 50 unità. Di questo modello furono in realtà realizzati solo 200 esemplari e oggi ne esisterebbero solo sei. Secondo la casa d'asta finora è stato venduto soltanto un computer a New York lo scorso giugno per oltre 374mila dollari.
4 G e scoppia il delirio
Pensavate di essere posto quando, al passaggio della tv al digitale terrestre, avete fatto ritoccare l'antenna della vostra casa o del condominio? Non è detto. Anzi. Perché saranno migliaia le famiglie italiane che dovranno chiamare l'antennista quando verranno accessi gli impianti della telefonia di quarta generazione, il cosiddetto 4G o Lte, che porterà Internet in banda ultra larga in mobilità su chiavette, smartphone e tablet (vai alla nostra prova su strada). «Abbiamo stimato che saranno circa 700 mila antenne (abitazioni, ndr) ad essere coinvolte» ha spiegato al programma 2024 di Radio24Mario Frullone, direttore ricerche della Fondazione Ugo Bordoni, che studia il tema per conto del Ministero dello Sviluppo Economico.
FREQUENZE - Qual è il problema? È relativo alla frequenza degli 800 Mhz (uno delle tre su cui sarà attivo il 4G in Italia), che è adiacente ad alcuni canali televisivi. Questi canali verranno dunque disturbati dagli impianti 4G, la cui attivazione su questa frequenza è prevista in maniera graduale a partire da gennaio 2013. Si tratta di impianti operati soprattutto da Wind - che ha le frequenze più vicine ai canali della tv digitale terrestre - ma anche da Tim e Vodafone. Tre non ha invece questo acqueistato blocco di frequenze.
COSTI - Chi pagherà i costi di adeguamento degli impianti? Dovrebbero essere a carico degli operatori di telefonia. Dovrebbero, sottoliniamo, perché le trattative sono ancora in corso. «C'è un tavolo presso il Ministero dello Sviluppo Economico al quale partecipano gli operatori che hanno già dato la propria disponibilità a farsi carico degli oneri» ha spiegato Frullone.
COME FARE - I cittadini che - una volta accesi gli impianti 4G sulla frequenza degli 800 Mhz - non riuscissero più a vedere la tv dovranno chiamare un call center. «Servizio che dovrebbe essere gestito dalla Fondazione Ugo Bordoni per conto del Ministero - spiega Frullone -. Sarà il call center che attiverà uno degli operatori, che poi provvederà al ripristino della qualità».
Il servizio 4G è già stato attivato a novembre in alcune città italiane, ma per ora funziona solo sulla frequenza di 1800 Mhz e dunque non disturba la tv digitale terrestre. Tim ha lanciato il servizio a Milano, Roma, Napoli e Torino. Vodafone a Roma e Milano. Tre ha un impianto test nel piccolo paese di Acuto (Fr). Wind non ha invece ancora avviato i servizi 4G.
23 novembre 2012
Mercatini di Natale che passione
Il Mercatino di Natale di Bolzano apre i battenti per la 22/a volta il 29 novembre alle ore 17.00 e, fedele alla sua tradizione senza prolungamenti artificiosi, proporrà la collaudata formula di 78 espositori, 7 partner e 3 stand gastronomici ad ospiti e concittadini fino al 23 dicembre. Un appuntamento atteso ogni anno, volto alla riscoperta delle tradizioni che in Alto Adige si celano dietro le quattro settimane dell'Avvento, dell'attesa della festa più bella dell'anno che si compie attraverso riti ed usanze che si perdono nella notte dei tempi. Il legame con le abitudini familiari è forte: l'abete bianco decorato a festa, il presepe, la corona d'Avvento, la pasticceria profumata confezionata settimana dopo settimana dalle mani sapienti di chi custodisce i segreti e la "malizia" delle ricette. Dietro l'operazione commerciale si trova la tradizione dello scambio di doni fra grandi e verso i piccini, la cura dei dettagli nella decorazione della casa e della tavola imbandita per la festa. Tutto senza dimenticare il mercatino di Norimberga che più di vent'anni fa, ha suggerito ai bolzanini i segreti di una buona riuscita organizzativa e di contenuti.
