29 aprile 2011

Turismo eco-sostenibile si può.


Ha preso il via 'Ecolnet', progetto europeo dedicato interamente all'ecoturismo con l'obiettivo di creare, grazie alla cooperazione delle principali organizzazioni che si occupano di Ecoturismo, una rete in grado di favorire lo scambio di informazioni promuovendo lo sviluppo di uno standard europeo comune per questo settore che, negli ultimi, anni ha conosciuto un notevole incremento. Ne da' notizia in una nota il Cts, il Centro turistico giovanile.
Il progetto, co-finanziato dalla Commissione Europea per i prossimi tre anni, oltre all'Italia vede la partecipazione di Grecia, Germania, Olanda, Romania, Estonia, Regno Unito, Spagna e Finlandia. Per l'Italia oltre al Cts, che si occupera' nel nostro paese della realizzazione delle attivita' di progetto, vi e' la presenza di Imaginary, azienda partner dell'Innovation Network del Politecnico di Milano, che mettera' a punto gli strumenti informatici di auto-valutazione per le imprese eco-turistiche.
Ma al progetto hanno aderito anche Wwf Italia, L'istituto per la certificazione etica e ambientale, Slow Tourism, Ecoworld Hotel, Agriturist, Fondazione per lo sviluppo sostenibile, Arp e le Aree protette di rilevanza nazionale e regionale.
Le attivita' previste dal progetto sono in sintesi: definizione degli indicatori e dei fabbisogni formativi per la valutazione on line; sviluppo di strumenti di valutazione online; sviluppo di metodi e contenuti e-learning per valutatori e imprese; test pilota sugli strumenti di formazione e valutazione online; revisione e pubblicazione degli strumenti di valutazione e dei pacchetti formativi online; creazione di una community di e-learning sugli standard di qualita' eco-turistici.
Oggi una ragione in più per scegliere il turismo eco.sostenibile.
Buona Giornata
Rob

28 aprile 2011

Risparmiare...


Risparmiare non è solo una questione di reddito: più soldi guadagniamo, di più ne possiamo mettere da parte. Spesso riuscire ad accantonare qualcosa è anche una questione di rinunciare a cattive abitudini legate alle nostre spese quotidiane. Infatti, con le giuste scelte, si può arrivare a risparmiare fino a 670 euro!

Vediamo come si fa.

1. Il cellulare: meglio Skype

Il cellulare è una delle spese che pesano di più sul nostro portafogli. Non è facile districarsi tra offerte, tariffe, ricaricabili e abbonamenti. Facendo un confronto tra le principali compagnie telefoniche si va da un minimo di spesa (per un abbonamento) di 32 euro al mese a un massimo di 203,39 euro (con una scheda prepagata). Per una media di 5 chiamate al giorno della durata di 2 minuti ciascuna e l'invio di 20 sms, si arriva a spendere in media anche fino a 5,55 al giorno. In un mese sono 166,5 euro. Per telefonare e assottigliare questa voce nel nostro bilancio quotidiano, è ora di guardare alle molte possibilità che il web offre per metterci in contatto con i cellulari. Abbandonate carte prepagate e abbonamenti: usando Skype dal vostro pc o dal vostro smartphone: lo stesso numero di chiamate vi costerà solo 0, 22 euro e per 20 sms spenderete solo 2,2 euro, per un totale di appena 2.42 euro al giorno e di 72,6 euro al mese.

Il confronto tra le tariffe di Skype con la media di quelle offerte dalle principali compagnie telefoniche ci dà un risparmio netto di 93,9 euro al mese.