Stiamo producendo 18 kg a testa di rifiuti tecnologici
ROMA - Nel 2011 e' stata immessa nel mercato una quantita' di Raee (Rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche) pari a 18,3 kg a testa. Questi, in sintesi, alcuni dei contenuti di una ricerca 'I Raee domestici generati in Italia', a cura di United nations university in collaborazione con Ipsos e Politecnico di Milano, presentata oggi a Roma da Ecodom (il Consorzio italiano di recupero e riciclaggio degli elettrodomestici).
''La strada maestra e' sempre la stessa: il recupero - dice Clini sull'argomento, a margine di alcune audizioni alla Camera -. E gli elettrodomestici possono essere utilmente recuperati.
La direttiva Ue va applicata in Italia responsabilmente e va anche potenziato il sistema di raccolta. Inoltre c'e' anche una responsabilita' dei produttori nell'immissione e nel ritiro del prodotto''.
La ricerca evidenzia poi che ogni anno sono prodotti dagli Italiani 16,3 kg per abitante di Raee. Si stima che i centri di raccolta e i distributori intercettino complessivamente 11,2 kg per abitante, ma solo il 38,3% di questi (pari a 4,29 kg per abitante) e' stato consegnato ai sistemi collettivi. Per lo studio allora ''esiste una significativa quantita' di Raee generati che oggi sfugge al sistema: per poter raggiungere i nuovi obiettivi fissati dalla Direttiva Europea sara' necessario individuare modalita' che consentano di intercettare tutti questi flussi complementari''. Tra gli altri risultati della ricerca, 6,91 kg per abitante sono stati conferiti dai centri di raccolta e dai distributori direttamente agli impianti di trattamento; 2,3 kg per abitante sono stati smaltiti in modo non corretto dai cittadini; 2,1 kg per abitante sembrano essere stati riutilizzati dai consumatori; di questi però solo 1,4 kg per abitante è stato effettivamente riusato; 0,6 kg/ per abitante restano abbandonati in abitazioni secondarie. ''I nuovi obiettivi fissati dall'Ue - afferma Paolo Falcioni, vice presidente di Ecodom - saranno difficilmente raggiungibili se i singoli Stati membri non si assumeranno la responsabilita' e il compito di individuare e tracciare tutti i Raee''.
E' Bresciana la migliore pasticceria Italiana.
ROMA - Iginio Massari, della pasticceria Veneto a Brescia, e' il re della pasticceria italiana. Un'arte bianca che, secondo la guida 'Pasticceri & Pasticcerie 2013' presentata dal Gambero Rosso con 550 locali recensiti, conta eccellenze da Nord a Sud e vede premiati con 'Tre Torte' Biasetto a Padova; Gino Fabbri pasticcere a Bologna e presidente Accademia Pasticceri; Pasquale Marigliano che, dopo aver lavorato da Cochon, ha aperto a Ottaviano (Napoli) una boutique-patisserie in stile belga-francese; Nuovo Mondo a Prato di Paolo Sacchetti recentemente premiato dall'Accademia come migliore dell'anno; new entry il cioccolatiere Besuschio a Abbiategrasso (Milano) innovatore di una tradizione di famiglia cominciata nel 1845; Cristalli di Zucchero a Roma; Dalmasso ad Avigliana (Torino) con Alessandro Dalmasso che il tecnico-preparatore della nazionale dei pasticceri azzurri che partecipera' alla Coppa del mondo a Lione a gennaio 2013; e L'Orchidea a Montesano sulla Marcellana (Salerno) recentemente premiata a Cortemilia (Cuneo) per il 'Miglior dolce alla nocciole'.