2. Quella tazzina in meno...

Iniziare una giornata senza un caffè consumato al bar è più di un sacrificio per la maggior parte degli italiani. Ogni caffè, se preso singolarmente, non pesa moltissimo sul nostro portafogli: il suo costo medio in Italia è di 0,80 euro, cifra affrontabile per chiunque. Tuttavia alla fine della giornata ci si può trovare ad aver preso anche 8 caffé al bancone e col portafogli un po' più leggero. Rinunciare anche a una singola tazzina ogni giorno potrebbe avere delle ripercussioni positive sul nostro bilancio. Infatti se moltiplichiamo il costo di un caffé per 30 giorni, risparmieremo ben 24 euro.

3. L'acqua è un bene di tutti

La lotta condotta affinché l'acqua rimanga un bene pubblico ha delle significative ripercussioni anche sulla nostra capacità di risparmio. Infatti, una bottiglia d'acqua da 1,5 litri costa in media 0,30 euro. Comprando una sola bottiglia e continuando a riempirla per un mese intero, scoprirete di aver risparmiato ben 9 euro, oltre ad aver alleggerito il pianeta di un bel po' di involucri in plastica.

4. Cena a lume di candela? Meglio stare a casa…

Dopo queste prime considerazioni, si potrebbe pensare che, risparmiando su telefono, acqua e caffè, ciò che ci rimane in tasca potremmo a buona ragione dedicarlo a qualcos'altro. A esempio, alla persona che amiamo, offrendole una bella cena fuori. Perché no? Ma che non diventi un'abitudine! Anzi, se già lo è, magari un appuntamento fisso dopo il lavoro per due o tre volte alla settimana, provate a saltare almeno un rendez-vous. Calcolando un costo medio di 30 euro a persona per una cena con antipasto, primo o secondo, dolce, acqua e vino, potreste arrivare a risparmiare mensilmente fino a 120 euro.

5. Auto vs mezzi pubblici

Con i prezzi della benzina alle stelle fare il pieno una volta alla settimana è diventata una vera e propria tassa costante: si può arrivare a spendere fino a 60 euro a settimana per tenere accesi i motori nel traffico. Al mese diventano 240 euro. Inoltre la macchina è un mezzo di trasporto che incide negativamente sul nostro bilancio: pagare il bollo ci costa circa 100 euro e una polizza assicurativa comprensiva di furto e incendio arriva a costarci anche 1000 euro. Significa che bollo e assicurazione messi insieme costano 91 euro al mese.

A conti fatti l'auto toglie circa 306 euro al nostro budget mensile.

Che fare, dunque? Rinunciare al nostro alleato nel traffico non è facile, specie se non amiamo lo scooter o i mezzi pubblici non riescono a portarci in modo rapido e indolore sul luogo di lavoro. Tuttavia, analizzando queste due alternative dal punto di vista economico, potremmo riuscire a far sorridere il nostro portafoglio.

Il costo medio di un abbonamento mensile ai mezzi pubblici è di 30 euro al mese. Mentre, pur mantenendo più o meno gli stessi costi di bollo e assicurazione per il nostro scooter, il pieno peserebbe molto meno: circa 20 euro a settimana.

Per cui se scegliete di lasciare la vostra auto a casa a favore dei mezzi pubblici, risparmierete 121 euro. Se invece preferite le due ruote, conservando la vostra autonomia, il risparmio scende a 40 euro.

6. Assicurazione sulla casa, macchina, vita e reddito: meglio farle con la stessa compagnia

Una famiglia potrebbe trovarsi a sostenere il costo di più di un'assicurazione. Oltre la macchina, si può assicurare praticamente tutto: la casa, la vita, il proprio reddito. Per risparmiare è buona norma scegliere una sola compagnia di assicurazioni.

7. Filosofia No logo: vale per il cibo, vale per i vestiti

Quando Naomi Klein formulò la teoria combattente del “No Logo” tenne sicuramente in conto i margini di profitto che ad ogni nostro acquisto assicuriamo ai brand che acquistiamo. Ma se dalla nostra spesa - alimentare, farmaceutica e di abbigliamento - provassimo ad eliminare ogni logo? Forse scopriremmo che non è poi così difficile risparmiare su beni di prima necessità, ma anche su beni puramente voluttuari. Un jeans di marca costa in media 120 euro; un jeans no logo può arrivare a costare anche 10 volte meno, con un risparmio netto di 108 euro a jeans.

Considerando che si può scegliere di acquistare in media due jeans all'anno, il risparmio raddoppia. Mensilmente risparmiereste 18 euro al mese. Un farmaco generico di solito costa il 50% in meno rispetto a quello brandizzato, per non parlare del cibo su cui la lotta del logo è agguerritissima, anche se nello stesso pastificio per esempio può essere prodotta della pasta poi in vendita a 0,79 euro e dell'altra pasta (molto simile per caratteristiche organolettiche) a 0,59 euro.

8. No ai cibi pronti!

Il capitolo cibo è uno dei dilemmi del buon risparmiatore, ma è anche il campo su cui ottimizzare è più semplice. Rinunciare ai cibi pronti come un bel piatto di gnocchi alla sorrentina congelati (4,99 euro) e scegliere una confezione di gnocchi, una mozzarella da cucina e una confezione di pomodori pachino (1 euro + 0,50 euro + 1,75 euro) produrrà un risparmio netto di 1,74 euro. Non male per un singolo pasto...

9. Il pranzo al lavoro

Optando per i cibi freschi invece di quelli congelati, potrete scegliere prodotti in offerta e programmare meglio i vostri pasti, arrivando a prepararvi la famosa “schiscetta”, ovvero il pranzo fai-da-te. Saprete sempre cosa state mangiando, potrete scegliere dove farlo e frazionerete i costi ancora di più, pensando che un pranzo medio in una tavola calda costa tra i 5 e gli 8 euro. In un mese potreste ritrovarvi nel portafogli 210 euro di cui non sospettavate minimamente l'esistenza...

10. Abbonamento in palestra: meglio correre al parco.

Un abbonamento in palestra può costarci in media fra i 60 e gli 80 euro, senza contare i canoni di iscrizione annuali quasi sempre obbligatori. Per cui per mantenerci in forma, sfogare la tensione dopo una giornata di lavoro, potremmo trovarci in bilancio fino a 75 euro al mese. Scegliendo di correre al parco e di condividere un momento di allenamento con gli amici potrebbe farci risparmiare considerevolmente, oltre ad aggiungere alla nostra giornata un momento di incontro con le persone a cui di solito sfuggiamo, rispondendo “Non ho tempo, devo correre in palestra!”.
Facciamo due conti ?

27 aprile 2011

Contro il logorio della vita moderna...