Si tratta, ha sottolineato la curatrice della guida Laura Mantovano, ''di nove personalità diversissime fra loro, ciascuno espressione dell'incredibile varietà della pasticceria italiana. Nel 2012 il mondo della pasticceria attraversato da due grandi filoni: da un lato la moda o meglio l'ossessione del cake design dall'altro la voglia di tornare alle radici di valorizzare il territorio, puntando a una pasticceria moderna e lineare. L'avanguardia della pasticceria italiana - ha detto - tende a discostarsi sempre più da dolci sfarzosi, ricercati che puntano su ingredienti esotici. Si tende a semplificare, ad eliminare il superfluo (si abbassano le quantità di zuccheri). Perché anche un dolce, al pari di un piatto, può essere grandissimo nella sua essenzialita''.
''E' straordinaria - ha aggiunto il presidente del Gambero Rosso Paolo Cuccia - la diffusione di prodotti di qualita' su tutto il territorio, ed e' proprio le aspettative di esperienze di gusto a rendere cosi' piu' attraente la meta Italia per i turisti. Tra i premiati molto i giovani che hanno lavorato all'estero, noi italiani siamo infatti molto piu' internazionali di quanto ci diciamo. Dobbiamo abituarci a queste nuove frontiere in cui i ristoratori e i pasticceri all'estero sono un pezzo importante per la nostra economia''.
Tra i premi speciali il 'Pasticcere emergente 2013' e' una donna: Francesca Castignani che, dopo tre anni al fianco di Pierre Hermé, è tornata nella sua città: Tarquinia. Miglior packaging a Luca Mannori di Prato e miglior sito web alla pasticceria Marra di Cantù (Como).
La novità 2013 è il premio speciale "i classici di domani", per l'interpretazione più originale di un grande dolce italiano, assegnato a Maurizio Colenghi di Montichiari (BS) con la sua Torta Mikibi, versione moderna del tiramisù. ''La pasticceria oggi deve essere rinnovata, resa piu' leggera, e la guida del Gambero Rosso fa emergere - ha detto il numero 1, Massari - la migliore artigianalita'''. Un volume, ha concluso il pasticcere bolognese Fabbri, che ''fa crescere la cultura dei clienti che quando trovano la qualita' nel prodotto cominciano a fare distinzione e scelte oculate''
22 novembre 2012
Nuove cabine telefonica a New York City
MILANO - La prima è stata attivata all'incrocio tra la dodicesima e Broadway, in pieno centro a Manhattan. È la nuova cabina telefonica, battezzata SmartScreen, che nelle prossime settimane rinnoverà il look alle strade di New York e faciliterà la vita ai cittadini della Grande Mela. Hotspot Wi-Fi e schermo da 32 pollici dove cercare informazioni sui dintorni. Il progetto, annunciato lo scorso aprile e realizzato grazie alla partnership tra Cisco e Lg con la società capofila della rinascita dei chioschi, City 24x7, è partito martedì con le prime 25 attivazioni, cui ne seguiranno dieci volte tanto nelle prossime settimane. Se tutto andrà come sperato nei prossimi mesi verrà esportato anche in altri grandi città Usa, prime sulla lista sono Chicago, Boston, Washington, Miami e Los Angeles.
SMARTSCREEN - “Informare, proteggere e rivitalizzare” sono le finalità dell'ammodernamento dei telefoni pubblici, e dell'utilità delle cabine i newyorkesi se ne sono accorti durante l'uragano Sandy: in mancanza di elettricità i cellulari sono rimasti muti e l'unico modo per chiamare era dalla linea fissa. I telephone booths in quell'occasione si sono rivelati un'ancora di salvezza per molti. Il progetto punta molto alla localizzazione delle informazioni: sugli schermi multi-touch il quartiere di appartenenza è mappato con dovizia di particolari, dalle attività commerciali ai luoghi pubblici, alle informazioni sul traffico e i mezzi di trasporto. Un sistema di alert avvisa l'utente delle emergenze in corso ed è possibile chiamare i soccorsi o denunciare un'emergenza alle forze dell'ordine locali. Non è prevista la libera navigazione in internet, i contenuti e servizi si attivano tramite app – sedici al momento quelle disponibili. Una delle prossime che saranno messe a disposizione permetterà di telefonare tramite Skype. Insomma un mega tablet appeso a un pannello, disponibile per tutti. Gli schermi hanno un'autonomia di 48 ore in caso di black-out elettrico e le postazioni sono utilizzabili anche da non vedenti e disabili grazie al lavoro condotto dal consorzio insieme al Commissario per le disabilità dell'amministrazione Bloomberg.