Una giornata speciale, per combattere lo stress in modo sano e alternativo, e per riscoprire il gusto di spostarsi nella propria città o per visitarne posti nuovi lasciandosi conquistare dal ritmo lento - non sempre - delle due ruote. La seconda domenica di maggio appuntamento con la Giornata nazionale della Bicicletta, voluta dal Ministero dell'Ambiente in collaborazione con l'Anci e la Federazione ciclistica italiana.
In calendario l'8 maggio, l'iniziativa prende spunto dal Biciday celebrato lo scorso anno in via sperimentale in 1.400 comuni italiani e quest'anno coinvolge ancora tutto lo Stivale per un totale di oltre 780 chilometri di strade comunali che saranno chiuse al traffico e lasceranno spazio soltanto a un esercito festoso di biciclette. Una giornata legata a doppio filo alla ricorrenza speciale dei 150 anni dell'Unità d'Italia che animerà molti eventi organizzati a livello locale in luoghi cari alla storia del Risorgimento.
Un modo, spiega il Ministero, per sottolineare come una "mobilità alternativa ed ecocompatibile" possa essere effettivamente realizzabile e, perché no, anche per riappropriarsi di piazze, strade e ponti che troppo spesso sono invece "ostaggio" del traffico e dello smog. A stimolare le amministrazioni locali per organizzare attività e percorsi ad hoc c'è poi il Concorso Bicity, rivolto ai Comuni che destineranno alle bici il percorso più lungo rapportato alla popolazione residente, riservando ai ciclisti parti del centro storico o aree generalmente attraversate dal traffico tradizionale.
Fra le iniziative partner della Giornata c'è inoltre la XII edizione di Bimbimbici, a cura della Federazione Italiana Amici della Bicicletta, Fiab Onlus, e alla quale oltre 220 città hanno già aderito. Testimonial di quest'anno la modella svedese Filippa Lagerbäck, mentre i più piccoli saranno impegnati oltre che sulle due ruote anche in un concorso nazionale di disegno sul tema: "In Bici con gli Amici: I miei compagni di pedali".
Per gli appassionati del mezzo, la Fiab - insieme a Legambiente e Cittainbici - ha inoltre in serbo anche un'altra iniziativa, tanto per allenarsi in vista della Giornata nazionale della Bicicletta. È il Giretto d'Italia, in calendario il 3 maggio, il primo campionato nazionale della ciclabilità urbana che assegnerà una maglia rosa sui generis a quei Comuni dove la bicicletta è un mezzo di trasporto a tutti gli effetti e dove perciò in un giorno infrasettimanale si conteranno più ciclisti in circolazione. A sfidarsi quest'anno sono 27 città, tra cui Torino, Venezia, Firenze, Bolzano, Padova e Ferrara.
Buona pedalata !
Roberto

26 aprile 2011

Mini appartamento...ma molto mini.


Chissà se all'Ikea accetterebbero la sfida per dreare un arredamento su misura ?
Mao Li è un uomo di 30 anni che ha scelto di vivere per un anno in un tubo di cemento utilizzato per le condotte idriche. Il curioso "monolocale" si trova accanto a un ponte di Haikou, in provincia di Hainan, nella Cina meridionale, ma ben presto potrebbe venire demolito. Contro il mini appartamento, dotato anche di una sua porta di casa, si stanno scagliando infatti le autorità locali.
A proposito di spazi sempre più ridotti qui siamo davvero ai mini termini.
Buona Giornata
Rob

L'automedicazione è..donna !


Non sempre è una cosa "sana", autocurarsi decidere in base alle proprie sensazioni e senza nessuna preparazione di sorta in fatto di medicina, argomento per cui esistono i medici di famiglia e comunque delle persone specializzate.
All'occorrenza sono in grado di trasformarsi in medico e sono capaci di curarsi con i farmaci di automedicazione. Succede alle donne, giovani, single e con un buon livello di istruzione. E' quanto emerge da uno studio spagnolo che ha osservato le abitudini di cura di oltre 20mila persone e ha calcolato che il 73,7% delle donne e il 57,6% degli uomini ha consumato farmaci nelle due settimane precedenti l'indagine. E in 3 casi su 10 si trattava di medicine acquistate senza ricetta.
Lo studio ha appurato anche che i farmaci per auto-cura sono più comprati dalle donne.
I ricercatori spiegano il gap tra i generi, definendo il gentil sesso ''più vulnerabile nella società'' e caratterizzato da ''una maggiore disposizione a riconoscere ed esprimere i propri sintomi'', come ha affermato Pilar Carrasco, prima firma dello studio realizzato dall'università Rey Juan Carlos di Madrid e pubblicato sulla rivista Pharmacoepidemiology and Drug Safety. La situazione italiana è sostanzialmente in linea con lo studio spagnolo, come confermano i dati dell'Anifa, l'Associazione nazionale dell'industria farmaceutica dell'automedicazione, secondo la quale, 35 milioni di persone all'anno ricorrono a questi farmaci, di cui nel solo 2010 sono state vendute 165 milioni di confezioni.
E i maggiori consumatori, anche in Italia, sono coloro che hanno un grado di istruzione superiore. I malesseri per i quali gli italiani ritengono di potersi curare senza ricorrere al medico sono soprattutto il mal di testa e l'influenza.
E voi vi curate fai da te ?
Roberto

25 aprile 2011

E ce ancora....mare ?

Parafrasando una canzone di Giorgia, un bel disastro ambientale vicino casa certo ci voleva, lo dico in maniera provocatoria visto che le cose un po' per natura e un po' per menefreghismo a volte ce le sentiamo lontane. Durante il mio viaggio di ritorno verso Roma cercando in rete ho trovato questa notizia. Centinaia di tonnellate di spazzatura fuoriuscite da una discarica sull'isola greca di Andros, nelle Cicladi, si sono riversate in mare e, sospinte dal vento, si stanno dirigendo verso le spiagge del Dodecaneso inquinando tutto il Mare Egeo. A lanciare l'allarme, come riferisce il quotidiano ateniese Kathimerini, gli ambientalisti dell'Istituto di ricerca marina Archipelagos i quali sostengono di aver avvertito le competenti autorita' elleniche ed europee ma di non aver visto sinora alcun intervento da parte loro.

''Vaste quantita' di plastica hanno gia' raggiunto il Dodecaneso centrale provocando un grave inquinamento'', e' detto in un comunicato diffuso dall'Istituto secondo cui alla diffusione dei rifiuti ''lungo tutte le coste dell'Egeo'' stanno contribuendo i venti che soffiano da Sud. Gli ambientalisti affermano di aver avvertito della situazione il Commissario europeo all'Ambiente Janez Potocnik e la Commissaria per gli Affari Marittimi Maria Damanaki ed altri funzionari competenti.

''Ma il ritardo (nell'intervenire) da loro dimostrato sinora non fa ben sperare per una soluzione del problema'', conclude il comunicato di Archipelagos.
Un bello spunto di riflessione rientrando dalla pausa di Pasqua no ?
Ben tornati a casa.
Roberto

21 aprile 2011

La Nutella...non ha più segreti !


Si è spento all’età di soli 47 anni, a causa di un infarto, Pietro Ferrero, imprenditore piemontese che, dal 1997, era al timone della nota azienda di Alba. La sua vita è stata legata indissolubilmente al prodotto più famoso della Ferrero, la Nutella: come ha raccontato Gigi Padovani, nel suo libro "Nutella. Un mito italiano", tra i suoi primi ricordi d'infanzia raccontava di aver rubato la crema al gianduia più famosa al mondo dalla credenza della casa di famiglia.
Ma quando è nata la Nutella? Per intuizione di Michele Ferrero, padre di Pietro, è stata inventata nel 1964, sulla base di una precedente crema denominata Pasta Giandujot e poi SuperCrema. Il nome deriva dal sostantivo nut, che significa "nocciola" in inglese, e il suffisso ella per ottenere un nome orecchiabile.
Quali sono gli ingredienti della Nutella? La preparazione della Nutella varia leggermente da paese a paese e, come la Coca-Cola, ha una ricetta segreta, accuratamente protetta nella fabbrica di Alba. Questa è la composizione del prodotto conosciuta in Italia:Zucchero (56 per cento) Oli vegetali (19 per cento) Nocciole (13 per cento) Cacao magro Latte scremato in polvere (5 per cento) Siero di latte in polvere Lecitina di soia (emulsionante) Aromi
Nutella tra cinema e musica. La crema è comparsa anche in diverse pellicole cinematografiche ed è stata citata in molte canzoni. Tra queste:Famosa è la scena del film "Bianca" di Nanni Moretti, in cui il protagonista affoga l'ansia in un enorme barattolo di Nutella, alto circa 1 metro, che fu predisposto proprio in funzione del set. Anche Leonardo Pieraccioni ne "I laureati" ha citato con una battuta la crema di Alba: "Vogliamo stare tutta la vita a rimpiangere la Nutella?". Giorgio Gaber ha utilizzato il nome della crema nella sua canzone "Destra Sinistra"I Negrita l'hanno nominata nell'album XXX, nella canzone "Sex". ll cantautore Ivan Graziani le dedicò un'intera canzone, intitolata "Lanutella [sic] di tua sorella", cantata insieme a Renato Zero e inserita nell'album Fragili fiori del 1996.
Io ho già la fetta di pane pronta !!!
Buona Giornata
Roberto
(fonte intrage.it)

20 aprile 2011

Chirurgia estetica e le nostre contraddizioni.