PUBBLICITA' E TAXI - L'uso degli smartscreen è gratuito e lo sarà per sempre se, come scommettono gli artefici del progetto, i commercianti locali investiranno in inserzioni pubblicitarie. A crederci è anche il Comune che ha siglato un accordo con City 24/7 per il 36 per cento degli introiti derivanti dalla pubblicità, accordo che entrerà in vigore al termine del periodo di lancio, ovvero nel 2013. Allora ci sarà anche un'altra novità per New York, i nuovi taxi (che saranno prodotti da Nissan) dovranno avere in dotazione obbligatoria almeno tre porte di alimentazione per ricaricare i dispositivi mobili: una con presa da 12 volt, le altre due Usb. In via ancora sperimentale invece un'altra iniziativa per le macchine gialle (30 autoveicoli interessati), l'introduzione di iPad con app per effettuare i pagamenti online. Muoversi per la Grande Mela sarà ancora più facile.
Love Bonus in Cina.
È il bonus dell’amore, uno speciale premio produzione aziendale riservato a chi, senza compagno o compagna, si impegni per trovarne presto una o uno, tra le mura dell’ufficio o anche al di fuori. L’idea di questo premio speciale in denaro è venuta a un’azienda cinese di Chengdu, capitale della provincia del Sichuan, ritenuta una sorta di Silicon Valley della Cina occidentale, per via della presenza di molte aziende in campo tech nella zona. La motivazione: l’armonia di gruppo, che una vita sentimentale sana porterebbe in tutti gli uffici. Non a caso per presentare il premio è stato scelto il mese di novembre: il giorno 11 infatti si festeggia da diversi anni il Singles Day, alternativa alla festa degli innamorati, dedicata a chi invece è solo.
IL PREMIO – In tutto si tratta di circa 140 euro, donati dal datore di lavoro in contante a quei dipendenti che dimostrino di aver voglia di accasarsi. La cifra del “love bonus” potrà essere utilizzata per portare a cena la propria conquista, per abbellirsi, o anche più semplicemente per arrotondare il salario mensile. L’importante è che invogli il dipendente single a trovare l’amore e riuscire così, come raccontano i dirigenti della software house che ha inventato il bonus, a migliorare l’armonia in ufficio, e a creare rapporti distesi e un clima sereno e produttivo al lavoro. Elemento che secondo gli stessi capi aziendali mancherebbe invece avendo un alto numero di single tra i dipendenti. E per dimostrare che il male d’amore è una cosa seria, tanto quanto una malattia, la stessa azienda dà l’opportunità a chi chiude malamente una relazione di stare a casa due giorni ricevendo ugualmente il salario, proprio come accadrebbe in caso di influenza.
IL NUMERO 11 – L’idea arriva non a caso ai primi di novembre: ogni anno infatti, il giorno 11/11, dagli anni Novanta la Cina festeggia il Singles Day, il corrispettivo del nostro San Faustino festeggiato il giorno seguente San Valentino, una festa pagana per celebrare con orgoglio il proprio essere single, diventata, come in Occidente il 14 febbraio, occasione per shopping sfrenato, regalini, cene e serate fuori. In Cina, l’e-commerce subisce una tale impennata che il Single Day è ormai divenuto importante al pari del Natale per l’Occidente. E la scelta dell’11/11 deriverebbe proprio dalla presenza di 4 unità, 4 single appunto, nella data stessa. Sempre non per caso, l’azienda cinese avrebbe scelto di dare un premio pecuniario ai single di 1112 yuan, ovvero, semplicemente, 1111+1: quel che accade allo scapolo o alla nubile se si unisce e diventa una coppia.
Più donne che uomini al volante sorpasso avvenuto
MILANO-La patente? È roba da femmine. Negli Stati Uniti il numero di donne al volante ha superato quello degli uomini. Per la prima volta da quando pistoni e cilindri hanno sostituito i cavalli, quelli in carne e ossa.
SVOLTA EPOCALE-A rivelarlo è uno studio dell'Università del Michigan che prende in esame dati dal 1995 a oggi. Una «rivoluzione» che avrà effetti su tutta l'industria modificando priorità ed esigenze in base al nuovo trend demografico. Come spiega Michael Sivak, ricercatore nell'ateneo americano: «Le donne apprezzano di più vetture compatte e dai consumi bassi, sono più attente alla sicurezza e fanno meno incidenti». Secondo il documento, in 15 anni la percentuale di uomini fra i 25 e i 29 anni che ha ottenuto la patente è calata del 10,6% contro il 4,6% del «gentil sesso». Rispetto al 1950 c'è un abisso: allora meno della metà delle prendeva in mano un volante. Stando ai numeri diffusi nel rapporto, le donne con un permesso di guida negli Stati Uniti sarebbero 105.7 milioni , mentre i maschi si fermano a 104.3.
21 novembre 2012
Dagli scarti della frutta carta pregiata
Sono prodotte grazie agli scarti di lavorazioni agro-industriali. Bucce e polpa di arancia avanzate dalla produzione di succhi e spremute, residui di mais, olive, mandorle, nocciole, kiwi e caffè, sono trasformati, dopo un complesso procedimento, in bobine di carta. Un prodotto ecologico dai toni che rimandano ai vegetali da cui ha origine: anche l’energia utilizzata dalla cartiera che ha ideato la carta (chiamata Crush), è al 100% autoprodotta grazie alle turbine che trasformano la forza idrica in elettricità.
FRUTTA E VERDURA - Favini non è nuova all’inserimento di verdure nella carta. Anni fa, con la produzione di alghe in eccesso negli ambienti lagunari a rischio, la cartiera, che ha la sua sede principale a Rossano Veneto (Vicenza) ha brevettato Shiro Alga Carta. «Nel caso di Crush, acquistiamo i residui di scarto sotto filiera. Per esempio il pastazzo di agrumi è ciò che resta delle arance dopo la spremitura, dopo che aziende specializzate nei dolcificanti hanno estratto la pectina, e quelle cosmetiche le essenze e, addirittura, dopo che aziende di pneumatici hanno estratto gli oli e la gomma che va a sostituire parte del petrolio nei battistrada», elenca Michele Posocco, brand manager di Favini. «A fine filiera, arriviamo noi, quando il pastazzo sarebbe pronto per essere pellettizzato e destinato alla combustione. Oppure micronizzato e miscelato ai mangimi per animali. O, peggio, eliminati in discarica». Così, invece di finire nel fuoco, questo nobile residuo dell’agro-industria è riportato in vita, sotto forma di bobina di carta che si trasformerà in quaderno, blocco, foglio per disegnare. E solo dopo essere stata utilizzata per scrivere, questa carta andrà al riciclo.
SOSTITUZIONE - «Abbiamo sperimentato vari materiali, ma per ora ne abbiamo messi in produzione sette, quelli che hanno la resa migliore. Come il pergamino, la pellicola che ricopre il chicco di caffè», continua Posocco, che spiega: «Ogni anno in Italia 1 milione di tonnellate di arance è destinato alla produzione di succhi, ma solo 40% dei frutti è effettivamente utilizzato. Quello che resta ha un valore inestimabile». Ai consumatori questa carta, appena messa in produzione e premiata a Monaco con il Luxe Pack in Green, premio assegnato all’azienda che presenta la soluzione più innovativa in ambito ecologico, dovrebbe costare circa il 20% in meno rispetto a un prodotto in cellulosa. «Al momento, a causa dei limiti tecnici dell’impiantistica, gli scarti agro-industriali sostituiscono per il 15% la cellulosa proveniente da albero», conclude Posocco. Per il 55% la carta è prodotta con fibra vergine proveniente da piantagioni certificate (secondo gli standard del Forest Stewardship Council) e per il 30% da fibra riciclata post-consumo. Ma l’obiettivo è continuare ad aumentare la percentuale di scarti di frutta e verdura e diminuire quella di cellulosa. Crush è disponibile in sette tonalità di colore, riferite alle rispettive materie prime utilizzate: mais, agrumi, kiwi, olive, mandorle, nocciole e caffè.