Labbra carnose, seni prominenti e zigomi alti e tondeggianti: sono forme che si addicono più a una donna matura che a una ragazza,. Eppure sono molte le giovanissime che ricorrono al chirurgo per un "ritocco" anche importante. E intanto, la Francia dà un giro di vite e mette al bando molte tecniche "soft" contro la cellulite, tra cui mesoterapia, laser, carbossiterapia, infrarossi, ultrasuoni, radiofrequenze.
"Le ventenni chiedono di invecchiare prima del previsto. Alleata in questo è la chirurgia estetica. Ragazze godetevi la giovinezza, non stravolgete i vostri visi". Il grido d'allarme viene dal professor Giulio Basoccu, Chirurgo Estetico, Docente all'Università La Sapienza di Roma. "Purtroppo - continua Basoccu - le tendenze non sono sempre positive e le nostre ventenni si stanno comportando come quelle americane.
Vogliono invecchiare e si rivolgono al chirurgo estetico. In realtà ciò che chiedono è avere seni più prominente ma soprattutto labbra più carnose, sopraccigli più arcuati, zigomi più alti" Ma non si rendono conto che in questo modo trasformano il loro viso, che a venti anni è al massimo in tema di freschezza della pelle, di elasticità, di tonicità, in un volto di donne che hanno almeno quindici anni in più". Il rischio più grande è l'assuefazione alla chirurgia estetica e il ricorso a interventi ripetuti nel corso degli anni.
In controtendenza la Francia ha invece messo al bando molte cure soft sciogli grasso, come mesoterapia, laser, carbossiterapia, infrarossi, ultrasuoni, radiofrequenze. Il decreto molto restrittivo, ha stati messi fuori legge tutti i sistemi basati sulla 'lipolisi adipocitaria', ovvero la distruzione delle cellule grasse, che "presenta rischi di danni gravi per la salute umana". Le francesi ora potranno liberarsi degli odiosi cuscinetti solo con sport, creme o, a limite, con la chirurgia. La decisione è destinata a far discutere: in Italia sono circa 100mila i trattamenti soft anticellulite che vengono realizzati ogni anno.
Anche nel nostro Paese si tratta di metodiche molto comuni."Ci aggiriamo sulle 4.000 sedute per Regione - spiega Marco Gallucci, rappresentante della Sies, la Società italiana di medicina e chirurgia estetica, "ma in quelle con più abitanti i numeri lievitano, in alcuni casi possono addirittura raddoppiare. Del resto si tenga conto che per ogni paziente le sedute vengono ripetute, e a volte vanno avanti per mesi e mesi". A proposito imposto dai francesi, "a mio avviso - precisa Gallucci, che è anche un chirurgo plastico - è senz'altro severo, me è giusto andare a fondo alla sicurezza di queste metodiche, nonché certificarne l'efficacia visto che possono rivelarsi veri e propri buchi nell'acqua. In Italia, inoltre – fa notare - possono essere utilizzate anche da medici non specializzati, camici bianchi qualunque, e questo senz'altro accresce i rischi potenziali per chi decide di sottoporsi a dei trattamenti che, per quanto soft, stanno diventando sempre più invasivi".
una Riflessione ci vuole oppure no ? Forse non siamo mai contenti nemmeno di noi ?
Buona Giornata
Roberto

(fonte TGCOM)