Barista pentita spegne le slot
CREMONA - Una signora di mezza età si piega per raccogliere da terra la spina e infilarla nella presa della corrente. La barista la ferma: «L'ho staccata io, le slot sono fuori uso». Quando la cliente esce, aggiunge: «Le ho spente perché non sopportavo più di vedere persone che si rovinavano in quel modo».
Di macchinette, nel bar tabaccheria «Gio» di via Mantova, prima periferia di Cremona, Monica Pavesi ne ha due. «Non le volevo sin dall'inizio, a me - dice - interessava solo il Totocalcio, i cui proventi però sono crollati. E così, per non essere in perdita, sono stata costretta a tenerle». E ad assistere allo «spettacolo» che ogni giorno andava in scena dall'altra parte del banco, a destra dell'ingresso. «I giornali e la televisione - racconta - la crisi l'hanno scoperta da qualche mese. Io, invece, ce l'ho davanti agli occhi da tre anni. Italiani e stranieri, molti anziani ma anche giovani, forse più donne che uomini: gente che non se la passa bene e si aggrappa ai videopoker spendendo tutto quello che ha».
La barista anti slot ha rilevato il locale nel 1987 e ha ancora un mutuo da pagare. «A me piace fare i caffè, parlare con i clienti. Non voglio più avere a che fare con chi è convinto che il denaro per vivere arriva da quegli apparecchi».
Il «silenziatore» è stato messo un mese fa. Una decisione che sta già costando cara alla titolare perché le slot incassavano 40-50 mila euro al mese e il 6 per cento (1.500 euro ogni quindici giorni) andava a lei. Una decisione che in futuro potrebbe costarle ancora di più: il contratto scade nel 2015 ed è probabile che la concessionaria si farà sentire. «Che danni avrò? Non lo so. Mi dicevano che non potevo recedere». Ma intanto il Comune, impegnato in una crociata contro le slot, ha deciso che premierà la barista. «Ha fatto un gesto coraggioso - dice il vicesindaco Carlo Malvezzi - che può essere un esempio per tutti i suoi colleghi».
Adesso, dunque, l'ultima frontiera della lotta alle macchinette mangiasoldi che scatenano il «gioco compulsivo», autentica malattia che rovina migliaia di famiglie, arriva dai locali che per la prima volta - vista l'assenza dello Stato, che dal gioco ricava 12,5 miliardi l'anno - lanciano la questione morale. In Lombardia, dove negli ultimi dieci mesi le 60 mila slot hanno bruciato 10 dei 60 miliardi (stime prudenti) inghiottiti in Italia dal gioco d'azzardo, la rivolta silenziosa di Monica Pavesi è già stata raccolta dal presidente dei baristi di Bergamo aderenti all'Ascom: «Non è danneggiando gente che magari ha già i suoi problemi - dice Giorgio Beltrami - che si giustificano certi guadagni».
Ma chi rinuncia alle macchinette, da cui arrivano quasi sempre gli incassi che permettono di tenere aperto il bar, avrebbe bisogno di sostegno. Anche perché le concessionarie invogliano sempre più i baristi a installare le slot. Lo racconta Simone Feder, psicologo, impegnato da anni nella lotta alle slot e nell'assistenza ai malati da gioco a Pavia, che è in testa alla classifica delle città italiane per spesa pro capite alle macchinette (2.870 euro all'anno). «Alcune concessionarie - dice Feder - con le slot offrono un pacchetto che prevede anche l'installazione gratuita di telecamere di sorveglianza, mega televisore al plasma e impianto d'allarme». E, così, resistere diventa sempre più difficile.
Si chiama Sam Sung e lavora alla Apple.
[Esplora il significato del termine: MILANO - Il ragazzo deve avere i nervi d’acciaio. Non passa giorno infatti che i colleghi di lavoro si fanno beffa di lui con ogni genere di freddura. Stiamo parlando di Sam Sung. Il suo lavoro: in un negozio Apple. Il biglietto da visita di Sam SungIl biglietto da visita di Sam Sung SAM E LA COLLEGA ANN DROID - Sta facendo il giro del web: un biglietto da visita che sembra troppo bello per essere vero. Nell’Apple Store Pacific Centre di Vancouver, in Canada, c’è un giovane dipendente che da settembre 2010 risponde proprio al nome di Sam Sung. La sua qualifica: «Specialist». A scovarlo è stato il blogger Jim Dalrymple di The Loop. E ora, ironia della sorte, i commenti sarcastici si sono spostati tutti sui blog e nei forum. Un esempio: «Sam Sung ha un collega di lavoro di nome Mike Rosoft. E una che si chiama Ann Droid». Alcuni blogger di siti tecnologici notano che i creativi di Cupertino non possono assolutamente farsi scappare questa occasione e assumere Sam Sung come «uomo immagine» della Mela. C’è già lo slogan: «Sam Sung vi consiglia il nuovo iPhone». Il profilo su LinkedinIl profilo su Linkedin BATTAGLIA - Tra i due giganti della tecnologia, come noto, non scorre buon sangue. Non solo sono acerrimi concorrenti a livello commerciale, ma la battaglia - a suon di carte bollate - si è spostata da tempo sul campo dei brevetti, con cause e controcause aperte in diversi Paesi del mondo. ] MILANO - Il ragazzo deve avere i nervi d’acciaio. Non passa giorno infatti che i colleghi di lavoro si fanno beffa di lui con ogni genere di freddura. Stiamo parlando di Sam Sung. Il suo lavoro: in un negozio Apple.
Il biglietto da visita di Sam SungIl biglietto da visita di Sam Sung
SAM E LA COLLEGA ANN DROID - Sta facendo il giro del web: un biglietto da visita che sembra troppo bello per essere vero. Nell’Apple Store Pacific Centre di Vancouver, in Canada, c’è un giovane dipendente che da settembre 2010 risponde proprio al nome di Sam Sung. La sua qualifica: «Specialist». A scovarlo è stato il blogger Jim Dalrymple di The Loop. E ora, ironia della sorte, i commenti sarcastici si sono spostati tutti sui blog e nei forum. Un esempio: «Sam Sung ha un collega di lavoro di nome Mike Rosoft. E una che si chiama Ann Droid». Alcuni blogger di siti tecnologici notano che i creativi di Cupertino non possono assolutamente farsi scappare questa occasione e assumere Sam Sung come «uomo immagine» della Mela. C’è già lo slogan: «Sam Sung vi consiglia il nuovo iPhone».
BATTAGLIA - Tra i due giganti della tecnologia, come noto, non scorre buon sangue. Non solo sono acerrimi concorrenti a livello commerciale, ma la battaglia - a suon di carte bollate - si è spostata da tempo sul campo dei brevetti, con cause e controcause aperte in diversi Paesi del mondo.
20 novembre 2012
Treno di lusso da provare
Joannesburg (Sud Africa), 18 nov. (LaPresse/AP) - Un treno di lusso in Sud Africa per consentire ai viaggiatori di godere delle bellezze del Paese. Il convoglio, non a caso, si chiama 'Pride of Africa': ha 11 carrozze, sette per i passeggeri, una con una piattaforma panoramica, una con il ristorante e due per il personale. Sul treno possono viaggiare al massimo 42 passeggeri. Tutti i vagoni hanno a disposizione frigoriferi, dove conservare bibite fresche per ristorarsi nel viaggio. In cuccetta un bagno privato, doccia calda, asciugacapelli, esattamente come in hotel. Fare turismo su questo treno de luxe significa poter passare in tutte le principali città sudafricane, ma anche visitare altri Stati del continente nero, come Tanzania, Zambia e altri Paesi. A ogni fermata il viaggiatore può scendere e visitare il posto in auto o con aerei leggeri o altri mezzi. Basta avere 30 giorni a disposizione. Il treno viaggia a 60-70 chilometri orari.
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